Messina Fontana di Orione - mondoidee.com

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a FONTANA DI ORIONE è senza dubbio uno dei monumenti di spicco della città. Posizionata in Piazza Duomo, proprio dinnanzi al Duomo, è dedicata al mitico Orione, cui la tradizione attribuisce la fondazione di Messina.
Completata nel 1551, è opera di Giovanni Angelo Montorsoli, costruita per celebrare un avvenimento importantissimo: il completamento dell'acquedotto che finalmente portava l'acqua in città dai 2 fiumi cittadini Camaro e Bordonaro.

La STRUTTURA della fontana è piramidale, con 3 vasche sovrapposte, con basamento poligonale (per l'esattezza dodecagonale, ovvero a 12 lati), e di stile rinascimentale. Alla base vi sono inoltre 4 vasche, in cui altrettante figure maschili riversano dell'acqua da anfore. Questi rappresentano 4 importanti fiumi: il Tevere, l'Ebro, il Nilo ed il locale Camaro.
Fermarsi ad osservare attentamente la fontana in ogni vasca, significa notare tantissimi particolari, gli stessi che hanno fatto definire questa fontana una delle più belle in tutta Europa.
Dicevamo di queste 4 figure maschili, poggiate ciascuna su un fianco, e attorno cui ruota l'attenzione per quanto riguarda la base della fontana stessa. Sotto ogni figura vi sono delle scritte in latino, delle rappresentazioni (una per ogni fiume che viene rappresentato diversamente dagli altri) e delle targhe ovali in cui vi sono scene mitologiche tratte per lo più dalle "metamorfosi" di Ovidio. Comunque il tutto, nell'intera struttura, ha come filo conduttore il tema dell'acqua, tanto caro nella vita di Orione.
Quattro figure maschili,quindi,una per ogni fiume!
Il NILO, versa acqua nella sua vasca attraverso la propria anfora. Proprio sotto lui vi è un iscrizione in basso rilievo in latino, che recita cosi: "Nilus ego ignotum, setnena per ostia fessus hic caput in gremio, zancla,repono tuo" (Io, il Nilo, diviso in 7 foci, le mie ignote origini nascondo nel tuo seno, o Zancle). Interessante e particolare anche soffermarsi sulla tavola sottostante in cui è raffigurato il Nilo sotto forma di un gigante disteso tra le palme e circondato da 7 putti che rappresentano i 7 delta del fiume. Nelle targhe ovali poste a fianco vi sono invece raffigurati da un lato Aci lapidato da Polifemo, e dall'altro lato Vertunnio e Pomona nel loro idillio.
Il TEVERE domina un altra porzione della monumentale vasca. L'iscrizione latina in questo caso recita:"Ob meritum antiquae fidei, Messana, perennes fudit aquis magni tibridis urna tibi"(In ricordo dell'antica fedeltà, o Messina, perenni acque versa per te l'urna del gran Tevere).Il fiume stavolta viene rappresentato con la scena della lupa che nutre Romolo e Remo. Le targhe laterali invece rappresentano Atteone che viene trasformato in un cervo davanti a Diana intenta in un bagno, e Narciso che viene trasformato in una fonte.

L'EBRO, uno tra i più grandi fiumi spagnoli, lascia alla città di Messina il seguente messaggio: "Hesperidum venio regnator Hiberus acquarum hec regio in siculis gratiator ulla fuit"(Io, l'Ebro, quale re delle acque esperidi qui giungo in Sicilia,nessuna regione mi è più gradita di questa).
Questo è rappresentato come un aquila spagnola e la raffigurazione delle colonne d'Ercole, con Atlante e lo stesso Ercole, mentre le targhe laterali vedono raffigurati sia Europa che Pegaso.
Il CAMARO è il quarto dei fiumi, molto piccolo rispetto agli altri nella realtà (in quanto si tratta semplicemente si un fiumiciattolo cittadino) ma parimente grande è la sua rappresentazione all'interno di questo capolavoro. L'iscrizione recita: "Sum patriae famulus, cameris exortus aquosis officio manant flumina tanta meo"(Sono figlio di questa terra, nato dai monti Cameri ricchi di acqua, per opera mia sgorgano tanti zampilli). La rappresentazione grafica è tanto eloquente quanto quella scritta. Raffigura il fiume sdraiato all'imbocco di una porta, aperta da una donna (che rappresenta Messina) e che lo invita ad entrare nella città. Nelle targhe rappresentate le morti di Frisso ed Elle che sprofondano nel mare.
Al centro della prima vasca sono presenti 4 sirene alate, e poi i tritoni cariatidi che sorreggono la prima vasca. Soffermandosi sui particolari di questa vediamo che è ornata da motivi di meduse, conchiglie e delfini.
Le najadi sembrano quasi intente in una leggiadra danza mentre sorreggono la seconda vasca, ornata invece da motivi tipicamente rinascimentali.
Bellissime figure di putti a cavallo di delfini sorreggono un globo, su cui si trova il mitico Orione, accompagnato dal fedele cane Sirio. Particolare anche la sua posizione, con la mano destra in segno di saluto alla città e l'altra appoggiata sullo scudo su cui spicca lo stemma della città.
I TRITONI A SOSTEGNO DELLA PRIMA VASCALE NAJADI A SOSTEGNO DELLA 2 VASCA, I PUTTI, ORIONE E SIRIODegne di nota le 12 cariatidi che sostengono la vasca principale, e le 8 statue di mostri in pietra scura che circondano la stessa. Si tratta di animali con la coda di delfino e rispettivamente la testa di un cavallo marino, un leone marino, una vacca, un cane marino, un grifone, una leonessa, una sirena ed un mostro con sembianze umane.LA FONTANA VISTA DALL'ALTO (dal campanile del Duomo)La fontana è poi circondata da una cancellata. Quella attuale risale al 1855 e fa il giro completo della stessa, mentre in tempi precedenti era presente un altra cancellata che lasciava libere le vasche per concedere alla popolazione di prendervi l'acqua!
La FONTANA DI ORIONE che oggi vediamo e ammiriamo è quella che è stata con tanta pazienza e maestrìa ricomposta in seguito al tragico terremoto del 1908, che aveva causato il collo di tutta la sua parte superiore. RAFFIGURAZIONE DEL FIUME EBROFIUME TEVERE E UNO DEGLI 8 MOSTRI MARINI IN PIETRA SCURARAPPRESENTAZIONE FIUME CAMARO E DUOMO ALLE SPALLE
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