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Palermo: Processione Dei Panettieri

La confraternita di Maria SS Addolorata dei fornai o panettieri fondata nel 1922 e che ha la sede  presso la chiesa di Sant'Isidoro all'albergheria in via Cadorna, proprio davanti a piazza Vanni, da luogo a quella che oggi è una delle processioni più belle fra le tante che si svolgono nella giornata del Venerdì Santo per le vie della città.
Si inizia alle 15 con una rappresentazione teatrale che percorre gli ultimi momenti della vita di Gesù Cristo e si svolge su una passerella  che collega la chiesa alla piazza dove è allestito un palco. Detta passerella serve per far si che i personaggi uscendo dalla chiesa possano raggiungere il palco posto in fondo alla piazza e viceversa, così si ha l'uscita dei soldati romani che portano prigioniero  Gesù e mentre lo flagellano arrivano sul palco, dove ha luogo il processo e la crocifissione fino alla morte ed alla deposizione del corpo che sceso dalla croce viene portato con un lenzuolo fin dentro la chiesa. Tutto lo spettacolo dura due ore dopodichè viene tolta la passerella per permettere alla processione di poter uscire dalla chiesa che è abbastanza sollevata dal livello della strada e per questa occasione i gradini sono coperti con delle tavole, in modo che la discesa venga diritta senza gli sbalzi che si avrebbero con i gradini. Così iniziano ad uscire i vari personaggi che compongono il lungo corteo che forma la processione: per primi escono i così detti tamburinari, dei personaggi con il volto coperto e che suonano dei tamburi ricoperti da una stoffa nera in modo da dare un suono cupo ed in segno di lutto. Poi escono una serie di incappucciati, seguono alcuni soldati romani con le corazze che si usavano allora, escono anche delle ragazze con vestiti d'epoca recanti dei vassoi in vimini conteneti i chiodi, il martello  e la corona di spine utilizzati per la crocifissione.
Vi è una ragazza che porta un panno con impresso il volto di Cristo e rappresenta il momento in cui Maria Maddalena asciugò il volto sudato e gli rimase impressa l'immagine sulla tovaglia; vi sono anche tre ragazze che rappresentano le Pie donne ed altri figuranti, non mancano dei bambini vestiti come Gesù e che portano la croce, poi è la volta dell'uscita dell'urna contenente il simulacro del corpo di Cristo morto e poichè la chiesa è piccola, e di conseguenza anche il portale, si deve fare molta attenzione perchè un movimento sbagliato potrebbe provocare qualche urto o strisciare l'urna stessa. Per questo viene portata quasi a strisciare per terra finchè non è uscita tutta l'urna e dopo, appena tutta fuori, viene alzata e per farla scendere dalla chiesa alla strada e far si che l'urna stia diritta, visto il dislivello con la strada, si tiene con le braccia alzate la parte  anteriore e la parte posteriore quasi a strisciare a terra finchè non si arriva nella strada e si può sollevare tutto. L'urna è portata a spalla da 32 confrati, più due che fanno da guida e messi uno all'inizio delle aste ed uno alla fine, in modo da mantenere il pesante fercolo più diritto possibile. Questi sono detti capi vara e viene portata fino davanti il palco dove si era svolta la rappresentazione in modo da poter assistere all'omelia che farà il parroco non appena si sarà avvicinato li anche l'altro fercolo.
Finita la parte dedicata a Gesù, inizia quella dedicata alla Madonna Addolorata. Si vedono uscire dalla chiesa prima lo stendardo della confraternita seguito da tante ragazze vestite con il mantello ed il basco in velluto nero, poi ancora centurioni anch'essi con le corazze ed anche qui delle bambine vestite col mantello come l'Addolorata. Ci si prepara a vedere uscire il fercolo della Madonna Addolorata.
Essendo questo molto più alto del portale e non entrandovi completamente, viene alzata la parte delle vara contenente sopra ad essa la statua dell'Addolorata e smontata la parte sottostante si porta fuori e viene sistemata accanto all'urna del Cristo; poi si inizia a fare uscire la statua della Madonna Addolorata che essendo alta quasi quanta tutta la porta si deve fare uscire quasi a strofinare a terra, facendo molta attenzione a non alzarla per non  danneggiare nè la statua nè l'aureola in oro che ha a contornare il capo. Anche questa viene portata da 32 persone più due capi vara e non appena esce tutta dal portale la si alza con le braccia tese gli uomini davanti e le braccia basse quelli di dietro, in modo da dare una posizione diritta, il tutto fra gli applausi dell'immensa folla che riempie la piazza e le strade vicine. A spalla viene poi portata accanto all'urna con il simulacro di Gesù Cristo ed inizia l'omelia, mentre viene rimontata la parte sottostante la vara dell'Addolorata.
Finita l'omelia, che dura circa mezz'ora, si inizia a muovere il lungo corteo: prima quello riguardante Gesù morto seguito dalla banda musicale, dopo un pò quello dedicato alla Madonna Addolorata che segue il figlio per tutto il percorso che si snoda lungo molte strade della città (anche dopo quest'altro corteo vi è la banda musicale).
Il percorso per le vie della città è molto lungo e per ben due volte viene dato il cambio da altre confraternite   a coloro che portano i due fercoli poichè sono molto pesanti. Verso l'una di notte viene ripresa nuovamente dai confrati a cui essa appartiene che iniziano il loro cammino verso il rientro così verso le due si arriva davanti alla chiesa dove, mentre il parroco fa un'altra omelia, viene nuovamente smontata la parte bassa della vara della Madonna e, una volta finita l'omelia, ci si prepara a rientrare in chiesa con le stesse procedure fatte per uscire. Anche l'entrata è molto difficile, sia quella dell'urna che quella della Madonna Addolorata

Itinerario:
Via Alessandro Vanni, Via Antonino Mongitore, Via Giovanni Di Cristina, Via Siciliano Villanueva, Via Albergheria, Via Ballarò, Via del Bosco, Via Maqueda, Corso Tukory (un tratto), Via F. P. Perez, Via Bergamo (un tratto), Via Oreto, Via Mendola (un tratto), Via Antonio Marinuzzi, Via Bergamo (Altro tratto), Via Rocco Jemma, Via Mendola (altro tratto), Via Filippo Corazza, Via Gaspare Palermo, Via del Vespro, Corso Tukory (altro tratto), Via Generale Luigi Cadorna,

La Confraternita di Maria SS. Addolorata dei Fornai o Panettieri, fondata nel 1922 e avente sede presso la chiesa di Sant'Isidoro all'albergheria in via Cadorna, proprio davanti a piazza Vanni, organizza quella che oggi è una delle processioni più belle fra le tante che si svolgono nella giornata del Venerdì Santo per le vie della città di Palermo.

Si inizia alle 15,00 con una rappresentazione teatrale che percorre gli ultimi momenti della vita di Gesù Cristo e si svolge su una passerella che collega la chiesa alla piazza dove è allestito un palco.
Detta passerella serve a far sì che i personaggi, uscendo dalla chiesa, possano raggiungere il palco posto in fondo alla piazza e viceversa; così si ha l'uscita dei soldati romani che portano prigioniero Gesù e mentre lo flagellano arrivano sul palco, dove ha luogo il processo e la crocifissione fino alla morte e alla deposizione del corpo che, sceso dalla croce, viene portato con un lenzuolo fin dentro la chiesa.


Tutto lo spettacolo dura due ore, dopodichè viene tolta la passerella per permettere alla processione di poter uscire dalla chiesa, che è abbastanza sollevata dal livello della strada, e per questa occasione i gradini sono coperti con tavole, in modo che la discesa avvenga diritta senza gli sbalzi che si avrebbero con i gradini. Così iniziano ad uscire i vari personaggi che compongono il lungo corteo che forma la processione: per primi escono i cosiddetti tamburinari, personaggi con il volto coperto che suonano tamburi ricoperti da una stoffa nera, in modo da dare un suono cupo, in segno di lutto.
Poi escono una serie di incappucciati, seguono alcuni soldati romani con le corazze che si usavano all' epoca della Passione di Cristo; escono anche alcune ragazze con vestiti d'epoca recanti vassoi in vimini contenenti i chiodi, il martello e la corona di spine utilizzati per la crocifissione.


Vi è una ragazza che porta un panno con impresso il volto di Cristo e rappresenta il momento in cui la Veronica ne asciugò il volto sudato, rimanendo impressa l'immagine sulla tovaglia; vi sono anche tre ragazze che rappresentano le Pie donne ed altri figuranti.
Non mancano bambini vestiti come Gesù che portano la croce, poi è la volta dell'uscita dell'Urna contenente il simulacro del corpo di Cristo Morto e, poichè la chiesa è piccola e di conseguenza anche il portale, si deve fare molta attenzione perchè un movimento sbagliato potrebbe provocare qualche urto e danneggiare l'Urna stessa. Per questo viene portata quasi a strisciare per terra finchè non è uscita tutta; poi, appena tutta fuori, viene alzata e, per farla scendere dalla chiesa alla strada e far sì che stia diritta, visto il dislivello con la strada, si tiene con le braccia alzate la parte anteriore e la parte posteriore quasi a strisciare a terra finchè non si arriva nella strada e si può sollevare tutto.

L'Urna è portata a spalla da trentadue confrati, più due che fanno da guida, messi uno all'inizio delle aste ed uno alla fine, in modo da mantenere il pesante fercolo più diritto possibile. Questi sono detti "capi vara" e viene portata fino davanti il palco dove si era svolta la rappresentazione in modo da poter assistere all'omelia che farà il parroco non appena si sarà avvicinato lì anche l'altro fercolo.
Finita la parte dedicata a Gesù, inizia quella dedicata alla Madonna Addolorata.


Si vedono uscire dalla chiesa prima lo stendardo della confraternita, seguito da tante ragazze vestite con il mantello ed il basco in velluto nero, poi ancora centurioni anch'essi con le corazze ed anche qui bambine vestite col mantello simile a quello dell'Addolorata. Ci si prepara quindi a vedere uscire il fercolo della Madonna Addolorata.
Essendo questo molto più alto del portale e non entrandovi completamente, viene alzata la parte delle vara su cui è fissata la statua dell'Addolorata e, smontata la parte sottostante, si porta fuori e viene sistemata accanto all'urna del Cristo.
Poi si inizia a fare uscire la statua della Madonna Addolorata che, essendo alta quasi quanto tutta la porta, si deve fare uscire quasi a strusciare per terra, facendo molta attenzione a non alzarla per non danneggiare nè la statua nè l'aureola in oro che le contorna il capo. Anche questa viene portata da trentadue persone più due "capi vara" e non appena esce tutta dal portale la si alza con le braccia tese gli uomini davanti e le braccia basse quelli di dietro, in modo da dare una posizione diritta, il tutto fra gli applausi dell'immensa folla che riempie la piazza e le strade vicine. A spalla viene poi portata accanto all'Urna con il simulacro di Cristo Morto ed inizia l'omelia, mentre viene rimontata la parte sottostante la vara dell'Addolorata.


Finita l'omelia, che dura circa mezz'ora, inizia a muoversi il lungo corteo: prima quello riguardante Cristo Morto, seguito dalla banda musicale, dopo un pò quello dedicato alla Madonna Addolorata che segue il figlio per tutto il percorso che si snoda lungo molte strade della città (anche dopo quest'altro corteo vi è la banda musicale).
Il percorso per le vie della città è molto lungo e per ben due volte viene dato il cambio da altre confraternite a coloro che portano i due fercoli poichè sono molto pesanti. Verso l'una di notte viene ripresa nuovamente dai confrati a cui essa appartiene, che iniziano il loro cammino verso il rientro. Così verso le ore 2,00 si arriva davanti alla chiesa dove, mentre il parroco fa un'altra omelia, viene nuovamente smontata la parte bassa della vara della Madonna e, una volta finita l'omelia, ci si prepara a rientrare in chiesa con le stesse procedure fatte per uscire. Anche l'entrata è molto difficile, sia quella dell'Urna che quella della Madonna Addolorata.
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