Messina: La Storia - mondoidee.com

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La città è situata nella punta nord, dove ha la costa sul mar Tirreno, e il lato est, con la costa sul mar Ionio, della Sicilia, proprio di fronte alla Calabria dalla quale è separata dallo "stretto di Messina".
Ha una popolazione di 202.018 abitanti ed è situata a 3 m di altezza s.l.m. inizia con il porto che è formato dalla penisola di San Ranieri, una insenatura naturale a forma di falce, il suo territorio non è tutto pianeggiante, ma è costruita anche su colline e comprende anche la montagna Dinnammare, alta 1130 metri s.l.m. e dalla quale si può ammirare un bellissimo panorama, si possono ammirare i due mari, le isole Eolie, l'Etna, il panorama della città, lo stretto, la Calabria fino a Vibo Valentia e molto altro.
Non si hanno notizie precise sulla sua fondazione, si sa che venne fondata dai Greci verso il 756 a.C. che ne fecero la loro prima colonia in Sicilia chiamandola Zante (in cui significato è falce e si riferisce alla forma della penisola), nel 264 a.C. venne conquistata dai Romani e gli venne dato il nome di Messana, dopodichè quando il loro Impero decadde fu presa dai Bizantini e poi dagli Arabi, dopodichè ebbe un decadimento dovuto alla dominazione musulmana ma iniziò a riprendersi con la dominazione dei Normanni avvenuta nel 1060 quando Enrico VI° ampliò la libertà di commercio, questo attirò molti popoli sia dall'Italia che dalle zone vicine e nel 1200, con gli Aragonesi la città ebbe il periodo di massimo splendore divenendo anche capitale delle due Sicilie assieme a Palermo.
La città viveva e viveva esclusivamente di agricoltura e il porto contribuiva moltissimo allo scambio di merci, oggi oltre all'agricoltura vi sono numerose zone industrializzate.
Nel 1416 venne istituita la fiera annuale che ancora oggi è una fra le più importanti d'Italia, nel 1548 venne istituita la sede dell'università.
Altri avvenimenti si succedettero durante gli anni seguenti e nel 1674 la città si ribellò alla Spagna .
Nei mesi di febbraio e marzo del 1783 la città venne rasa al suolo da un violento terremoto che interessò anche la Calabria, nela città vi furono 2 scosse il cui magnitudo raggiunse i 6.9 della scala ritcher e a queste ne seguirono a centinaia, nella sola città di Messina vi furono 630 morti oltre a quasi tutti gli edifici distrutti.
Nel 1860 vi fu la spedizione dei Mille di Garibaldi e dopo di essa la città entrò a far parte del Regno d'Italia.
Nel 1908, e precisamente il 28 dicembre alle 5,41,  vi fu un altro violento terremoto con epicentro nello stretto di Messina, di magnitudo 7.2 della scala ritchel (11° della scala Mercalli) e della durata di 37 secondi, la città venne rasa al suolo quasi del tutto anche perchè vi fu anche un piccolo maremoto e le onde alte dai 6 ai 12 metri portarono via sia abitazioni che si trovavano vicino al mare sia le imbarcazioni e lersone che si erano rifugiate verso il mare, vennero interrotte le vie di comunicazioni sia ferroviarie, stradali, telegrafiche e telefoniche, furono anche danneggiati i cavi elettrici e le tubature del gas che con incendi e scoppi causarono altre vittime.
L'indomani la popolazione venne soccorsa da alcune navi russe e inglesi che si trovavano nei pressi, dopo che l'eco del disastro arrivò al governo intervennero anche i soldati italiani.
Oltre che a Messina provocò danni a Reggio Calabria e in molte altre località.
Le vittime della città sono state circa 80.000 e ancora oggi è considerato il più grande disastro tellurico avvenuto in Italia.
Nel 1909 il governo inizia a fare delle leggi per la ricostruzione della città, cosa non facile visto i gravi danni.
Poce tempo dopo iniziò la ricostruzione della città che si andò nuovamente popolando con persone provenienti dai luoghi vicini e anche dall'alto Italia.
Fra il 1940 e il 1943 venne interessata dalla seconda guerra mondiale che con i suoi bombardamenti causò altre distruzioni a monumenti e case mettendo ancora di più in ginocchio la città.
Passato questo periodo la gente iniziò la costruzione di baracche senza alcun permesso e così vennero costruite delle vere e proprie baraccopoli, dopo un ventennio con il boom economico si costituì l'Istituto Autonomo Case Popolari che doveva occuparsi di costruire, con la collaborazione dell'Amministrazione Comunale, delle abitazioni e assegnarle agli aventi diritto secondo una specifica graduatoria.
Dopo questa ricostruzione vi è l'opera di risanamento e la città ha un passaggio fra quanto c'era prima e quanto vi è dopo il famoso terremoto, ciò fa si che la nuova città non ha più ne storia ne la cultura che aveva prima.
Dopo lo stato, negli anni novanta anche la Regione Siciliana (a statuto speciale) instanzia dei fondi per eliminare le baraccopoli rimaste e costruire delle abitazioni.
Oggi la città vive grazie al suo porto che è un punto di riferimento per l'esportazione delle merci prodotte nella città stessa e in buona parte dell'isola,  una buona mano l per l'economia la da anche il turismo e le industrie che sono nate vicino ad essa.
Da statistiche risulta la città vicino al mare più piovosa di tutta l'isola e questo è dovuto ai Peloritani, allo stretto e ai monti della Calabria.
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