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Palermo: Madonna della catena

Si trova a piazza della Doganella, di fronte piazza Marina quasi alla fine del Corso Vittorio Emanuele vicino alla cala, edificata fra la fine del 1400 ed i primi anni del 1500 nel posto dove prima sorgeva un'altra chiesa più piccola ed il suo nome è dovuto al fatto che su uno dei muri di essa vi era legata la catena che anticamente chiudeva il porto il quale a quei tempi si spingeva fino all'interno della città anche se la devozione per la Madonna della Catena è molto più antica e risale al 1392 quando tre prigionieri vennero incatenati e portati a piazza Marina per essere giustiziati e mentre erano li scoppiò un violento temporale che costrinse tutti a fuggire via mentre i prigioniri e le guardie che li sorbegliavano si rifugiarono nella chiesa del porto e qui mentre le guardie dormivano la Madonna raffigurata su un dipinto disse ai prigionieri di scappare perchè aveva ascoltato le loro preghiere e sapeva che erano innocenti e nel frattempo si spezzarono le catene che tenevano gli stessi e si aprì la porta così poterono uscire ma furono ripresi quando l'indomani le guardie si svegliarono ed a questo punto loro raccontarono l'accaduto ed il popolo acclamava la loro liberazione a quel punto chi regnava allora nella città non sapeva cosa fare così andò a guardare le catene e vide che in effetti erano state spezzate così lasciò liberi i prigionieri e da allora quella effige della Madonna, che venne chiamata della catena, divenne molto venerata in vari posti d'Italia,  

Come detto sopra la chiesa attuale fu costruita dove si trovava la vecchia ed oggi che il mare si è ritirato poiché la città si è allargata anche da quella parte costruendo banchine e strade essa non risulta più vicino al porto ma più addentrata, costruita dall'architetto Matteo Carnilivari si trova su una lunga scalinata chiusa da una cancellata alla base dove alla sua fine vi è la facciata centrale costruita in tre arcate dove in ognuna vi è un portale con dei bassorilievi del Gagini, essendo stata più volte ritoccata vi si notano diversi stili come il gotico, il rinascimentale ed il normanno, l'interno è a tre navate con le absidi ottagonali e lungo le navate laterali vi sono delle cappelle come quella di Santa Brigida con una tela di autore ignoto risalente al diciassettesimo secolo e completata con degli affreschi del Sozzi risalenti al secolo successivo continuando ad entrare si nota la cappella dove vi è l'affresco con raffigurata la Madonna alla quale i prigionieri chiesero la grazia ed in questo si può notare una particolarità poiché il Bambino che la Vergine tiene in braccio è raffigurato come un adulto di piccola statura poiché è di origine greca i quali credevano che essendo molto sapiente non poteva essere un bambino mentre agli angoli della cappela vi sono gli affreschi delle quattro protettrici degli altrettanti quartieri che formavano la vecchia città e che erano Santa Margherita, Santa Ninfa, Santa Barbara e Sat'Oliva e sono tutte attribuite al Gagini, seguono altre cappelle ma non sono documentate.
Anche l'altra navata e quella centrale sono riccamente decorate con degli affreschi del 1700 ad opera del Sozzi, vi sono inoltre due sarcofaghi.
L'ultima restaurazione e ricostruzione di alcune parti danneggiate dalla guerra si è avuta nel 1969 e da allora è riaperta al culto dei fedeli
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