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Palazzo Adriano (IPA: [pa'latʦo adriˈano], Pallaci in arbëresh[2], U Palàzzu in siciliano[3]) è un comune italiano di 2 116 abitanti[1] della città metropolitana di Palermo in Sicilia.

Tra i paesi dell'entroterra di Palermo confinanti con la provincia di Agrigento, è una colonia d'origine arbëreshe e appartiene all'Eparchia di Piana degli Albanesi, conservando il rito bizantino dei padri fondatori albanesi.

Noto per essere stato tra i set naturali del film Nuovo Cinema Paradiso, vincitore di un premio Oscar nel 1990, è un centro dedito soprattutto all'agricoltura e al settore primario.

Dal 2012 è sede, insieme a Bivona, del Parco dei Monti Sicani[4]. Nel 2014 ha ottenuto dalla Regione Siciliana il riconoscimento di "paese a vocazione turistica".

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]
Palazzo Adriano è situato su un altopiano alle falde del Monte delle Rose (appartenente alla catena dei Monti Sicani) nell'entroterra di Palermo, al confine con la provincia di Agrigento. Il paese è ubicato a 695 m s.l.m. alle pendici del cozzo Braduscia.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]
Il territorio di Palazzo Adriano si estende per 12.925 ettari, corrispondente a quella parte del territorio antico di Prizzi donato, nel 1160, ai monaci cistercensi del monastero di San Cristoforo, situato tra Filaga e Monte Scuro[5].

Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003[6]
Orografia[modifica | modifica wikitesto]
Monte delle Rose (1.436 m)
Monte Indisi (1.187 m)
Monte Scuro (1.301 m)
Monte San Nicola (648 m)
Idrografia[modifica | modifica wikitesto]
Il territorio di Palazzo Adriano è attraversato in gran parte dal fiume Sosio, che nasce dai monti di Bivona e Santo Stefano Quisquina.

Clima[modifica | modifica wikitesto]
Classificazione climatica: zona D, 1716 GG[7]
Storia[modifica | modifica wikitesto]
Età medievale[modifica | modifica wikitesto]
I primi dati sull'esistenza del casale Arianum si hanno fin dal 1060[senza fonte] sotto il regno del conte Ruggero, quando Gerlando (primo vescovo di Agrigento dopo la cacciata dei saraceni) fondò le prime 14 prebende canonicali della mensa arcivescovile di Agrigento, con le decime dovute da alcuni borghi e luoghi abitati delle diocesi, tra cui sono riportati Prizzi e il suddetto casale Arianum. Più certi sono i dati sul casale di Palazzo Adriano riportati in un documento del 1160 (in cui venne scritto sicut dividitur aqua inter Adrianum et Peritium[8][9]) e, in seguito, in altri documenti del 1243 (Federico II conferma la donazione di Matteo Bonello delle terre ai monasteri e concede al monastero di Santa Maria di Fossanova la Villa di Adriano, fino ad allora di pertinenza del demanio della Corte Imperiale, compresa la giurisdizione sugli abitanti), del 1273 (atto di divisione tra i monasteri di Sant'Angelo e San Cristoforo dove per la prima volta si ritrova il nome Palacium Adriani[senza fonte]) e di altri documenti che risalgono all'epoca dei Vespri Siciliani.

A partire dal 1282 i feudi che oggi costituiscono il territorio di Palazzo Adriano videro susseguirsi più di trenta baronie concesse in enfiteusi tutte dagli abati del monastero di Santa Maria di Fossanova. Quest'ultimo ebbe riconosciuto il diritto di amministrazione dei feudi per più di 500 anni fino al 1787, quando la Real Corte di Ferdinando IV di Napoli incamerò tutte le terre, affidandone l'amministrazione alla Reale Commenda della Magione di Palermo. Alcuni enfiteuti sono stati Nicolò de Apilia (Abella), Margherita Ventimiglia, i Villaraut, gli Opezzinghis, i Notarbartolo ed altri.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]
La pagina importante nella storia di Palazzo Adriano è stata scritta a partire dal XV secolo, quando un gruppo di militari albanesi, gli arbëreshë, si insediò nella zona disabitata. Con la caduta delle ultime resistenze albanesi capeggiate da Giorgio Castriota Scanderbeg, numerosi albanesi dovettero abbandonare l'Albania per fuggire all'avanzata devastante turca, raggiungendo la Sicilia e insediandosi nel piccolo casale costruito dai militati albanesi. Con le altre andate migratorie provenienti anche dalla Morea albanese, il casale crebbe di popolazione e di sviluppo.

Attraverso i secoli gli arbëreshë mantennero intatta la loro cultura e continuarono a parlare la lingua madre albanese, fin quando, dal XIX secolo, non entrarono nel paese famiglie provenienti dai territori vicini. Da allora l'equilibrio secolare si ruppe, dando inizio ad un impoverimento della lingua locale e vita ad una comunità in cui oggi coesistono famiglie di rito latino e di rito bizantino. Palazzo Adriano, difatti, aveva a lungo conservato cinque autonomie: amministrativa, giudiziaria, economica, religiosa e militare, di origine balcanica, permesse e riconosciute dalla legislazione del regno meridionale.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]
Stemma del ComuneGonfalone del Comune
Ecco la descrizione araldica dello stemma del Comune di Palazzo Adriano:

« di rosso, all'aquila bicipite di nero, coronata all'antica d'oro sulle due teste, sostenenti fra gli artigli una lista bifida svolazzante, con la leggenda: universitatis palatii adriani. Lo scudo ha ornamenti esteriori da Comune consistenti: nella parte superiore, in una corona murale formata da un cerchio aperto da quattro pusterle (tre visibili), con due cordonate a muro sui margini, sostenente una cinta, aperta da sedici porte (nove visibili), ciascuna sormontata da una merlatura a coda di rondine, il tutto d'argento e murato di nero; nella parte inferiore in un ramo di ulivo, a sinistra, e in un ramo di quercia, a destra, legati da un nastro tricolore nazionale »
(Statuto comunale, art. 1[10])
L'aquila a due teste su sfondo rosso si ricollega all'origine albanese del comune. Il gonfalone comunale consiste in un drappo quadrangolare di velluto rosso, raffigurante all'interno lo stemma comunale e custodito presso la stanza del sindaco.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]
Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa Maria Santissima Assunta, di rito bizantino

Chiesa Maria Santissima del Lume, di rito latino

Chiesa di San Nicola, di rito bizantino
Chiesa di Maria Santissima Assunta (XVI secolo), di rito bizantino, sita in piazza Umberto I, nella parte centrale del paese;
Chiesa di Maria Santissima del Lume (XVIII secolo), inizialmente di rito bizantino oggi è di rito latino, sita in piazza Umberto I, nella parte centrale del paese;
Chiesa di Maria Santissima del Carmelo (XVI secolo), inizialmente di rito bizantino oggi è di rito latino, sita in via XX Settembre, nella parte centrale del paese. A navata unica, presenta un portale con colonne dai capitelli corinzi. All'interno è stata ambientata la sala cinematografica del film Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore;
Chiesa di San Giovanni Battista, di rito bizantino, sita in via E. Amari. All'interno reca un'icona del 1965 che raffigura San Giovanni Battista;
Chiesa di Sant'Antonio, di rito latino
Chiesa della Madonna della Pietà (XVIII secolo), inizialmente di rito bizantino;
Santuario di San Nicola (XVI secolo), di rito bizantino, all'interno viene custodita la "vara" del Santissimo Crocifisso, scolpita dal Marabitti nel 1639;
Santuario di Maria Santissima delle Grazie (XVI secolo), di rito bizantino;
Santuario di Santa Maria del Rifesi.
Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Fontana seicentesca di piazza Umberto I

Lavatoio comunale

Palazzo dei baroni Mancuso, XVIII secolo

Villa barone Vincenzo Mancuso Pasciuta
Palazzo Municipale (ex Palazzo Dara): palazzetto settecentesco, caratterizzato da un arco di entrata attraverso il quale si accede in un cortile interno adornato da una fontana. Il palazzo è di proprietà del comune dal 1948[11].
Palazzo dei Baroni Mancuso: palazzetto settecentesco prospiciente sulla piazza principale e dotato di più ingressi, sia su via Vittorio Emanuele che su via Armando Diaz, dove il toponimo Orto Barone ricorda la proprietà originaria dell'attuale giardino pubblico donato dai Mancuso. Il palazzo, forse originariamente dimora dei Baroni Schirò, passò ai baroni Mancuso tra cui si ricorda Pietro Mancuso Dara, prodittatore nominato da Garibaldi nel 1860 e successivamente Sindaco della cittadina per qualche decennio. Nella prima metà del Novecento a pianterreno erano allocati i trasformatori per l'elettricità prodotta da un impianto idroelettrico del Barone Vincenzo Mancuso Pasciuta, figlio del precedente, che fu la prima forma di alimentazione di tal genere per Palazzo Adriano.
Casa d'infanzia di Francesco Crispi
Villa del Barone Vincenzo Mancuso Pasciuta: sita quasi alla fine di Viale Vittorio Veneto, fu realizzata tra la fine del XIX e i primi anni del XX secolo. La casa, il cui giardino è stato occupato da una costruzione moderna, fu decorata con pitture di Giuseppe Enea, pittore-decoratore palermitano attivo anche nel Teatro Massimo di Palermo. Adiacente al giardino scomparso era altro terreno che fu donato dal Barone Vincenzo a favore della stazione del treno che fu inaugurata nel 1920.
Villa comunale (o parco della Rimembranza): sito in viale Vittorio Veneto, la sua costruzione iniziò nel primo dopoguerra (1920), per volere delle autorità comunali. Il parco è dedicato alla memoria dei palazzesi caduti nel primo conflitto mondiale, e vi sono stati piantati 40 alberi, tanti quanto i caduti[11].
Fontana di piazza Umberto I: risale al 1608; riporta sulle lapidi, il nome degli amministratori che la fecero costruire. A realizzare la fontana, dalla caratteristica forma ottagonale, furono i chiusesi Nicolò Gagliano e Vito Termini (1607) e il burgitano Vito Lo Domino (1684), che scolpì, in gusto barocco, un vaso con pigna[11].
Lavatoio comunale: fu costruito nel 1938, in pieno regime fascista, per volere di Benito Mussolini; visitando il paese in occasione dell'inaugurazione della diga del lago di Gammauta, infatti, vide alcune donne in ginocchio lavare i panni presso le sorgenti aperte di Fontana Grande, battendo la biancheria su alcune pietre, e decise di far costruire un lavatoio. L'edificio è stato restaurato alcuni anni fa[11].
Esistono nel territorio comunale di Palazzo Adriano delle fabbriche in zone rurali di campagna simili a masserie, come ad esempio il "Casale Borgia".

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castello di Palazzo Adriano.

Il castello borbonico
Castello borbonico
Altro[modifica | modifica wikitesto]
Viale Vittorio Veneto
Via Francesco Crispi
Piazza Umberto I, la piazza principale del paese, raffigurata nel film Nuovo cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore.
Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]
Nel territorio di Palazzo Adriano si trovano, ancora integri, sia la Pietra di Salomone, sulla cui parete ovest si trovano alcune stanze, scavate dai bizantini e usate come vedette, sia la Pietra dei Saraceni, in cui è scolpita una scala che porta ad un pozzo di forma circolare, probabilmente per la raccolta dell'acqua piovana.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio.
Gran parte del territorio del comune di Palazzo Adriano ricade all'interno della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, istituita nel 1997 e comprendente anche i territori dei comuni di Bivona, Burgio e Chiusa Sclafani[12]; nel territorio della riserva naturale sono stati trovati i più antichi reperti fossili della Sicilia[13].

Società[modifica | modifica wikitesto]
Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]
Evoluzione storica della
popolazione
1625 2.841
1715 3.428
1765 3.875
1861 5.181
1882 5.882
1986 2.964
1991 2.767
2001 2.530
2011 2.232
Abitanti censiti[14]


Nonostante l'ampiezza del territorio, la popolazione di Palazzo Adriano non ha mai raggiunto quote elevatissime: dopo essere stato disabitato nel XIII secolo e ripopolato dagli albanesi in quello successivo, il paese ha vissuto un forte incremento demografico nel XVII secolo, fino ad arrivare a quasi 6.000 abitanti alla fine del XIX secolo. A causa del fenomeno dell'emigrazione che colpì Palazzo Adriano e l'intera Sicilia, tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento la popolazione dapprima si stabilizzò, poi cominciò a decrescere, fino a quando, nel secondo dopoguerra, arrivò a perdere più di mille abitanti. Negli ultimi decenni la popolazione si mantenne costante intorno ai 3.000 abitanti; all'inizio del XXI secolo, giunse a circa 2.500 abitanti.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Lapide marmorea commemorativa degli albanesi fondatori di Palazzo Adriano

ragazze in costume arbereshe

Giovani in costume tradizionale albanese
La presenza straniera a Palazzo Adriano è piuttosto esigua: al 31 dicembre 2009 sono residenti solamente 7 stranieri[15].

Palazzo Adriano ha origini albanesi, fondato nel XV secolo quando alcuni gruppi provenienti da vari principati d'Albania si trasferirono in Sicilia per sfuggire all'avanzata turca-musulmana. La lingua albanese e la cultura originaria è andata irrimediabilmente persa nel XIX secolo, ma si è mantenuto il rito bizantino degli avi. Il rito è l'unico elemento che rappresenta l'origine, l'identità degli antichi abitanti, e continua a preservare la memoria storica. I costumi femminili albanesi di Palazzo Adriano, anch'essi persi[16], sono stati ripresi in alcuni acquerelli da Jean Houel[17] quando, facendo un viaggio in Sicilia e a Malta alla fine del Settecento, sostò per un breve periodo a Palazzo Adriano, affermando che: "[...] le donne albanesi si vestono con grande sfarzo nei giorni di festa"[18].

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]
L'idioma più diffuso è la lingua italiana. Il dialetto, entrato preponderatamente dal XIX secolo, fa parte della famiglia dei dialetti centro-occidentali del siciliano.

Sebbene Palazzo Adriano sia delimitato come "comune di minoranza albanofona" ai sensi della legge 482/99 ("Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche"), la lingua albanese, l'arbëresh, non è più la lingua comune della comunità, ed è oggi persa. L'albanese sussiste nelle preghiere liturgiche delle parrocchie di rito bizantino[19] ed è parlata solo da pochi (sacerdoti di rito orientale, i papàdes, intellettuali, ex-studentesse del "Collegio di Maria" ed ex-studenti del "Seminario Italo-Albanese"[20]). Sul Monte delle Rose (Mali i Trëndafilët) gli arbëreshë di Palazzo Adriano sono soliti recarsi ogni 1º agosto per intonare il canto nostalgico dell'esule albanese O e bukurà Morè (O bella Morea) rivolti verso l'Albania, loro terra natia[21][22].

Il toponimo Palazzo Adriano presenta una forma in arbëresh, Pallaci, non più abitualmente utilizzata.

Religione[modifica | modifica wikitesto]
La caratteristica principale di Palazzo Adriano è la convivenza di due differenti gruppi etnico-religiosi, che pertanto seguono riti diversi: gli abitanti d'origine albanese di rito bizantino, detti impropriamente anche "greci", e i siciliani di rito romano, i latini. Entrambi i gruppi conservano i propri usi, costumi e tradizioni, ed il loro attaccamento al proprio rito talvolta sfocia in controversie e rivendicazioni su fatti storici e culturali che coinvolsero buona parte del paese: l'acredine che più oppose i due gruppi è quella dovuta alle varie ipotesi riguardanti le origini di Palazzo Adriano. Nonostante la diversità di rito, la maggior parte degli abitanti segue il rito bizantino e Palazzo Adriano appartiene all'Eparchia di Piana degli Albanesi, dopo essere stata per secoli all'interno dell'Arcidiocesi di Agrigento.

Dal 1924 la Congregazione delle Suore basiliane figlie di Santa Macrina di rito bizantino, presente nelle comunità italo-albanesi o in località in cui sono presenti emigrati o istituzioni arbëreshë, opera di apostolato nelle parrocchie, di assistenza, di educazione e di istruzione dei bambini e dei giovani negli asili, nelle scuole e nei collegi e l'assistenza agli ammalati, agli anziani ed agli invalidi.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]
A Palazzo Adriano durante l'anno ci sono numerose ricorrenze religiose e sociali dovute alla compresenza delle due differenti etnie: quella albanese (di rito bizantino) e quella siciliana (di rito latino). Gli originari arbëreshë amano conservare e tramandare le antiche tradizioni e cerca di recuperare quelle tramontate sulla base dei racconti delle persone anziane e dei documenti storici.

Epifania (Ujët e pagëzuam), secondo la liturgia bizantina, 6 gennaio
Sant'Antonio Abate (Shën Gjoni i Math), secondo la liturgia bizantina, 17 gennaio
San Giuseppe, secondo il rito latino, 19 marzo
Pasqua (Pashkët), secondo la liturgia bizantina
Martedì di Pasqua, festa della Madonna delle Grazie (Festa e Shën Mërisë) secondo la liturgia bizantina
Primo maggio (E para e mait), 1º maggio
Peregrinatio Mariae, secondo il rito latino
Martedì di Pentecoste, festa della Madonna dell'Entrata (Odigitria o Itria), secondo la liturgia bizantina
San Giovanni Battista, 24 giugno
Sagra della Cuccìa (Grurë), 31 luglio - 1º agosto
Primo di agosto (E para e gushtit), escursione alla Montagna delle Rose, ufficiatura liturgica bizantina e canti albanesi, 1º agosto
Fiera, 16 agosto
Pane di San Giuseppe, secondo il rito latino, prima domenica di settembre
Esaltazione della Santa Croce, secondo la liturgia bizantina, 14 settembre
San Martino (Festa e Familjës), ricorrenza di solidarietà sociale di origine albanese, 11 novembre
San Nicola di Mira (Shën Kolli) secondo la liturgia bizantina, 6 dicembre
Natale (Krishtlindjet), secondo la liturgia bizantina, 24 - 25 dicembre
Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]
A Palazzo Adriano è operativo l'Ospedale "Regina Margherita": si tratta di una "unità operativa complessa" con tutte le sue divisioni di primariato. Inaugurato nel 1905, venne costruito accanto all'antico ospedale, a sua volta fondato nel 1790 dalla Reale Commenda della Magione di Palermo[23]. Negli ultimi tempi le prestazioni dell'ospedale sono state ridotte per attuare la riconversione della struttura e la realizzazione della Residenza sanitaria assistenziale (Rsa)[24]. In paese, inoltre, sono presenti un centro di vaccinazione e una casa di riposo, la "Monsignor Chiarchiaro".

Cultura[modifica | modifica wikitesto]
Istruzione[modifica | modifica wikitesto]
Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]
Biblioteca comunale "Rao - Rafti"
Fondata nel 1926, possiede circa 15.000 volumi[11]. Fu istituita per volere dell'avvocato Rao che, molto legato al paese natio, chiese che la biblioteca fosse intitolata "Biblioteca Andrea Rao e Fratelli Rafti" ad uso degli studiosi.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]
Centro Siciliano Formazione Professionale
Scuole[modifica | modifica wikitesto]
A Palazzo Adriano è presente un istituto comprensivo statale, che comprende la scuola materna (o dell'infanzia), la scuola elementare (o primaria) e la scuola media (o secondaria di primo grado), e una scuola privata, la scuola materna "San Basilio".

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Museo comunale, sezione della cultura Albanese (Arbëreshe)
Il Museo comunale sito nella piazza Umberto I, al piano terra del palazzo municipale, si suddivide in varie sezioni[25]:

Sezione museo geonaturalistico del Permiano del Sosio: in esso sono esposti i calchi dei reperti geologici risalenti a circa 300 milioni di anni fa, ritrovati nel territorio della riserva naturale orientata Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio. La maggior parte dei fossili sono stati rinvenuti presso la Pietra di Salamone e la Pietra dei Saraceni.
Sezione della cultura Albanese (Arbëreshe): sita nel centro storico, nelle stalle del castello borbonico, espone riproduzioni contemporanee dei costumi arbëreshë e gigantografie degli acquarelli di Jean Houel, realizzati nel 1782, raffiguranti le donne di Palazzo Adriano in tradizionali abiti albanesi. Di pregevole fattura sono gli originali paramenti sacri dei celebranti della divina liturgia bizantina, risalenti dal XVIII al XX secolo. Nella sezione del museo è esposto, inoltre, una riproduzione dell'abito di Ferdinando IV, ultimo abitante del castello.
Galleria foto "Nuovo cinema Paradiso": le scene e i retroscena del film di Tornatore raffigurati in oltre 100 fotografie originali.
Sezione fotovideo filmatica: sezione contenente fotografie e film delle iniziative realizzate negli ultimi 30 anni dal comune in collaborazione con la Proloco e altre associazioni cittadine.
Sezione museo dell'acqua: si trovano foto raffiguranti le sorgenti di Palazzo Adriano; una teca del museo è dedicata a Biagio Governali, scultore che ha realizzato opere sul paese.
Presso la biblioteca comunale esiste una Sezione Museo del Libro[25].

Media[modifica | modifica wikitesto]
Stampa[modifica | modifica wikitesto]
Pubblicazioni su Palazzo Adriano
Aricò Tommaso, Brevi notizie sulle vicende storiche di Palazzo Adriano, Arti Grafiche G. Fiore e Figli, Palermo anno 1935
Antonino Caldarella, Storia di Palazzo Adriano 1942, 2ª ed., Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano & Pro Loco "Palazzo Adriano", 2001.ISBN non esistente
Cipolla Francesco, Briozoi perniani di Palazzo Adriano, Scuola tip. Boccone del povero, Palermo 1951
Crispi Salvatore, Cenni topografico-medici sovra Palazzo Adriano, Tip. Clamis e Roberti, Palermo 1844
De Marco Spata Bruno, I figli illustri di Palazzo Adriano, Edizioni Bideri, Napoli 1986
De Marco Spata Bruno, Nascita di una chiesa: Maria Madre del Lume, parrocchia latina di Palazzo Adriano, Tip. Vittorietti, Palermo 1984
Fabio Oliveri, Palazzo Adriano. Territorio e storia, Ristampa, Palazzo Adriano, Comune di Palazzo Adriano, 1997.ISBN non esistente
Cinema[modifica | modifica wikitesto]
A Palazzo Adriano sono state girate alcune esterne del film di Giuseppe Tornatore Nuovo Cinema Paradiso. Lo scrittore Marco Padùla, nativo del luogo, che ha partecipato in qualità di comparsa alla realizzazione del film, ha scritto un romanzo, "Un Paese da Oscar" (Firenze Libri, 1991), ispirato alle vicende relative alle riprese cinematografiche che videro coinvolti come comparse abitanti del paese. Nell'ottobre 2007 sono state girate alcune scene del film La siciliana ribelle di Marco Amenta.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]
I piatti tipici di Palazzo Adriano sono[26]:

la gidata, una specie di pane ripieno di verdure salate;
la tabisca, pane schiacciato con le dita ed unto di olio d'oliva pre-cotto;
la muffoletta, preparata con olio, pepe e formaggio;
dolci come le mastrazzole, i cuddureddi di fichi e mandorle, le sfince di uova o di patate, i pupi cu l'ova, confenzionate con uova sode e pasta biscottata;
il canestrato, la ricotta ed altri formaggi provenienti da pascoli di alta montagna.
Persone legate a Palazzo Adriano[modifica | modifica wikitesto]
Papàs Paolo Maria Parrino (1710 - 1765) è stato un sacerdote di rito bizantino e letterato, allievo prediletto di P. Giorgio Guzzetta, rettore del Seminario Italo-Albanese di Palermo e parroco della chiesa di San Nicolò, contigua al Seminario medesimo. Scrisse varie opere rimaste inedite, compiendo altresì un'opera storica «su 'dei Macedoni, o sian Epiroti", sotto la guida del Guzzetta e del Chetta. Primo ad esporre le notizie sulle colonie albanesi, è stato iniziatore dell'ideologia romantica albanista[27].
Mons. Giuseppe Crispi (1781 - 1859) è stato un vescovo ordinario degli albanesi di rito orientale in Sicilia, vescovo di Lampsaco e filologo. Una delle figure più importanti della comunità arbëreshe della Sicilia del periodo, è autore di una delle prime monografie sulla lingua albanese: "Memoria sulla lingua albanese (Palermo, 1831)"[28]. Fu zio di Francesco Crispi, al quale diede una prima educazione.
Giovanni Emanuele Bidera (1784 - 1858) è stato un poeta e drammaturgo. È nato a Palazzo Adriano.
Francesco Crispi (1819 - 1901) è stato un politico. Nato a Ribera, era figlio di un palazzese. A Palazzo Adriano trascorse la sua infanzia e ricevette il battesimo con il rito bizantino. Secondo la tradizione popolare sarebbe nato nel territorio di Palazzo Adriano, durante un viaggio in carrozza[29].
Pietro Mancuso (1820 - 1888) è stato un nobile e politico italiano, sindaco del comune dal 1864 al 1884. Suo il palazzo che prospetta sulla piazza principale del paese.
Gavril Dara Junior (1826 - 1885) è stato un politico e poeta. Egli è considerato come uno dei primi scrittori della Rilindja, la rinascita nazionale albanese[30].
Giuseppe Spata (1828 - 1901) è stato un magistrato, autore di parecchi saggi[31].
Pietro Chiara (1840 - 1915) è stato deputato al Parlamento italiano[32], poeta e giornalista. Della corrente politica di Francesco Crispi, ha scritto poesie in lingua albanese e ha appoggiato la causa di indipendenza dai turchi dell'Albania[33].
Giuseppe Tornatore (1956) è un regista, sceneggiatore e produttore cinematografico italiano. È cittadino onorario di Palazzo Adriano avendo scelto il paese come set del film Nuovo cinema Paradiso.
Salvatore Cascio (1979) è un attore e personaggio televisivo italiano. È nato a Palazzo Adriano.
Economia[modifica | modifica wikitesto]
Agricoltura[modifica | modifica wikitesto]
Fra i prodotti agricoli maggiormente coltivati ci sono cereali, olive, uva, e fichi d'India. È cospicuo l'allevamento dei bovini e degli ovini così come la lavorazione dei prodotti caseari.

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]
L'artigianato locale si basa sui ricami per la produzione di merletto e di lavori all'uncinetto e a calza. In paese sussistono alcune antiche attività, come quella degli ebanisti, che lavorano principalmente il legno secondo un antico insegnamento presente a Palazzo Adriano sin dal 1890. È in fase di sviluppo l'artigianato artistico, di fattura pregiata e fantasiosa[26].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
22 novembre 1993 30 novembre 1997 Andrea Ribaudo Sindaco
1º dicembre 1997 27 maggio 2002 Giuseppe Alessi Sindaco
28 maggio 2002 maggio 2007 Giuseppe Alessi Sindaco
Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]
Il comune di Palazzo Adriano fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.1 (Montagna interna - Montagna di Corleone)[34].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Stadio Comunale di Palazzo Adriano
Ospita una delle prove del circuito Ecotrail Sicilia, l'Ecotrail dei Monti Sicani.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]
Stadio comunale


Da Sicilia..cosa vedere
Palazzo Adriano è un comune di circa 2300 abitanti sito in provincia di Palermo, a poco più di 80 km dal capoluogo di regione, e custodisce in sé un ricchissimo patrimonio storico e culturale. La cittadina rappresentava infatti uno dei centri in cui si rifugiarono gli Albanesi che, fuggendo dall’avanzata turca a Oriente, cercarono un riparo nella regione siciliana, e qui si stabilirono nel Settecento. Oggi della minoranza albanese permane, se non la lingua, per lo meno un importante influsso nei costumi religiosi. Si registra qui infatti la singolare presenza di un doppio rito cristiano, quello latino e quello greco-albanese, che seguono rispettivamente la liturgia romana e quella ortodossa. Spesso la convivenza dei due gruppi ha apportato delle controversie in merito a questioni di cultura e storia, quale l’origine del borgo stesso, che comunque rientra ad oggi nell’Eparchia di Piana degli Albanesi, soggetta all’autorità della Santa Sede.

Piazza Umberto I
Piazza Umberto I - foto di wikimedia.org

Naturalmente, un centro talmente ricco di fermenti religiosi non può non vantare una notevole architettura religiosa. Nella centralissima piazza Umberto I è sita la Chiesa di Maria Santissima Assunta, che segue il rito greco ed è stata edificata nel Cinquecento e rimaneggiata nel XVIII secolo. L’originaria pianta a croce greca è stata cancellata dagli interventi moderni, mentre l’interno scandito da tre navate è arricchito da stucchi e pregiate tele ottocentesche. Il prospetto principale è animato da pilastri e nicchie, su cui si erge un maestoso campanile che custodisce la terza campana più grande di Sicilia. Sita nella stessa piazza è la Chiesa di Maria Santissima del Lume, la quale segue il rito latino. Fatta costruire nel XVIII secolo dal Barone Schirò, anch’essa è suddivisa in tre navate e presenta la facciata principale scandita da nicchie contenenti simulacri di santi. Ma l’insieme degli edifici sacri non si esaurisce qui ed abbraccia tutta l’area del comune, dal cinquecentesco Santuario di San Nicola alla Chiesa della Madonna della Pietà al Santuario di Maria Santissima delle Grazie.

Come si evince, Palazzo Adriano può qualificarsi benissimo come un centro multietnico, e questo è reso evidente anche da come il comune si presenta oggi nella sua veste di incontro di culture diverse ma sorelle. La storia, qui, prende le mosse dai feudi e dalla baronie medievali, che detenevano il potere sulle terre su cui si estendono al tempo presente i circa 13 mila ettari comunali. Spesso nella gestione di questa ricchezza agraria rientrava anche la sfera ecclesiastica, che conviveva con i laici nobili lasciando una discreta documentazione medievale da cui possiamo attingere appunto informazioni sulla vita più antica di Palazzo Adriano. La storia moderna, invece, registra come evento maggiormente significativo l’arrivo degli Albanesi di cui si è detto, evento che da allora ha cambiato decisamente destino e volto di questi luoghi.

Veduta di Palazzo Adriano
Veduta di Palazzo Adriano - foto di jimi yang

L’architettura civile e militare offre al visitatore diversi gioielli di notevole interesse. Va anzitutto ricordato il Castello Borbonico, sito sul colle di San Nicola e costruito nel XVIII secolo e restaurato in tempi recentissimi. Ma è possibile andare ancora più indietro nel tempo nella storia di questo castello, il cui nucleo d’origine è costituito da un torrione federiciano duecentesco. Gode di certa antichità anche il Palazzo Comunale, edificato nel Settecento e munito di arco d’accesso che introduce ad un cortile abbellito da una fontana. Esso è di proprietà del Comune sin dal dopoguerra.

Arricchiscono il patrimonio di Palazzo Adriano anche testimonianze archeologiche, consistenti nella Pietra di Salomone, alcune stanze della quale fungevano da postazione di vedetta per i Bizantini, e la Pietra dei Saraceni, caratterizzata da una scala che conduce ad un pozzo circolare forse destinato alla raccolta di acqua piovana.

La bellezza della città è inoltre sottolineata dal contesto ambientale in cui essa giace, rientrando nella Riserva orientata dei Monti di Palazzo Adriano e Valle del Sosio, istituita nel 1997 e pertinente alle provincie di Palermo e Agrigento. Con un ricco patrimonio faunistico e botanico, questa Riserva attraversata dal fiume Sosio si estende per un’area di quasi 6 mila ettari e come punto di forza preserva fossili preistorici.

Da non dimenticare, infine, la portata culturale di Palazzo Adriano. Si è sottolineata l’importanza dell’elemento albanese, ulteriormente ribadita dall’istituzione di un Museo a tema, che si aggiunge a quello dell’Acqua, del Libro (presso la Biblioteca comunale) e del Museo geologico dedicato ai reperti della Riserva.

Anche il cinema ha saputo valorizzare la bellezza di Palazzo Adriano attraverso la celebre e fortunata pellicola Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore, realizzato nel 1988. La realizzazione e il successo del film, oltre ad aver coinvolto gli abitanti nel ruolo di comparse, hanno anche notevolmente incrementato le presenze turistiche.

Nuovo Cinema Paradiso
locandina Nuovo Cinema Paradiso





Da Sicilia in festa

Situato a 695 metri s.l.m., è l'ultimo paese della provincia di Palermo prima di entrare in provincia di Agrigento. Le prime notizie riguardanti Palazzo Adriano risalgono al tempo dei Vespri Siciliani (1282). Tuttavia il paese, rimasto praticamente disabitato durante il XIV secolo fu ripopolato nel XV sec. da una colonia militare di Albanesi e da loro successive ondate migratorie in seguito all'invasione dell'Albania da parte dei Turchi. Il comune di Palazzo Adiano, insieme a quelli di Contessa Entellina: Kundisa, Piana degli Albanesi: Hora e Arbëreshëvet, Mezzojuso: Munxhifsi e Santa Cristina Gela: Sëndastina, è una delle 5 comunità Arbëreshë siciliane, che si trovano in provincia di Palermo, in esso convivono due dunque diversi gruppi etnici: i latini ed i greco-albanesi. Dal punto di vista religioso i latini seguono il rito romano ed i greco-albanesi quello bizantino. Ambedue i gruppi sono molto attaccati ai propri riti e conservano gelosamente i loro usi, costumi e tradizioni.

Località tutta da scoprire essendo essa stessa lo scrigno della storia naturale, difatti rappresenta un vero e proprio museo, paradiso degli studiosi, di paleontologia e di geologia. L’impianto urbanistico di Palazzo Adriano è a schema radiocentrico con punto di confluenza la piazza Umberto I° (scelta quale set dal regista G. Tornatore per il film “Nuovo Cinema Paradiso”, premio Oscar 1990). In essa dominano le due chiese parrocchiali: quella dedicata a Maria SS. Assunta, di rito bizantino, il cui interno conserva la pregevole vara lignea del Crocifisso dello scultore Benedetto Marabitti e numerose tele di scuola palermitana dell'800 (Patania, Di Giovanni, Carta) e quella dedicata a S. Maria del Lume, di rito latino, costruita sull'antica chiesa di San Sebastino su progetto dell'architetto Ferrigno; gli altari sono adorni di preziose pitture di grande valore artistico della scuola di Pietro Novelli. La piazza costituisce il cuore del paese. In essa si trovano il municipio (palazzo ex Dara, costruito intorno al 1850), sede del Museo Geonaturalistico del Permiano, che comprende la collezione di fossili risalenti all'era paleozoica e la Mostra fotografica permanente contenente la più belle scene del film oscar Nuovo cinema paradiso, e le chiese principali. Al suo centro è posta una fontana di forma ottagonale del 1608. Da essa si dipartono alcuni vicoli ed archi molto suggestivi. Percorrendo il centro storico per la via Skanderbeg, che ricorda l’eroe albanese, si potrà ammirare l’arco della MADONNA DELL’ENTRATA O MADONNA ODIGITRIA, che ricorda il primo ingresso degli albanesi a Palazzo Adriano. Nella parte alta invece si trova la chiesa della Madonna del Carmelo con l'interno ad unica navata e l'esterno adornato da un maestoso portale con colonne dai capitelli corinzi. Il nucleo più antico è sul colle S. Nicola dove si trovano i ruderi dell'antico Castello del secolo XIV edificato secondo la tipologia dei palazzi-torre. Nei primi decenni del XIX secolo il castello fu adibito a residenza reale durante i rapporti che Ferdinando IV intrattenne coi palazzesi. Gli ultimi ad utilizzare la struttura furono i Borboni. Il castello è sede del Museo Civico Real Casina, con una sezione dedicata alla cultura Arbereshe.
Per l'importanza storica dei fatti svoltisi nei riguardi dei baroni che abitarono quel castello nel corso dei secoli, i suoi ruderi sono stati dichiarati monumento nazionale. Un altro quartiere del paese di notevole importanza è tutt'ora detto “cartiera”, qui veniva preparata carta filigranata per atti ufficiali dei Borboni e per la stampa della cartamoneta.
E' nel suo territorio che si trova la Valle del Sosio, dove è possibile godere di un incantevole panorama, di una interessante e ancora incontaminata flora, di una fauna terrestre rara e straordinaria e inoltre di luoghi geologici che hanno attratto l'attenzione di studiosi di tutto il mondo. La Valle del Sosio è un'area ad alto interesse geologico-ambientale con caratteristiche geologiche, paleontologiche e geomorfologiche di rilevante valore scientifico.

Festa del patrono San Nicola il 6 dicembre

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Festa di San Giuseppe a Palazzo Adriano - Durante la festa degustazioni di prodotti tipici, esibizioni di gruppi folkoristici, tradizionali "tavuliate" e Mostra temporanea dei "Pani votivi". La festa si rinnova la prima domenica di settembre. 18 / 19 marzo
Palazzo Adriano (PA)
Sagra della Cuccia a Palazzo Adriano - Escursione alla Montagna delle Rose, "La Cuccìa Grurë", devozione e tradizione. Museo Real Casina, Mostra di Parati, Oggetti Sacri e Ricami in Oro della tradizione Arberësh. 01 agosto
Palazzo Adriano (PA)
Festa di San Martino a Palazzo Adriano - Definita la più bella piccola città della Sicilia, Palazzo Adriano l'11 novembre celebra la Festa di San Martino. La ricorrenza di origine balcanica è dedicata ai novelli sposi. In programma riti antichi, degustazioni e visite guidate 11 novembre
Palazzo Adriano (PA)
Festa di San Nicola di Bari a Palazzo Adriano - Processione della statua di San Nicola per le vie del paese e preparazione delle tradizionali pietenze, le minestre ed i "panuzzi". 06 dicembre
Palazzo Adriano (PA)

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sito città metropolitana
Ci troviamo in un piccolo centro dell'entroterra siciliano, è l'ultimo Comune della provincia di Palermo prima di inoltrarsi in quella di Agrigento. Palazzo Adriano, infatti, non ha solo il "cuore verde", vale a dire una natura splendida e rigogliosa, ma ha anche un "cuore antico" in quanto vanta una storia ricca di eventi, segnata dallo straordinario incontro tra culture e riti religiosi diversi: quella greco-albanese e quella latina. Palazzo Adriano, una oasi verde di pace e serenità dove cultura, storia, ed arte fanno di questo piccolo centro una summa di preziosità, è uno smeraldo incastonato nel cuore della Sicilia, dove le pietre custodiscono un passato pluricentenario e dove la natura gli elargisce sorgenti di acqua pura e fresca e l'avvolge di aria incontaminata.
Nel centro storico di Palazzo Adriano sì trovano, la piazza Umberto I dal taglio ampio e armonioso in cui vi è la seicentesca fontana ottagonale; le chiese, il castello, e antiche cittadelle e gli archi che rispecchiano antiche esigenze difensive. In questo scenario naturale è stato girato quasi interamente il film Oscar "Nuovo Cinema Paradiso'''del regista Giuseppe Tornatore.
Uno degli ambienti meno contaminati della nostra penisola è la valle del Sosio ricca di vita animale e vegetale da essere dichiarata riserva naturale. In essa si trova immerso anche un panorama geo-naturalistico d'altissimo livello geologico con le uniche e rare testimonianze geologiche dell'era permiana: la "pietra di Salomone" il più grande dei blocchi, lunga circa 200 metri e alta m. 30 la "mecca dei Saraceni", alta circa m. 30 accessibile sulla cima grazie ad una scala intagliata nella roccia. Questi affioramenti ricchi di faune fossili risalenti all'era Paleozoica, sono tra i più antichi reperti geologici della terra, che hanno dato fama a questa zona tra gli studiosi di paleontologia provenienti da ogni parte del mondo.
In questo ambiente naturale si erge la montagna delle Rose il cui nome deriva dalla crescita spontanea delle rose peonie senza spine che fioriscono nel mese di febbraio. In essa alle leggende di Santa Rosalia, al cui passaggio sarebbero fiorite le rose peonie, e alla grotta di Norcia, che sarebbe strapiena di tesori protetti da incantesimo, si unisce l'eminenza altimetrica (1453) con relativo vastissimo panorama nel quale l'Etna sembra vicinissima.
La complessità delle ricorrenze religiose e la vivacità nell'organizzazione delle feste locali è dovuta essenzialmente alla presenza di due etnie: un cuore che batte contemporaneamente ad Occidente e ad Oriente.
Lo sviluppo della coscienza del valore delle antiche tradizioni ha portato alla valorizzazione dell'eccezionale significato di varie tradizioni sopravviventi a Palazzo Adriano e al recupero di quelle tramontate. In occasione dell'Epifania, nel rito Bizantino si svolge una solenne cerimonia religiosa nella piazza principale del paese presso la fontana ottagonale. Il sacerdote ne benedice le acque nelle quali discende dal campanile della chiesa a SS. Assunta, una colomba rappresentante lo Spirito Santo. Le arance che adornano la fontana vengono poi distribuite ai presenti.
contenuti nelle informazioni pubblicate.


01 agosto 2017 Sagra della cuccia ed escursione alla montagna delle rose
A Palazzo Adriano rivivono antiche tradizioni
La sera del primo agosto, nella piazza Umberto I, si distribuisce la cuccìa variamente condita. In realtà la cuccìa non ricorda la penuria di cibo ma risponde alla tradizione della chiesa orientale di iniziare la quaresima della dormizione della Madonna e pertanto essa è una forma penitenziale. Tale tradizione rientra nelle quattro quaresime del rito bizantino. La scalata alla Montagna delle Rose e i canti rivolti a oriente della sera precedente segnano la nostalgia della patria avita in una comunità che perpetua nei secoli la propria identità culturale, resistendo ai processi di globalizzazione.
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