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Palermo Santa Maria dell'Ammiraglio (La Martorana)

Si trova a Piazza Bellini, costruita nel 1143 da Giorgio d'Antiochia, ammiraglio sotto Ruggero II° ed è stata dedicata alla Madonna e da qui viene il nome di Santa Maria dell'Ammiraglio, è stata ceduta durante il 1400 al vicino monastero dei benedettini fondato da Eloisa Martorana ed è per questo che è chiamata “La Martorana”.
Di origine Greco-Ortodossa e durante il periodo Normanno fù convertita a Chiesa Cattolica divenendo parte della diocesi di Piana degli Albanesi ed ancora oggi vengono celebrate le funzioni con rito ortodosso.
Durante gli anni subì molte modifiche, soprattutto quando passò dal rito greco a quello latino che venne trasformata da forma a croce greca in quella a croce latina, poi alla fine del 1600 venne anche cambiato l'abside da semicircolare ad uno a forma quadrangolare, nonostante i vari ritocchi i mosaici interni dell'architettura Arabo-Normanna sono ancora presenti, soprattutto nelle pareti con la raffigurazione dell'incoronazione di Ruggero II° da Parte di Cristo e quelli nella cupola raffiguranti il Cristo Pantocratore e sono i più antichi di tutta la Sicilia.
All'esterno un alto campanile a forma quadrata ed è proprio da una porta alla base di questo che si accede alla chiesa ed appena varcato questo portale si nota l'interno a pianta quadrata con quattro colonne sulle quali poggiano quattro archi che formano la cupola mentre in tutte le altre pareti dei mosaici che rappresentano l'Assunzione, gli Evangelisti, gli Apostoli e molti Santi greci mentre attorno alla cupola vi è una iscrizione in caratteri arabi.
Negli anni che vanno dal 1683 al 1687 viene distrutta l'abside centrale che poi viene ricostruita su progetto di Paolo Amato, questa volta a forma rettangolare mentre nel 1740 viene progettato da Nicolò Palma un nuovo prospetto che da tutto sulla piazza e riporta il gusto barocco che vi era in quell'era, poi nel 1846 la piazza viene abbassata e per accedere alla chiesa viene costruita una scalinata, con l'andare del tempo la chiesa viene restaurata  diverse volte e vengono rifatte le vecchie pitture tanto che oggi alcune di esse sono quelle originali come il Cristo Pantocratore mentre altre sono in parte o tutte rifatte come ad esempio il re Ruggero che si trova nel soffitto vicino l'ingresso che di originale ha solo la testa e le mani, sempre l'interno si può definire a tre navate divise dalle quattro colonne mentre in alto vi sono le grate che racchiudevano le suore di clausura e che ancora oggi sono un bellisimo esempio di ferro battuto.
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