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Matera

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Matera (AFI: [maˈtɛra][5], Ascolta[?·info]; Matàrë[6] in dialetto materano, IPA: [ma'tarə]) è un comune italiano di 60 403 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia e seconda città della Basilicata per popolazione[7], nonché il più grande comune per superficie della Basilicata[8].
Nota con gli appellativi di "Città dei Sassi" e "Città Sotterranea", è conosciuta per gli storici rioni Sassi, che fanno di Matera una delle città ancora abitate più antiche al mondo[9][10]. I Sassi sono stati riconosciuti il 9 dicembre 1993, nell'assemblea di Cartagena de Indias (Colombia), Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, primo sito dell'Italia meridionale a ricevere tale riconoscimento.
Nel 1663 fu separata dalla provincia di Terra d'Otranto, di cui aveva fatto parte per secoli, per divenire, fino al 1806, capoluogo della Basilicata nel Regno di Napoli. Durante questo periodo la città conobbe un'importante crescita economica, commerciale e culturale. Matera è stata la prima città del meridione a insorgere in armi contro il nazifascismo ed è per questo tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione essendo stata insignita nel 1966 della Medaglia d'argento al valor militare e tra le città decorate al valor civile essendo stata insignita nel 2016 della Medaglia d'oro al valor civile[11].
Il 21 novembre 1954 è stata proclamata, con delibera comunale, Civitas Mariae. Papa Giovanni Paolo II la visitò il 27 aprile 1991, definendola città della Visitazione e del Magnificat[12]. Il 17 ottobre 2014 Matera è stata designata, insieme a Plovdiv (città sita in Bulgaria), Capitale europea della cultura per il 2019.[13]


«La città è di aspetto curiosissimo, viene situata in tre valli profonde nelle quali, con artificio, e sulla pietra nativa e asciutta, seggono le chiese sopra le case e quelle pendono sotto a queste, confondendo i vivi e morti la stanza. I lumi notturni la fan parere un cielo stellato.»
(Giovan Battista Pacichelli, Il Regno di Napoli in Prospettiva)
La Gravina
La città si trova nella parte orientale della Basilicata a 401 m s.l.m., al confine con la parte sud-occidentale della città metropolitana di Bari (con i comuni di Altamura, Gravina in Puglia e Santeramo in Colle) e l'estrema parte nord-occidentale della provincia di Taranto (con i comuni di Ginosa e Laterza). Sorge proprio al confine tra l'altopiano delle Murge ad est e la fossa Bradanica ad ovest, solcata dal fiume Bradano. Il corso di questo fiume è sbarrato da una diga, costruita alla fine degli anni cinquanta per scopi irrigui, ed il lago artificiale creato dallo sbarramento, chiamato Lago di San Giuliano, fa parte di una riserva naturale regionale denominata Riserva Naturale di San Giuliano.
Il torrente Gravina di Matera, affluente di sinistra del Bradano, scorre nella profonda fossa naturale che delimita i due antichi rioni della città: Sasso Barisano e Sasso Caveoso. Sull'altra sponda c'è la Murgia, protetta dal Parco Regionale Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, più semplicemente detto Parco della Murgia Materana. Gli antichi rioni chiamati "Sassi", assieme con le cisterne ed i sistemi di raccolta delle acque, sono la caratteristica peculiare di Matera. Si tratta di originali ed antichi aggregati di case scavate nella calcarenite, a ridosso di un profondo burrone, la "Gravina". Alla fine del 1993 l'UNESCO ha dichiarato i rioni Sassi Patrimonio Mondiale dell'Umanità. Nelle campagne presso Timmari vi è inoltre un vulcano di fango di nuova formazione[14].
Confina con i comuni di Montescaglioso, Altamura, Miglionico, Laterza, Santeramo in Colle, Ginosa, Gravina in Puglia e Grottole. Inoltre, con 388,14 km² di estensione territoriale, Matera è il comune più esteso della Basilicata[15].
Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa)[16], Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003
Clima[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Matera.
Secondo i dati medi del trentennio 1961-1990, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta a +6,0 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, è di +25,1 °C[17].
MATERAMesiStagioniAnnoGenFebMarAprMagGiuLugAgoSetOttNovDicInvPriEstAutT. max. mediaC)9,110,212,817,121,927,230,531,326,720,315,111,610,317,329,720,719,5T. min. mediaC)2,92,95,18,011,715,818,419,016,011,78,35,23,78,317,712,010,4
  • Classificazione climatica di Matera[18]:
    • Zona climatica D;
    • Gradi giorno 1776.
Storia[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Matera.
La Civita
Le origini di Matera sono molto remote e ne è testimonianza il ritrovamento nel territorio circostante di alcuni insediamenti senza soluzione di continuità sin dall'età paleolitica[19]. Infatti nelle grotte sparse lungo le Gravine materane sono stati ritrovati diversi oggetti risalenti a quell'epoca, testimonianti la presenza di gruppi di cacciatori. Nel periodo Neolitico gli insediamenti diventarono più stabili, tanto che sono presenti tracce evidenti di diversi villaggi trincerati che risalgono a quel periodo, in particolare sulla Murgia Timone. Con l'Età dei metalli nacque il primo nucleo urbano, quello dell'attuale Civita, sulla sponda destra della Gravina[19]. Sorta su un preistorico villaggio trincerato, questa, ha probabili origini greche, come afferma il Volpe nelle sue Memorie storiche profane e religiose sulla città di Matera, citando anche l'Ughelli, il Pacichelli ed il Padre Bonaventura da Lama che erano giunti a tale conclusione. Ciò sarebbe confermato dall'emblema della città, il bue con le spighe di grano, che secondo il Volpe stesso è un simbolo tipico della Magna Grecia; inoltre il Gattini cita l'ipotesi di alcuni storici secondo i quali riprodurrebbe l'emblema della città di Metaponto, che era appunto un bue, mentre le spighe di grano erano figure ricorrenti nelle monete greche. Gattini a conferma di ciò cita anche alcuni versi del poeta Tommaso Stigliani: «Il marinaro di Metaponto antica, la quale a nostra età dett'è Matera», e fa riferimento all'accoglienza data da Matera ai profughi metapontini dopo la distruzione della loro città da parte di Annibale.
Altra veduta de La Civita
Secondo alcune ipotesi (per esempio quella di Cely-Colaianni), Matera anticamente veniva chiamata Mataia ole dai Greci, che deriva da Mataio olos, il cui significato è tutto vacuo, con riferimento alla Gravina, fossa attraversata da torrenti; ulteriore ipotesi è che il nome derivi da Mata (cumulo di rocce), radice utilizzata per diversi nomi geografici. Un'altra teoria, piuttosto fantasiosa, fa derivare Matera dal greco Meteoron ovvero cielo stellato, dato che alcuni cronisti del passato, osservando i Sassi illuminati di notte, li hanno descritti come un riflesso del cielo stellato soprastante. E non manca chi ricollega il toponimo a Mater ovvero "madre terra", a Materia(matheria) o Materies, termini che indicavano la legna da taglio o da costruzione, in riferimento alle zone boschive in cui la città sorgeva; il Gattini, invece, riferisce il toponimo ai termini ebraici Matterah (carcere) o Me terah(acqua pura). Altri sostengono che il nome derivi dalle iniziali di Metaponto ed Heraclea, avendo accolto profughi delle due città dopo la loro distruzione; infine Mateola, nome antico della città, potrebbe derivare dal consolato romano di Quinto Cecilio Metello Numidico, che la riedificò e la fece cingere di mura e di alte torri[20]. Plinio il Vecchio nella sua Naturalis historia (Liber III, 105) chiamò Mateolani gli abitanti della città e li elencò tra gli Apuli, anche se la desinenza dell'aggettivo in -anus evidenzia chiaramente l'influenza osca dei Lucani, in quanto la città era situata proprio sul confine apulo-lucano[21] nella regione anticamente chiamata Peucezia[22].
Nel periodo della Magna Grecia Matera ebbe stretti rapporti con le colonie situate sulla costa meridionale e, successivamente, in età romana fu solo centro di passaggio ed approvvigionamento[23]. Nel 664 d.C. Matera passò sotto il dominio longobardo e venne annessa al Ducato di Benevento. I secoli IX e X furono caratterizzati da aspre lotte fra gli stessi Longobardi, i Saraceni ed i Bizantini, che tentarono più volte di impadronirsi del territorio; la città fu distrutta dalle truppe di Ludovico II, imperatore dei Franchi, proprio nel tentativo di cacciare i Saraceni.
Veduta della città ne Il Regno di Napoli in prospettiva, 1703, di Giovan Battista Pacichelli
Nel frattempo, a partire dall'VIII secolo, il territorio materano fu teatro di una notevole immigrazione di monaci benedettini e bizantini, che si stabilirono lungo le grotte della Gravina trasformandole in chiese rupestri. Dopo l'insediamento dei Normanni avvenuto nel 1043 la città conobbe un periodo di pace. Nei secoli seguenti, fra carestie e terremoti, Matera fu a lungo città Regia, in quanto si liberava dal dominio feudale riscattandosi più volte, ma sotto gli Aragonesi la città fu ceduta al conte Giovan Carlo Tramontano, che nel 1514 venne ucciso dalla popolazione oppressa dalle tasse. Nel 1663, in epoca spagnola, Matera uscì dalla provincia di Terra d'Otranto, di cui fino ad allora era parte integrante, diventando capoluogo della Basilicata e sede di Regia Udienza. Tale titolo le rimase fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte trasferì le competenze a Potenza. Nel periodo risorgimentale, il comitato prodittatoriale lucano non mantenne le promesse sulla redistribuzione delle terre demaniali, cominciò a diffondersi un malessere, anche fomentato dai legittimisti, che a Matera esplose l'otto agosto 1860 con l'eccidio Gattini, primo sintomo di ribellione che precedette il brigantaggio postunitario. Nel 1927 la città divenne capoluogo di provincia.
Matera fu la prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro i nazisti; infatti il 21 settembre 1943, giorno dell'insurrezione e della strage di Matera, il popolo materano insorse contro l'oppressione esercitata dall'occupazione nazista. Undici persone trovarono la morte a seguito dei mitragliamenti tedeschi in ritirata. La giornata raggiunse il suo culmine con la feroce rappresaglia nazista che costò la vita ad altre 15 persone, sia civili che militari, fatte saltare in aria nel "palazzo della milizia". Nel 1945 vi furono tra le prime nel meridione, sommosse popolari per l'assegnazione delle terre incolte che si risolsero con l'emanazione fra il 1946 e il 1947 dei decreti Ponte (da Aurelio Ponte, prefetto di Matera); furono anticipatarie della riforma agraria. Nel 1948 nacque la questione dei Sassi di Matera, sollevata da Palmiro Togliatti prima, e da Alcide De Gasperi dopo. Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali che svilupparono la città nuova nella quale confluirono i 15.000 abitanti dei Sassi. Nel 1980 fu parzialmente danneggiata dal terremoto dell'Irpinia e dalle scosse che seguirono. Nel 1986 una nuova legge nazionale finanziò il recupero degli antichi rioni materani, ormai degradati da oltre trent'anni di abbandono.
Stemma[modifica | modifica wikitesto]
Stemma di Matera
Il sito Comuni Italiani descrive lo stemma della città in questo modo: D'azzurro al bue fermo d'argento con tre spighe in bocca e sulle corna una corona gigliata, sormontata in capo dalla lettera M, il tutto d'oro. Motto: Bos Lassus Firmius Figit Pedem.
Il motto latino Bos lassus firmius figit pedem si può tradurre con: il bue stanco affonda la zampa più fermamente; tale motto, che indica come un popolo pacifico ma stanco dei soprusi può ribellarsi al giogo, rappresenta la morale dell'episodio che vide il popolo materano ribellarsi ed assassinare il conte Giovan Carlo Tramontano[24].
Secondo il Racioppi[25], lo stemma di Matera è un'arma parlante, in quanto la lettera "M" in alto sarebbe l'iniziale del nome della città, mentre le spighe in bocca al bue aggiungerebbero il resto del nome; infatti spiga in greco si dice "Ather-Eros", quindi dall'insieme delle parole si ottiene Mather-Eros, da cui Matera. La corona che il bue ha sulla testa indicherebbe che la città era libera, cioè non dipendente da alcun feudatario ma direttamente dalla corona reale.
Secondo altre interpretazioni, lo scudo porta sull'alto del campo, in argento, la lettera M in oro; e nel basso del campo è un bue che agli araldisti usa dire "passante", con in bocca tre spighe. Alla testa del bue sormonta una corona principesca. Intorno all'orlo dello scudo corre una lista su cui è scritto il motto di "Bos lassus firmius figit pedem". Il detto è forse stato coniato dopo l'uccisione del conte Gian Carlo Tramontano, esprimendo la stanchezza per le oppressioni e le gabelle che la cittadinanza materana doveva pagare al conte. Quanto allo scudo, la lettera M in oro si presume possa indicare l'iniziale lettera del nome della città. Ma secondo altri indicherebbe anche la parola municipio essendo stata Matera Regio Demanio, e quindi dipendente direttamente dal re. Questo spiega anche il perché della corona principesca presente sopra il capo del bue. Resta, dunque, proprio la figura del bue la più difficile da decifrare. C'è chi ritiene che il bue indichi la famiglia Del Balzo, che viene dal francese baux, la cui fonetica somiglia molto alla parola bue. Altri ritengono fermamente che il bue e le spighe simboleggino il possesso di terre fertili dedite alla pastorizia e all'agricoltura. Le spighe invece hanno una certa somiglianza con quelle della monetazione metapontina, il che dà maggiori certezze sul nome di Matera, che potrebbe derivare dai fondatori della città, i cittadini di Metaponto ed Heraclea, scampati ai Romani. Quindi Met-Hera.
Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Insurrezione di Matera e Strage di Matera.
Matera è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione per la quale le è stato insignito il premio della Medaglia d'argento al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni durante la seconda guerra mondiale. Tale onorificenza venne conferita il 1º settembre 1966 e consegnata tre anni dopo dal Ministro della Difesa, il quale decorò della medaglia il gonfalone della città e scoprì una lapide con la seguente iscrizione:
«Matera prima città del Mezzogiorno insorta in armi contro il nazifascismo addita l'epico sacrificio del 21 settembre 1943 alle generazioni presenti e future perché ricordino e sappiano con pari dignità e fermezza difendere la libertà e la dignità della coscienza contro tutte le prevaricazioni e le offese.»
Medaglia d'argento al valor militare«Indignati dai molteplici soprusi perpetrati dal nemico, gruppi di cittadini insorsero contro l'oppressore e combatterono con accanimento, pur con poche armi e munizioni, per più ore, senza smarrimenti e noncuranti delle perdite. Sorretti da ardente amor di Patria, con coraggio ed ardimento, costrinsero l'avversario, con aiuto di elementi militari, ad abbandonare la Città prima dell'arrivo delle truppe alleate. Città di Matera, 21 settembre 1943.»
Il 19 agosto 2016 è stata conferita alla città la Medaglia d'oro al valor civile[26], consegnata dal Presidente della Repubblica durante una cerimonia svoltasi al Quirinale il 17 novembre 2016[27].
Medaglia d'oro al valor civile«Durante gli ultimi giorni di permanenza dei tedeschi in città, la popolazione materana, sempre più esasperata dalle distruzioni, dai saccheggi e dai soprusi compiuti dagli invasori che si preparavano alla ritirata, si rese protagonista di atti di eroismo e di martirio per contrastare la violenza perpetrata dagli occupanti, sia nel centro urbano che nelle campagne, che causò rastrellamenti e numerose vittime innocenti. Splendido esempio di identità comunitaria e alto spirito umanitario, orientati ad affermare i valori di libertà e giustizia. Settembre 1943 - Matera.»
Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]
I Sassi di Matera[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Sassi di Matera. Bene protetto dall'UNESCO Patrimonio dell'umanitàI Sassi di Matera
(EN) The Sassi and the park of the Rupestrian Churches of Matera
TipoarchitettonicoCriterioC (iii)(iv)(v)PericolonoRiconosciuto dal1993Scheda UNESCO(EN) Scheda
(FR) SchedaManuale
«Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza.»
(Carlo Levi)
Matera è nota anche come città dei Sassi, proprio per la peculiarità e l'unicità del suo centro storico. Scavati e costruiti a ridosso della Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio in due, i Sassi di Matera, rioni che costituiscono la parte antica della città, si distendono in due vallette, che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso della Civita.
Il Sasso Barisano, girato a nord-ovest sull'orlo della rupe, se si prende come riferimento la Civita, fulcro della città vecchia, è il più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece a sud, ubicato in una lama più ampia e corta, assume vagamente la forma di una cavea teatrale, da cui forse prende il nome. Al centro la Civita, sperone roccioso che separa i due Sassi, sulla cui sommità si trovano la Cattedrale ed i palazzi nobiliari. Insieme formano l'antico nucleo urbano di Matera, dichiarato dall'UNESCO paesaggio culturale.
I Sassi di Matera sono un insediamento urbano derivante dalle varie forme di civilizzazione ed antropizzazione succedutesi nel tempo. Da quelle preistoriche dei villaggi trincerati del periodo neolitico, all'habitat della civiltà rupestre (IX-XI secolo), che costituisce il sostrato urbanistico dei Sassi, con i suoi vicinati, camminamenti, canalizzazioni, cisterne; dalla civitas di matrice normanno-sveva (XI-XIII secolo), con le sue fortificazioni, alle successive espansioni rinascimentali (XV-XVI secolo) e sistemazioni urbane barocche (XVII-XVIII secolo); ed infine dal degrado igienico-sociale del XIX e della prima metà del XX secolo allo sfollamento disposto con legge nazionale negli anni cinquanta, fino all'attuale recupero iniziato a partire dalla legge del 1986.
Nel 2017 la Zecca di Stato conia una moneta in argento da 10 euro, celebrativa dei Sassi di Matera in tiratura limitata[28].
Le cisterne e i sistemi di raccolta delle acque[modifica | modifica wikitesto]
Interno con cisterna
La scelta di questo sito, sebbene abbia garantito una estrema sicurezza all'abitato, ha comportato ai suoi abitanti enormi difficoltà nell'approvvigionamento delle acque. Di fatto i Sassi si trovano su di un enorme banco calcarenitico a circa 150 metri dal livello del torrente, mentre le colline d'argilla che li circondano ad ovest risultano essere troppo lontane per assicurare l'approvvigionamento idrico in caso di assedi.
Perpetuando un uso documentabile sin dalle fasi neolitiche, gli abitanti hanno sfruttato a proprio vantaggio la friabilità della roccia e le pendenze per realizzare un complesso sistema di canalizzazione delle acque, condotte in una diffusa rete di cisterne e "palombari".
Vista in quest'ottica Matera risulta essere uno dei più antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al mondo. Una breve analisi dei sistemi insediativi costruiti intorno all'acqua, mostra come di fatto le civiltà e le tradizioni costruttive più antiche del mondo, abbiano numerosi punti in comune, sebbene secoli e chilometri le vedano come elementi distinti. Strutture apparentemente semplici e rudimentali si rivelano come dei prodigi di efficienza tecnica. Le umili tecniche arcaiche, dimenticate dagli stessi abitanti, acquistano un fascino ed un valore un tempo inimmaginabile[29].
Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]
La cattedrale di Matera
  • Cattedrale, in stile romanico pugliese, fu costruita nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita che divide i due Sassi, sull'area dell'antico monastero benedettino di Sant'Eustachio, uno dei due santi protettori della città. All'esterno sono da notare il rosone a sedici raggi ed il campanile alto 52 metri; all'interno, degni di nota un affresco bizantino della Madonna della Bruna, un presepe cinquecentesco dello scultore Altobello Persio ed un affresco raffigurante il Giudizio finale.
Chiesa di San Giovanni Battista
  • Chiesa di San Giovanni Battista, costruita nel 1233, anch'essa in stile romanico. All'interno, a tre navate, vi è una grande volta a vele rifatta nel 1793, anno in cui furono effettuate diverse modifiche per preservare la staticità della chiesa, bei capitelli di tipo pugliese che ornano le colonne con figure antropomorfe, zoomorfe e vegetali, ed un'imponente abside.
  • Chiesa di San Pietro Caveoso, costruita nel 1218, è uno dei punti più caratteristici della città. Nel XVII secolo l'intera struttura subì numerose modifiche e ci fu l'aggiunta del campanile, tutto in stile barocco. All'interno sono presenti numerose tele settecentesche e affreschi di santi. Le numerose cappelle sono stuccate e presentano affreschi e polittici di legno.
Chiesa di San Pietro Caveoso
  • Chiesa di San Francesco d'Assisi, ricostruita quasi completamente nel 1670 in stile barocco. Rilevanti sono la facciata esterna in stile tardo barocco, mentre al suo interno vi è l'antica cripta dei Santi Pietro e Paolo, che conserva un affresco raffigurante la visita a Matera del papa Urbano II nel 1093. Rimarchevoli, inoltre, sono i pannelli di un polittico smembrato di scuola veneta variamente attribuito a Bartolomeo Vivarini o a Lazzaro Bastiani.
Chiesa di San Francesco d'Assisi
  • Chiesa di Santa Chiara, fu costruita alla fine del XVII secolo insieme agli attigui locali che ospitarono dapprima l'ospedale, poi il convento delle clarisse ed infine i locali del museo archeologico nazionale "Domenico Ridola". La facciata, ricca di decori, presenta un lunettone nella parte superiore ed in basso il portale con ai lati due semicolonne e due nicchie con statue di santi. L'interno è ad una navata.
  • Chiesa del Purgatorio, costruita nel 1747 in stile tardo barocco, presenta una facciata con decorazioni sul tema della morte e della redenzione delle anime. Notevole il portale in legno diviso in 36 riquadri che riporta in alto i teschi di prelati e regnanti ed in basso quelli di comuni cittadini. All'interno, a croce greca, vi è una cupola ottagonale.
  • Chiesa di San Domenico, fu costruita insieme al convento a partire dal 1230 in stile romanico pugliese. Molto bello il rosone con intorno quattro figure a rilievo raffiguranti un telamone, due figurine ai lati, ed in alto l'Arcangelo Michele. Al centro del rosone un cane con la fiaccola in bocca, simbolo dei domenicani. L'interno, a tre navate con altari laterali e con una cupola emisferica a cassettoni, è stato rimodernato nel 1774; fra le opere conservate all'interno c'è la Crocifissione con san Domenico, realizzata dal Pietrafesa nel 1653.
  • Chiesa di Santa Lucia e Agata alla Fontana, la sua costruzione fu ultimata nel 1797, quando vi furono trasferite la chiesa ed il monastero delle benedettine, fino ad allora ospitate nel monastero di Santa Lucia alla Civita nei Sassi. Situata insieme all'attiguo monastero delle benedettine accanto alla fontana ferdinandea nella centrale piazza Vittorio Veneto, è composta da una navata.
Chiesa di Sant'Agostino
  • Convento di Sant'Agostino, monumento nazionale italiano, situato nel Sasso Barisano e sorto nel 1593, insieme all'omonima chiesa, sull'antica cripta rupestre di San Giuliano risalente al XII secolo (sinora descritta come cripta di San Guglielmo a causa di un errore storico).
  • Santuario della Madonna di Picciano, situato sulla sommità dell'omonimo colle a 15 km dalla città, è meta di pellegrinaggi. La leggenda narra che la Madonna apparve sui rami di una quercia ad alcuni pastori abruzzesi che percorrevano quei luoghi per la transumanza. A partire dal XIII secolo si insediò una comunità monastica benedettina, e nei secoli successivi Picciano appartenne ai templari prima ed ai cavalieri di Malta poi, che ampliarono la chiesa ed i locali annessi. All'interno della chiesa, sopra l'altare maggiore, vi è l'immagine della Madonna, databile al XV secolo, e nella cappella alle spalle dell'altare la statua della Madonna che viene portata in processione. Oggi il Santuario ed il monastero sono custoditi dai monaci benedettini olivetani.
  • Santuario della Madonna della Palomba, situato sulla Murgia quasi a strapiombo sulla Gravina di Matera, si trova nei pressi di una grotta dove era venerato un affresco con l'immagine bizantina della Vergine col bambino. A partire dal 1580 fu costruito un nuovo edificio di culto. La facciata mostra un rosone ed un campanile a vela, mentre l'interno ad una navata conserva l'antico affresco databile intorno al XIII secolo.
Chiesa rupestre
  • Chiese rupestri, nella città e lungo le Gravine del Parco della Murgia Materana si contano circa 150 chiesette scavate nella roccia. Tra le più importanti chiese rupestri nei Sassi vi sono Santa Lucia alle Malve, complesso rupestre che anticamente ospitava una comunità monastica, il Convicinio di S. Antonio un comprensorio costituito da 4 cripte rupestri, Santa Maria di Idris sulla sommità dell'omonima rupe, Santa Barbara ricca di affreschi, la Madonna delle Virtù che insieme alla sovrastante chiesa di San Nicola dei Greci oggi ospita importanti mostre di scultura, e San Pietro Barisano con facciata e campanile in muratura e interno quasi completamente scavato nella roccia. All'esterno del perimetro urbano vi sono, tra le altre, la Cripta del Peccato Originale, recentemente restaurata, esempio di pittura longobarda con uno straordinario ciclo pittorico di affreschi che coprono le pareti di sinistra e di fondo[30][31], e la chiesa di Santa Maria della Valle, comunemente detta La Vaglia, la più grande chiesa rupestre della città, con facciata in muratura e interni ipogei.
Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]
Palazzo dell'Annunziata
Palazzo del Sedile
  • Palazzo Lanfranchi, monumento seicentesco fatto costruire da Frate Francesco da Copertino per ordine del Vescovo Vincenzo Lanfranchi tra il 1668 e il 1672, che originariamente ha ospitato il Seminario diocesano. Ospita i locali del Museo nazionale d'arte medievale e moderna della Basilicata e gli uffici della Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici della Basilicata.
  • Palazzo dell'Annunziata, palazzo settecentesco sito in Piazza Vittorio Veneto, ha dapprima ospitato il convento delle Domenicane, per poi diventare tribunale nel 1865 e ancora la scuola media. Oggi l'edificio che domina la piazza centrale di Matera è sede della Mediateca e della Biblioteca Provinciale oltre a ospitare il Cinema Comunale.
  • Ipogei di piazza Vittorio Veneto, situati sotto la piazza principale della città e tornati alla luce da pochi anni, contengono oltre a numerosi ambienti ipogei anche un'antica cisterna, detta il Palombaro lungo, ed una torre facente parte delle mura che anticamente dovevano essere a ridosso del Castello Tramontano.
  • Fontana ferdinandea, restaurata dal re Ferdinando II di Borbone nel 1832, era originariamente posta ai piedi della collina del castello e raccoglieva le acque provenienti da quella collina. Dopo la seconda guerra mondiale, esaurita la sua funzione di approvvigionamento, fu trasferita all'interno della villa comunale. Nel mese di aprile del 2009 è stata riportata nel suo luogo originario in piazza Vittorio Veneto.
  • Palazzo Malvinni Malvezzi, situato in piazza Duomo, è appartenuto alla famiglia dei Duchi di Santa Candida. Al suo interno, nel piano nobile sono collocate 14 tele di pregevole fattura ed arredi in stile Luigi XVI.[32]
  • Palazzo del Sedile, situato nella centrale Piazza Sedile, è stato costruito nel 1540, ristrutturato nel 1759, è la sede del Conservatorio di Musica "Egidio Romualdo Duni" e dell'Auditorium Gervasio. La facciata presenta due torri campanarie ed è ornata da sei statue. Affacciato alla medesima piazza si trova inoltre il Palazzo del Governatore, risalente al XVII secolo, prima sede della Regia Udienza di Basilicata. I suoi sotterranei furono adibiti a carcere della città. Oggi è sede di un albergo.
  • Villa Longo, dimora del XIX secolo della nobile famiglia materana di antiche origini napoletane.
Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]
Il Castello Tramontano
  • Castello Tramontano, in stile aragonese, con un maschio centrale e due torri laterali rotonde, rimase incompiuto per l'uccisione del conte Giovan Carlo Tramontano da parte della popolazione nel 1514.
  • Torre Metellana, ubicata nel Sasso Barisano, facente parte della cinta muraria a difesa della "Civita".
Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]
  • Un'importante area archeologica è quella situata sul colle di Timmari; dove sono stati ritrovati numerosi reperti sia di epoca preistorica sia di tipo apulo risalenti al IV secolo a.C. (tra cui una tomba ricchissima di arredi funerari), molti dei quali sono custoditi nel museo archeologico "Domenico Ridola".
Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]
Sul ciglio del Parco della Murgia Materana
  • Parco della Murgia Materana, parco regionale istituito nel 1990, comprende il territorio della Gravina di Matera, le chiese rupestri disseminate lungo i pendii delle gravine e l'altopiano della Murgia materana. Importanti le numerose masserie, molte delle quali fortificate. Simbolo del parco è il falco grillaio, piccolo rapace presente nel territorio di Matera con numerosissimi esemplari.
  • Riserva regionale San Giuliano, area protetta istituita nel 2000, comprende il lago di San Giuliano, invaso artificiale creato dallo sbarramento del fiume Bradano, ed i tratti fluviali a monte ed a valle del fiume. Molto rilevante è la presenza dell'avifauna.
  • Colle di Timmari, polmone verde situato a circa 15 km dalla città, domina la valle del Bradano ed il lago di San Giuliano. È un'amena località residenziale, e sulla cima del colle si trova il piccolo Santuario di San Salvatore, risalente al 1310, ed un'importante area archeologica.
Parchi urbani[modifica | modifica wikitesto]
  • Parco del Castello - via Castello
  • Parco Giovanni Paolo II - via Lucana angolo via Gramsci
  • Villa dell'Unità d'Italia - via XX Settembre angolo via Tommaso Stigliani
  • Parco Centrale
  • Parco Giovanni Falcone - via IV Novembre
  • Parco bosco Serra Venerdì
  • Parco dei Quattro Evangelisti - zona PAIP
  • Parco del rione Lanera
Società[modifica | modifica wikitesto]
Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]
Abitanti censiti[33]
La città di Matera fin dagli inizi del Novecento ha sempre visto una crescita della popolazione leggera ma costante, eccezion fatta per un aumento sensibile avvenuto nel secondo dopoguerra, dovuto in parte ad un saldo naturale sempre positivo ed in parte allo spopolamento dei piccoli centri limitrofi.
Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]
Gli stranieri regolari sono 2.314 (985 maschi e 1329 femmine) pari al 3,82% della popolazione materana. Le principali comunità rappresentate sono le seguenti[34]:
  • Romania, 597 - 25,80%
  • Cina, 580 - 25,06%
  • Albania, 138 - 5,96%
  • Bulgaria, 109 - 4,71%
  • Marocco, 107 - 4,62%
  • Ucraina, 105 - 4,54%
Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto materano.
Il dialetto materano (u matarràsë) rientra nel gruppo dei dialetti meridionali medi; presenta forti affinità con il gruppo dei dialetti pugliesi, specie rispetto al barese ed in misura minore al tarantino. Conserva tuttavia delle peculiarità, come la quasi totale assenza di suoni vocalici in alcuni vocaboli ed effetti di inversione vocalica rispetto all'italiano.
Tipici proverbi:
  • «Ci sckëjtë 'ngjlë 'mboccë së chegghjë» («Chi sputa in cielo si coglie in faccia»)
  • «Ci s' avondë silë silë na mmelë monghë në fasilë» («Chi si vanta solo solo non vale nemmeno un fagiolo»)
  • «Attocchë 'u ciuddë addò vaelë 'u patrëinë» («Attacca l'asino dove vuole il padrone»)
Esclamazioni tipiche:
  • «Mo mèrië!» - letteralmente «Ora muoio!», esclamazione di fatica o dolore, richiesta di aiuto.
  • «Egghia!» - abbreviativo di mannegghia, nella forma abbreviata è un'esclamazione di stupore. Da ricordare che "mannegghia" altro non è che la forma dialettizzata dell'espressione "mannaggia" a sua volta derivante da "mal n'aggia", cioè di "mal ne aggia" proveniente da "mal ne abbia".
  • «Gistëjzzë!» - letteralmente «Giustizia!», accidenti! Abbreviativo di «Gistjëzzë të vò bbënìë!», imprecazione che significa «Che ti venga un accidente!».
  • «Mogghià'Ddëjë!» - letteralmente «Non voglia Dio!», non sia mai!
Religione[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Arcidiocesi di Matera-Irsina.
Matera è sede vescovile sin dal X secolo[35]. Per anni sotto l'influsso bizantino, fu elevata ad arcidiocesi nel 1203 quando fu unita con bolla pontificia all'arcidiocesi di Acerenza. L'arcidiocesi conta 52 parrocchie in 13 comuni. La città nel tempo è stata visitata da due papi; Papa Urbano II e San Giovanni Paolo II, un suo arcivescovo metropolita invece divenne Papa; Urbano VI. Papa Urbano VI, sulla scorta della festa in onore di Maria SS. della Bruna celebrata a Matera già da tempo, istituì la festa della Visitazione per il 2 luglio, oggi ancora celebrata oltre che a Matera anche a Siena ed a Enna in quella data anche se la festa ufficiale è stata spostata il 31 maggio. Protettori della città sono la Madonna della Bruna e Sant'Eustachio, del quale la leggenda narra che durante un assedio subito dalla città ad opera dei Saraceni intorno all'anno 1000, salvò Matera dall'invasione facendo apparire ai nemici centinaia di cavalieri guidati dal Santo stesso e mettendoli in fuga. La città ha dato i natali a due santi: San Giovanni da Matera e Sant'Ilario, ed a una Beata; la Beata Eugenia da Matera.
Nell'agro materano tra i vari, sono ancora attivi due santuari; il Santuario di S. Maria di Picciano e il Santuario di S. Maria della Palomba.
Lo storico G. Gattini narra di un'incisione che era presente sulla facciata gotica della chiesa di San Francesco d'Assisi in Matera, prima del suo rifacimento tardo barocco, la quale indicava che la stessa fosse stata voluta da Santo in persona (mancano fonti autorevoli; visto che lo storico era vissuto nel XIX secolo). Racconta che nella città fosse giunto San Francesco, nel suo viaggio verso oriete si sarebbe fermato a Matera, dove fuori le mura cittadine avrebbe chiesto un sito su cui erigerere una sua chiesa, cosa che gli fu negata per altro sito, che il santo rifiutò. Giunto in un paese del circondario ebbe modo di compire un miracolo (il miracolo di Pomarico) che suscitò cotanto scalpore da convincere il clero materano ad istituire, nel luogo da lui chiesto, la chiesa che è tutt'oggi presente.
Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]
Il Carro trionfale della Madonna della Bruna
La festa patronale della Madonna della Bruna si celebra il 2 luglio di ogni anno sin dal lontano 1389, quando il Papa Urbano VI, già arcivescovo di Matera, istituì la festa della Visitazione, e va ricordata per la tradizione della distruzione di un carro trionfale di cartapesta che ogni anno viene ricostruito[36].
La tradizione del Presepe vivente nei Sassi di Matera[37], iniziata negli anni settanta grazie al Gruppo Teatro Matera e successivamente interrotta per molti anni, è ripresa nel dicembre 2010 con l'evento promosso dall'Unione Nazionale delle Pro loco d'Italia e dalla Regione Basilicata. Con la partecipazione di diverse centinaia di figuranti su un percorso di 700 metri, è considerato il più grande presepe vivente al mondo[38][39]. Sempre nei Sassi ha luogo una Via Crucis[40].
Il primo di agosto si festeggia la crapiata, zuppa di legumi e cereali, per festeggiare il raccolto dell'annata[41]; un tempo svolta nei Sassi, oggi si festeggia nel borgo La Martella[42].
Per i festeggiamenti carnascialeschi sono di tradizione le matinate[43], canti popolari di questua in cui si portava musica e allegria in casa di parenti e conoscenti.
Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]
Ospedale
Lo stesso argomento in dettaglio: Ospedale Madonna delle Grazie.
Presente in città sin dal 1865, l'Ospedale intitolato alla "Madonna delle Grazie" è stato trasferito nel 2001 in una nuova struttura comprendente 430 posti letto e macchinari all'avanguardia.
Cultura[modifica | modifica wikitesto]
Matera, con i suoi luoghi di interesse, le sue tradizioni popolari e diverse manifestazioni che si svolgono nel corso dell'anno, dispone di un'offerta culturale piuttosto ampia e variegata. La città aderisce inoltre all'Associazione città d'arte e cultura[44] ed è stata la prima città al mondo ad essere riconosciuta paesaggio culturale.
Capitale Europea della Cultura 2019[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Matera capitale europea della cultura.
Candidata nel 2008, Matera è stata designata il 17 ottobre 2014 Capitale europea della cultura per il 2019[45]. È la prima città dell'Italia meridionale a ricevere questo riconoscimento, ottenuto dopo essere entrata in una shortlist che comprendeva le candidature di altre 5 città italiane (Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna, Siena). Il verdetto è stato comunicato da Steve Green, presidente della Giuria internazionale di selezione composta da 13 membri (sei italiani e sette stranieri), al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo (Mibact) Dario Franceschini[46]; lo slogan scelto da Matera per la sua candidatura è stato "Open Future".
Istruzione[modifica | modifica wikitesto]
Riguardo all'ambito scolastico, Matera è sede di numerosi istituti di istruzione secondaria, molti dei quali frequentati anche da alunni provenienti da comuni limitrofi. Il principale e storico istituto è l'Istituto d'Istruzione Superiore E.Duni-C.Levi, inaugurato nel 1864 e chiamato poi Regio Liceo ginnasio Emanuele Duni di Matera dal 1882. Negli anni 1882-83 vi insegnò latino e greco Giovanni Pascoli[47].
Università degli Studi della Basilicata[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Università degli Studi della Basilicata.
In città si trova una delle due sedi dell'Università degli Studi della Basilicata che conta due corsi di laurea triennali (Operatore dei Beni Culturali e Paesaggio, ambiente e verde urbano), un corso di laurea magistrale (Scienze del turismo e dei patrimoni culturali), due corsi di laurea magistrale a ciclo unico (Architettura e Scienze della formazione primaria) e un corso di specializzazione post-laurea (Scuola di specializzazione in beni archeologici), facenti capo all'unico dipartimento presente in città, il Dipartimento delle Culture Europee e del Mediterraneo: architettura, ambiente, patrimoni culturali (DICEM). Sono presenti, inoltre, tre biblioteche e tre sedi universitarie: in via San Rocco, in via A. M. di Francia e in via Lazazzera.
Istituto superiore per la conservazione ed il restauro[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Istituto superiore per la conservazione ed il restauro.
A Matera risiede la seconda delle due sedi dell'ISCR presso il convento di Santa Lucia la nova, dedicata a Michele d'Elia direttore dal 1987 al 1991, operativa dall'anno accademico 2015/2016 ed inaugurata dal Ministro per le attività i beni culturali ed il turismo Dario Franceschini nel 2017, è l'unico istituto per la conservazione ed il restauro al sud Italia.
Ricerca[modifica | modifica wikitesto]
A Matera opera sin dal 1983, per volontà congiunta del CNR, della Regione Basilicata e della NASA il Centro di geodesia spaziale Giuseppe Colombo dell'ASI, che si occupa di osservazione della Terra per mezzo di tecnologie spaziali avanzate. Oggi è una struttura di oltre 5000 m² dove vi lavorano 100 persone con un budget di circa 10 milioni di euro l'anno, ed è una delle principali strutture di ricerca e trasferimento tecnologico nel Mezzogiorno. Dedicato principalmente alla geodesia spaziale e al telerilevamento, il CGS (Centro di geodesia spaziale) sta ultimamente rivolgendosi anche ad altri campi, primi fra tutti la robotica spaziale e le missioni interplanetarie; tutte le attività sono svolte in un contesto di collaborazione internazionale. Telespazio è, fin dal 1983, responsabile della gestione operativa. Recentemente è stato raggiunto un accordo tra l'Agenzia Spaziale Italiana e la Regione Basilicata per il potenziamento delle attività del centro, con la costituzione di una cittadella dello spazio[48].
Musei[modifica | modifica wikitesto]
  • Museo archeologico nazionale Domenico Ridola: contiene materiale proveniente prevalentemente dal territorio materano e riveste particolare interesse per lo studio della preistoria nell'Italia meridionale e per la conoscenza delle culture e delle popolazioni indigene (Enotrie e Lucane) venute in contatto con le colonie greche della costa ionica. Vi si trova la sezione preistorica, la più tipica del museo, e poi le sale della valle del Bradano, della valle del Basento, di Matera e dintorni, e infine la sala Ridola, in cui vi sono documenti testimonianti l'attività di Domenico Ridola, medico e archeologo materano e fondatore del museo.
Palazzo Lanfranchi
  • Museo Nazionale d'Arte Medievale e Moderna: è ospitato nei locali del seicentesco Palazzo Lanfranchi. È suddiviso in quattro sezioni: Arte Sacra, Collezionismo, Arte Contemporanea e Sezione etnoantropologica, e vi sono esposti dipinti di alcuni importanti artisti come Luca Giordano, Carlo Levi, ed opere di Abraham Brueghel, Giovan Battista Ruoppolo e Mattia Preti appartenenti alla collezione di Camillo D'Errico.
  • MUSMA Museo della scultura contemporanea di Matera: posto all'interno di Palazzo Pomarici, un vasto edificio risalente al XVII secolo situato nei Sassi, raccoglie una collezione di opere che raccontano la storia della scultura dalla fine del XIX secolo ad oggi.
  • Museo-laboratorio della civiltà contadina: raccolta di oggetti ed attrezzi degli antichi mestieri dei Sassi.
  • Museo Diocesano: inaugurato nel 2011, ha sede negli ambienti dell'ex Seminario, e si sviluppa in tre sale in cui sono esposte opere datate tra l'XI ed il XIX secolo, tra cui una croce pettorale bizantina risalente alla metà dell'XI secolo, il reliquiario a braccio di Sant'Eustachio ed il reliquiario di San Giovanni da Matera, risalenti entrambi al XV secolo[49].
  • Museo storico "Generale Ignazio Pisciotta": il museo narra della Grande Guerra, della seconda guerra mondiale e dei vari periodi bellici coloniali italiani; sulla scorta del coinvolgimento di Matera e dei materani, inoltre narra del Risorgimento e della Resistenza nella città di Matera[50].
  • Museo della raccolta delle acque: ha sede nelle chiese sconsacrate di San Giovanni da Matera e del Purgatorio Vecchio con il sottostante Palombaro, riserva di acqua pubblica del Sasso Caveoso[51].
  • Casagrotta di Vico Solitario: antica abitazione scavata nella roccia tipicamente arredata situata nel Sasso Caveoso[52].
  • La Casa di Ortega: situata in un fortilizio longobardo nel Sasso Barisano, ospita venti bassorilievi policromi realizzati dal pittore spagnolo José Ortega negli anni settanta durante il suo soggiorno nella città dei Sassi, oltre a ceramiche e produzioni artigianali locali[53].
  • Parco scultura la Palomba: situato in una cava di tufo a cielo aperto dismessa, in località La Palomba all’interno del Parco Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri del Materano, è stato creato dallo scultore Antonio Paradiso [54].
Media[modifica | modifica wikitesto]
Alla fine degli anni settanta nasce l'emittente radio-televisiva TRM, che ha dato vita negli anni a diversi appuntamenti di costume che hanno rivitalizzato la città. A cavallo tra gli anni ottanta e anni novanta va ricordata anche l'emittente Tele Basilicata Matera, abbreviato TBM, successivamente trasferitasi nella città di Taranto.
Sul versante dell'emittenza radiofonica è presente a Matera Radio Radiosa che trasmette in città sulla frequenza di 98.500 MHz e che, oltre a mandare in onda musica si interessa di notiziari locali e nazionali.
Le puntate 3, 4 e 5 dell'anime D.Gray-man, dal titolo "Il fantasma di Matera"[55], "Aria del vecchio della terra e della notte del cielo" e "Fammi sentire una ninna-nanna" sono ambientate nella Matera dell'Ottocento.
Cinema[modifica | modifica wikitesto]
Per il suo suggestivo carattere paesaggistico, Matera è stata scelta spesso come ambientazione di molti film, e negli ultimi anni anche di diverse fiction e serie televisive. Finora, le pellicole registrate in tutto o in parte nel comune materano sono[56][57][58]:
  • 1949: Nel Mezzogiorno qualcosa è cambiato, documentario diretto da Carlo Lizzani.
  • 1950: Le due sorelle, diretto da Mario Volpe.
  • 1953: La lupa, diretto da Alberto Lattuada.
  • 1961: Italia '61, documentario diretto da Jan Lenica.
  • 1962: Gli anni ruggenti, diretto da Luigi Zampa con Nino Manfredi, Gino Cervi, Gastone Moschin, Salvo Randone
  • 1963: Il demonio, diretto da Brunello Rondi.
  • 1964: Il Vangelo secondo Matteo, diretto da Pier Paolo Pasolini.
  • 1965: Made in Italy, film ad episodi, diretto da Nanni Loy.
  • 1967: C'era una volta..., diretto da Francesco Rosi, con Omar Sharif e Sophia Loren.
  • 1972: Il decamerone nero, diretto da Piero Vivarelli.
  • 1974: Allonsanfàn, diretto da Paolo e Vittorio Taviani, con Marcello Mastroianni e Lea Massari.
  • 1974: Il tempo dell'inizio, diretto da Luigi Di Gianni.
  • 1975: L'albero di Guernica, diretto da Fernando Arrabal, con Mariangela Melato.
  • 1975: Qui comincia l'avventura, diretto da Carlo Di Palma, con Monica Vitti, Claudia Cardinale.
  • 1978: Volontari per destinazione ignota, diretto da Alberto Negrin, con Michele Placido.
  • 1979: Cristo si è fermato a Eboli, diretto da Francesco Rosi, con Gian Maria Volonté.
  • 1981: Tre fratelli, diretto da Francesco Rosi.
  • 1985: King David, con Richard Gere.
  • 1990: Il sole anche di notte, diretto da Paolo e Vittorio Taviani.
  • 1995: L'uomo delle stelle, diretto da Giuseppe Tornatore.
  • 1998: Del perduto amore, diretto e interpretato da Michele Placido.
  • 1999: Terra bruciata, diretto da Fabio Segatori, con Giancarlo Giannini e Raul Bova.
  • 2004: La Passione di Cristo, diretto da Mel Gibson, con Jim Caviezel e Monica Bellucci.
  • 2005: Mary, diretto da Abel Ferrara, con Juliette Binoche e Forest Whitaker.
  • 2006: Il rabdomante, regia di Fabrizio Cattani, con Andrea Osvárt, Riccardo Zinna, Lucianna De Falco, Massimo Sarchielli, Pascal Zullino, Nando Irene.
  • 2006: Omen - Il presagio, diretto da John Moore.
  • 2006: Il lato grottesco della vita, diretto da Federica Di Giacomo, premio Cipputi al Torino Film Festival.
  • 2006: Nativity, diretto da Catherine Hardwicke.
  • 2006: Artemisia Sanchez, fiction diretta da Ambrogio Lo Giudice con Fabio Fulco e Lucio Dalla.
  • 2008: Paolo VI - Il Papa nella tempesta, regia di Fabrizio Costa con Fabrizio Gifuni.
  • 2010: Crimini (seconda stagione) - Episodio "Bestie", diretto da Andrea Manni con Pietro Taricone, Christiane Filangieri, Tomas Arana.
  • 2011: Passannante, regia di Sergio Colabona con Fabio Troiano, Ulderico Pesce, Andrea Satta, Alberto Gimignani e Luca Lionello.
  • 2012: Il ragioniere della mafia, regia di Federico Rizzo con Lorenzo Flaherty, Tony Sperandeo, Ernesto Mahieux e Nando Irene.
  • 2015: Noi e la Giulia, regia di Edoardo Leo con Luca Argentero, Stefano Fresi, Claudio Amendola.
  • 2015: Let's get married, regia di Liu Jiang con Gao Yuanyuan e Jiang Wu.
  • 2016: Ben-Hur, regia di Timur Bekmambetov con Jack Huston e Morgan Freeman
  • 2017: Sorelle, regia di Cinzia TH Torrini con Anna Valle e Loretta Goggi
  • 2017: Wonder Woman, regia di Patty Jenkins con Gal Gadot e Chris Pine
  • 2018: Maria Maddalena, regia di Garth Davis con Rooney Mara e Joaquin Phoenix
Matera appare nei videoclip dei brani:
  • 2014: Sun Goes Down, di Robin Schulz[59]
  • 2016: Spit Out the Bone, dei Metallica[60]
  • 2017: La felicità, di Fabrizio Moro[61]
Teatro[modifica | modifica wikitesto]
  • Cineteatro Duni
Compagnie teatrali[modifica | modifica wikitesto]
In città operano diverse compagnie teatrali e scuole di teatro, come il Teatro dei Sassi, l'Hermes Teatro Laboratorio, il centro di cultura teatrale Skenè, il Gruppo Teatro Matera, la Compagnia Talìa Teatro che propone sia teatro in lingua che teatro dialettale, ed altre compagnie di teatro dialettale quali Il Sipario, il Teatro del Carro Parlante, la Compagnia del Teatro Povero e il Teatro fatto in casa.[Chiarire la rilevanza. Le fonti?]
Musica[modifica | modifica wikitesto]
  • Polifonica materana "Pierluigi da Palestrina": sorta nel 1944 e tuttora in attività. Organizza annualmente la rassegna polifonica Petra Matrix ambientata nelle chiese storiche e rupestri del centro storico e dei Sassi[62].
  • Gruppi musicali: a Matera vi sono diversi gruppi musicali di vario genere, tra i quali il gruppo rock Le Mani, i cui componenti sono originari della città dei Sassi.
  • Conservatorio Egidio Romualdo Duni di Matera (Istituzione di alta cultura)[63].
  • L.A.M.S. - Laboratorio Arte Musica e Spettacolo, Onlus, svolge la sua attività dal 1989 in tre ambiti: 1-Attività concertistica con l'Orchestra da Camera di Matera e la Polifonica Rosa Ponselle; 2- Accademia Musicale Rosa Ponselle che organizza corsi musicali ordinari, pre-accademici e di perfezionamento; Promozione dei giovani talenti con l'organizzazione del Concorso di Esecuzione Musicale Città di Matera e il Concorso Internazionale di Composizione Musicale.
Eventi[modifica | modifica wikitesto]
  • Grandi Mostre nei Sassi[64][65], mostre antologiche di scultura contemporanea realizzate ogni anno nei mesi estivi all'interno del complesso rupestre di San Nicola dei Greci e Madonna delle Virtù nel Sasso Barisano, organizzate dal 1978 e poi stabilmente dal 1987 dal Circolo Culturale La Scaletta.
  • Festival Duni[66][67], rassegna concertistica dedicata al compositore materano Egidio Romualdo Duni, che si tiene nel mese di luglio;
  • Women's Fiction Festival[68][69], evento dedicato alla narrativa femminile che si svolge nel mese di settembre;
  • Festival Gezziamoci[70][71], rassegna di musica jazz, nei mesi di giugno, agosto e dicembre;
  • Materadio[72], la festa di Rai Radio 3.
Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]
Vista panoramica
Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Quartieri di Matera.
Panoramica della zona nord della città
Veduta panoramica dei Sassi
La città, che fino ai primi anni cinquanta era equamente divisa tra i Sassi ed il piano, cioè la dorsale corrispondente all'attuale centro cittadino che corre lungo tutto il ciglio dei Sassi, a partire dal 1952, anno in cui fu approvata la legge di sfollamento dei Sassi, cominciò ad espandersi nei nuovi quartieri.
Anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]
I primi quartieri della nuova città avevano come principali caratteristiche ampi spazi verdi comuni ed edifici di pochi piani, per cercare di riprodurre il più possibile i modelli di vita sociale dei Sassi; in quegli anni, grazie anche all'intervento di Adriano Olivetti - allora Presidente dell'Istituto di Urbanistica e Vicepresidente dell'UNRRA Casas (ente preposto all'assistenza economica e civile delle popolazioni delle Nazioni Unite danneggiate dalla guerra) - i più grandi nomi dell'architettura italiana si concentrarono sulla città di Matera, trasformandola in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto. Nacquero il borgo rurale di La Martella, opera di grande rilevanza architettonica della corrente Neorealista del Razionalismo italiano, inaugurato il 17 maggio 1953 da Alcide De Gasperi, progettato dall'architetto Ludovico Quaroni; Serra Venerdì, primo complesso urbano inaugurato nel 1956, sorto dopo la legge speciale e progettato dall'architetto Luigi Piccinato, autore tra l'altro del primo Piano Regolatore della città; il rione Lanera (1957), in posizione elevata su una delle colline più alte della città, progettato dall'ing. Marcello Fabbri e dall'architetto Coppa; il rione Spine Bianche (1957), interamente in cotto, con la parrocchia ed i servizi al centro del quartiere, progettato dall'architetto Carlo Aymonino; più in là il rione Villalongo, sorto per iniziativa dell'INA-Casa, il rione Agna, nato inizialmente come borgo rurale poi congiuntosi al resto della città, con case ad un piano circondate da terreni coltivabili, progettato dal Genio civile, il rione Platani, San Giacomo, Serra Rifusa, Rione Pini e quelli più recenti.
Veduta dall'edificio civile più alto della città.
Il grattacielo visto dal basso.
Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]
Alla precedente linea evolutiva regolare dell'urbanistica della città, a partire dagli anni novanta è seguita invece una dinamica più disordinata dando vita a nuove zone edificate caratterizzate da edifici sproporzionati in altezza. A questa situazione si è aggiunta: una riduzione degli spazi verdi, una riduzione della dimensione delle carreggiate stradali, una frequente assenza di completamento delle opere di urbanizzazione. Così, mentre la città continuava ad espandersi ai due estremi opposti con le nuove zone di Matera 2000, Aquarium ed Agna Le Piane, nascevano anche i due principali esempi di tale urbanizzazione proiettata verso l'alto, il Centro direzionale, alle spalle del palazzo comunale, e la Zona 33 di Via La Martella. Al centro di quest'ultima vi è il cosiddetto grattacielo di Via La Martella, un palazzo di 14 piani (più due parzialmente sotterranei). Il palazzo si trova a 340 m s.l.m.ed è un simbolo della fagocitazione della città nuova a discapito degli agri rurali che giungevano fin dentro la città stessa.
Economia[modifica | modifica wikitesto]
Agricoltura e prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]
Da sempre centro agricolo, Matera è famosa per la coltivazione dei cereali, in particolare il grano duro, e la produzione della pasta, del pane (il pane di Matera IGP), dell'olio e del vino (i vini Matera DOC). La città fa parte dell'Associazione nazionale città del pane[73], a testimonianza dell'antichissima tradizione nella lavorazione del pane, uno degli alimenti principali del territorio materano, e dal 2012 fa parte anche dell'Associazione nazionale città dell'olio. La cucina tipica materana è strettamente collegata alla tradizione agricola e pastorale del suo territorio, e comprende oltre ai prodotti suindicati, anche piatti a base di legumi (come la tradizionale zuppa chiamata crapiata), formaggi, salumi e carni (con i tipici agnello a cutturidd e la pecora alla pignata). Le migliori ricette della cucina materana comprendono le orecchiette alla Materana, le tagliatelle con la mollica di pane, la cotechinata, la frittura di maiale, la pulljata, il pane cotto con le rape, le fave bianche e cicorie, la panaredda (tipico dolce pasquale), le cartellate e le pettole, legate alle festività natalizie[74].
Industria[modifica | modifica wikitesto]
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Al tradizionale settore primario, si è affiancato negli ultimi decenni anche quello industriale, che ha visto Matera costituire insieme alle città pugliesi di Altamura e Santeramo in Colle un polo industriale nel quale si è sviluppata sia l'industria ferroviaria con la Ferrosud che il cosiddetto polo del salotto. Questa definizione si deve ad una forte crescita industriale avvenuta durante gli anni ottantanovanta che ha permesso lo sviluppo di molte aziende di produzione di arredi da soggiorno, prevalentemente divani. Tra le più famose aziende del settore spiccano i nomi di Natuzzi (Divani & Divani), Nicoletti e Calia. Il trend positivo della produzione degli ultimi anni novanta, è rallentato considerevolmente con la crescita dei mercati asiatici, oggi principali concorrenti e luoghi in cui gli stessi imprenditori materani del salotto stanno spostando le loro attività attraverso una operazione di delocalizzazione. Il trend negativo dell'economia materana è aumentato con la chiusura definitiva del pastificio Barilla nel 2006. Questo processo è stato accelerato soprattutto dalla mancanza di arterie autostradali e dall'assenza della ferrovia di stato, ostacolando così le attività produttive e di distribuzione non solo della Barilla, ma delle altre piccole medie imprese del materano e del circondario.
Artigianato tipico[modifica | modifica wikitesto]
Grande importanza nella tradizione materana ha la produzione di oggetti di artigianato tipico, con particolare diffusione della lavorazione della cartapesta (che ha il suo massimo emblema nella costruzione del carro trionfale della Madonna della Bruna ad opera di artigiani locali), della terracotta (con il tipico fischietto a forma di gallo detto cucù, simbolo di prosperità), della calcarenite e del ferro battuto[75].
Turismo[modifica | modifica wikitesto]
Piazza Vittorio Veneto
Il settore turistico è in forte sviluppo, grazie alle numerose attrattive e peculiarità della città, all'inserimento dei Sassi di Matera nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, alla vittoria del titolo di Capitale europea della cultura 2019. Questo trionfo negli ultimi anni ha permesso di registrare un aumento nelle presenze di turisti sia italiani che stranieri. Un effetto traino che ha dato rilievo a tutta la regione. Un altro fattore importante è sicuramente legato alle località della provincia, le cui spiagge situate sul Mar Jonio distano dalla città di Matera non più di 40 km.
Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]
Strade[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Collegamento mediano Murgia–Matera–Pollino.
Matera è interessata dalla SS99 che la collega ad Altamura, e che consente di raggiungere Bari proseguendo per la SS96. Il comune per un lungo tratto è attraversato dalla SS7. La SS655 Bradanica, collega Matera a Foggiae quindi all'autostrada A14, A16 dal casello di Candela. Infine la strada provinciale 175 collega la città a Metaponto e alla Statale Jonica 106, via SS380 (Matera-Montescaglioso).
Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]
Il comune è interessato dalla ferrovia Bari–Matera–Montalbano Jonico, gestita dalle Ferrovie Appulo Lucane, una linea ferroviaria a scartamento ridotto, di cui dal 1972 è stata dismessa la parte di percorso meridionale tra Matera e Montalbano; è rimasta in esercizio la sezione tra Bari e Matera Sud.
Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]
La mobilità urbana è garantita dagli autoservizi offerti dalla società Miccolis S.p.a[76]. I trasporti interurbani vengono gestiti da Sita Sud e Fal. Alcune autolinee a lunga percorrenza collegano Matera a diverse località italiane.
La città è dotata di una rete di piste ciclabili.[77]
Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]
Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Matera.
Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]
  • Isola di Capo Rizzuto[78]
  • Vigevano
  • Cartagena de Indias
  • Petra
  • Mantova
  • Esiste un patto d'azione con Montescaglioso (MT) , firmato fra i due sindaci nel febbraio 2017[79].
Sport[modifica | modifica wikitesto]
Calcio
La principale squadra di calcio del comune è la Società Sportiva Matera Calcio, nata nel 1933, che milita in Lega Pro. Ha assunto diverse denominazioni nella sua storia e come massimo risultato ha raggiunto il campionato di Serie B (1979-80) ed ha vinto 1 Trofeo Jacinto ed 1 Coppa Italia Serie D.
La seconda società di calcio della città l'A.S.D. Sporting Matera, nata nel 2010, che ha disputato il campionato di Eccellenza lucana, nel 2017 tramite una fusione con il Montescaglioso ha ceduto il titolo sportivo.
Per quanto riguarda invece il calcio a 5, hanno sede nella località la società Real Team Matera Calcio a 5, fondata nel 1985 e militante nella Serie B , vincitrice di 1 Coppa Italia di Serie B , e il Futura Matera , anche essa in Serie B.
Pallacanestro
La squadra maschile più importante della città è l'Olimpia Basket Matera, fondata nel 1960 e che attualmente partecipa al campionato di Serie B dopo aver militato anche in Serie A2. Le altre società attive sono la Pielle e la Virtus che operano solo a livello giovanile ma che in passato hanno raggiunto la Serie C regionale con formazioni senior. Fino ai primi anni Novanta anche lo Sporting Club, la più antica società di basket della Città dei Sassi, prendeva parte a campionati giovanili e senior prima del suo scioglimento.
Pallavolo
In questo sport, sono presenti: la società Pallavolo Femminile Matera, fondata nel 1976, che ha vinto nella sua storia, 4 Scudetti, 3 Coppe Italia, e numerosi titoli internazionali essendo stata per due volte Campione d'Europa. Ha concluso la sua attività nel 2000, e dal 2012 le attività pallavolistiche vengono svolte dalla A.S.D. PVF Matera che milita nel campionato di Serie C. In campo maschile il Volley Club Matera come massimo campionato ha disputato due volte la serie A2. Altra società cittadina è la Pallavolo Matera Bulls, che ha militato nel campionato di Serie A2 dal 2012 al 2015.
Nel 2003 ha avuto luogo, in compartecipazione con le città di Andria e Gioia del Colle, l'undicesima edizione del World Grand Prix di pallavolo femminile.
Ciclismo
Matera è stata più volte arrivo di tappa del Giro d'Italia:
  • 1976: 6ª tappa (26 maggio), vinta da Johan De Muynck.
  • 1985: 8ª tappa (25 maggio), vinta da Acácio Da Silva.
  • 1998: 7ª tappa (23 maggio), vinta da Mario Cipollini.
  • 2000: 4ª tappa (17 maggio), vinta da Mario Cipollini.
  • 2003: 2ª tappa (11 maggio), vinta da Fabio Baldato.
  • 2013: 5ª tappa (8 maggio), vinta da John Degenkolb.
Hockey su pista
Ha sede in città l'Associazione Sportiva Dilettantistica Pattinomania Matera, fondata nel 1997 e militante in serie A1. Ha vinto 1 Scudetto femminile nel 2015[80].
Nel 2015, la città di Matera ha ospitato il tredicesimo Campionato Europeo femminile di Hockey su pista.
Altri sport[modifica | modifica wikitesto]
Per l'atletica leggera è presente la Polisportiva Rocco Scotellaro Matera, fondata nel 1963.
La squadra di pallanuoto è l'AICS Matera Nuoto, quella di rugby è la Murgia Rugby, nata dall'unione dell'A.S. Rugby Matera con altre tre associazioni rugbistiche dei centri vicini[81]. Il Circolo Schermistico Matera è un'associazione sportiva dilettantistica che svolge attività dal 1956[82].
Nel comune è presente un Circolo Tennis fondato nel 1962 che organizza il Torneo nazionale Open Città di Matera[83], si svolge inoltre attività di tennistavolo, le società rappresentative in campionati a squadre nazionali sono l'ASD Colmarboys TT Matera in serie C/1 maschile e la Polisportiva Casalnuovo Matera in serie B/1 maschile[84].
Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]
Stadio XXI Settembre - Franco Salerno
  • Campo scuola-pista d'atletica Raffaele Duni; vi gioca la Polisportiva Rocco Scotellaro Matera. Ha ospitato la Finale Argento dei Campionati Italiani Assoluti di Società 2015.
  • Campi tennis; circolo tennis.
  • Palasassi Salvatore Bagnale; 2000 posti vi gioca l'Olimpia Basket Matera.
  • Stadio XXI Settembre Franco Salerno; 7490 posti vi gioca la Società Sportiva Matera Calcio.
  • Tensostruttura; vi giocano l'Associazione Sportiva Dilettantistica Pattinomania Matera e la Real Team Matera Calcio a 5. Ha ospitato i Campionati europei femminili di hockey su pista 2015.
Eventi sportivi[modifica | modifica wikitesto]
La città ospita nel mese di giugno due eventi sportivi giovanili: la coppa Gaetano Scirea, torneo internazionale di calcio e per i giovanissimi; il Minibasket in piazza[85], manifestazione cestistica internazionale riconosciuta dalla FIBA Europe[86] che si svolge dal 1993. Viene inoltre organizzato il Giro dei due Sassi, gara podistica internazionale.
Note[modifica | modifica wikitesto]
  1. ^ Coalizione
  2. ^ Apparentamento ballottaggio
  3. ^ a b Bilancio demografico 2017, su demo.istat.it. URL consultato il 5 marzo 2018.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia(PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ Luciano Canepari, Matera, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  6. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  7. ^ Comuni della Basilicata per popolazione, su Tuttitalia.it. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  8. ^ Comuni della Basilicata per superficie territoriale, su Tuttitalia.it. URL consultato il 7 dicembre 2016.
  9. ^ Leonardo A. Chisena, Matera dalla civita al piano: stratificazione, classi sociali e costume politico, Congedo, 1984, p.7
  10. ^ La classifica delle 10 più antiche città del mondo travel365.it
  11. ^ 21 settembre '43: medaglia d'oro a Matera, ansa.it.
  12. ^ Visita Pastorale in Basilicata: Atto di affidamento alla Madonna della comunità di Matera - Irsina (27 aprile 1991) | Giovanni Paolo II, su w2.vatican.va. URL consultato il 19 novembre 2016.
  13. ^ (EN) Saranno Matera e Plovdiv le capitali europee della cultura 2019, su www.eurocomunicazione.com. URL consultato il 20 aprile 2018.
  14. ^ Ambiente e ambienti, https://www.ambienteambienti.com/vulcanello-tra-puglia-e-basilicata/.
  15. ^ Comuni lucani per superficie tuttitalia.it
  16. ^ Classificazione sismica dei comuni lucani, su regione.basilicata.it. URL consultato il 20 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 14 gennaio 2009).
  17. ^ Tabella climatica (TXT), su clisun.casaccia.enea.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  18. ^ Classificazioni climatiche dei comuni lucani [collegamento interrotto], su confedilizia.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  19. ^ a b Rota-Tommaselli-Conese, p. 6
  20. ^ Le diverse ipotesi sull'origine del nome della città sono elencate nelle seguenti opere: Francesco Paolo Volpe, pp. 19-21; Giuseppe Gattini, pp. 5-7; Raffaele Giura Longo, pp. 62-63
  21. ^ Vito Antonio Sirago, Il confine Apulo-Lucano al tempo di Augusto, pp. 5-6 (PDF), su sirago.net.
  22. ^ Domenico Romanelli, Antica topografia istorica del regno di Napoli, Volume 2, Napoli, Stamperia reale, 1818, p. 183.
  23. ^ Raffaele Giura Longo, pp. 62-63
  24. ^ Il Castello del conte Tramontano, su sassiweb.it. URL consultato l'8 marzo 2010.
  25. ^ Giacomo Racioppi, Storia dei popoli della Lucania e della Basilicata, Roma, Ermanno Loescher & C., 1889.
  26. ^ Le onorificenze della Repubblica Italiana quirinale.it
  27. ^ Il Presidente Mattarella ha consegnato la Medaglia d'Oro al Merito civile alla città di Matera, Quirinale.it
  28. ^ ANSA, ansa.it, http://www.ansa.it/basilicata/notizie/2017/10/31/i-sassi-di-matera-in-moneta-da-10-euro_840a8f65-d822-4ba4-94d3-fe83e8acc9dc.html. URL consultato il 21 luglio 2018.
  29. ^ Statuto A., Gambetta G., Matera e l'acqua, Matera, Collana ParcoMurgia, 2016.
  30. ^ La Cripta del Peccato Originale, su zetema.org. URL consultato il 15 luglio 2009 (archiviato dall'url originale il 4 maggio 2009).
  31. ^ La Cappella Sistina della civiltà rupestre, su lacittadelluomo.it. URL consultato il 15 luglio 2009.
  32. ^ Opere degli interni di Palazzo Malvinni Malvezzi (PDF) [collegamento interrotto], su consiglio.basilicata.it. URL consultato il 18 maggio 2009.
  33. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT; URL consultato in data 28-12-2012.
  34. ^ Statistiche ISTAT 31/12/2014. La presenza straniera a Matera, su demo.istat.it. URL consultato il 16 giugno 2015.
  35. ^ in un decreto del 968 di Niceforo Foca veniva dato mandato a Polieucte di consacrare i vescovi di Acerenza, Tricarico, Irsina, Matera, Gravina e Tursi.
  36. ^ Per un'organica documentazione visiva riferita alla festa si veda, La Madonna della Bruna, Matera, luglio 1989, ricerca demo-antropologica Ester Maria Console, regia Paolo Mercurio, ICBSA_VI_SC258_F1-400R_1
  37. ^ Presepe vivente nei Sassi di Matera, su presepematera.it. URL consultato il 30 novembre 2017.
  38. ^ Matera: ai Sassi presepe vivente più grande del mondo, agi.it. URL consultato il 6 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 27 marzo 2015).
  39. ^ Matera: migliaia per il 'Presepe più grande del mondo', ansa.it. URL consultato il 6 gennaio 2015.
  40. ^ La Via Crucis nei Sassi di Matera, su viacrucisneisassidimatera.it. URL consultato il 19 aprile 2011.
  41. ^ La Crapiata, lacittadelluomo.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  42. ^ Sagra della crapiata a Matera, guidematera.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  43. ^ Presentazione (PDF), old.consiglio.basilicata.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  44. ^ Sito CIDAC, su mecenate90.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  45. ^ Sito Matera 2019, su matera2019.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  46. ^ Capitale europea della Cultura 2019, designata Matera, su repubblica.it. URL consultato il 3 ottobre 2015.
  47. ^ Sito del Liceo Duni [collegamento interrotto], su classicoduni.it. URL consultato il 14 maggio 2017.
  48. ^ Agenzia Spaziale Italiana, Nasce a Matera la Cittadella dello spazio [collegamento interrotto], su asi.it, 17 novembre 2009.
  49. ^ Inaugurazione Museo Diocesano di Matera, Beniculturali.it. URL consultato il 19 aprile 2011.
  50. ^ Museo storico "Generale Ignazio Pisciotta", su beniculturali.it.
  51. ^ Sassi Santi e Secoli, su www.sassisantiesecoli.it. URL consultato il 19 novembre 2016.
  52. ^ Casagrotta di Vico Solitario, su casagrotta.it.
  53. ^ La Casa di Ortega, su casaortega.it.
  54. ^ Parco scultura La Palomba, su basilicatanet.com.
  55. ^ Anteprima de "Il Fantasma di Matera", su sassiphoto.com. URL consultato il 2 settembre 2008.
  56. ^ Appendice - I film girati nei Sassi e nel materano, cinemavvenire.it. URL consultato il 5 giugno 2013.
  57. ^ Film girati a Matera, da sassiweb.it, sassiweb.it. URL consultato il 15 gennaio 2010.
  58. ^ Cinema a Matera, percorsiguidati.it. URL consultato il 5 giugno 2013.
  59. ^ Sun Goes Down, il videoclip di Robin Schulz girato anche a Matera, vocespettacolo.com. URL consultato il 20 novembre 2016.
  60. ^ Matera nel nuovo video dei Metallica, retecinemabasilicata.it. URL consultato il 20 novembre 2016.
  61. ^ Fabrizio Moro a Matera per le riprese del videoclip del nuovo singolo “La Felicità”, sassilive.it. URL consultato il 12 aprile 2016.
  62. ^ Rassegna Polifonica Petra Matrix, su polifonicamaterana.it. URL consultato il 19 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 20 ottobre 2007).
  63. ^ Sito ufficiale Conservatorio di Matera, su conservatoriomatera.it. URL consultato il 13 febbraio 2013.
  64. ^ Le Grandi Mostre nei Sassi, lascaletta.net. URL consultato il 19 maggio 2009 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2009).
  65. ^ Si chiude a Matera rassegna "Grandi Mostre nei Sassi", regione.basilicata.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  66. ^ Festival Duni, festivalduni.it. URL consultato il 9 giugno 2009.
  67. ^ Inizia oggi a Matera il XVI Festival Duni, beniculturali.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  68. ^ Women's Fiction Festival, womensfictionfestival.com. URL consultato il 9 giugno 2009.
  69. ^ Women's Fiction Festival: a Matera incontri d'autore, illibraio.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  70. ^ Gezziamoci a Matera, gezziamociamatera.onyxjazzclub.it. URL consultato il 9 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 30 maggio 2009).
  71. ^ Viaggio in Italia sulle note del jazz, ansa.it. URL consultato il 14 dicembre 2015.
  72. ^ Rai.tv - Materadio, materadio.rai.it. URL consultato l'8 novembre 2017.
  73. ^ Sito Città del pane, su cittadelpane.it. URL consultato il 20 maggio 2009.
  74. ^ Ricette della cucina materana, su originalitaly.it. URL consultato il 19 maggio 2010.
  75. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 3, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
  76. ^ Miccolis AutoLinee, Linee autobus Matera, su miccolis-spa.it.
  77. ^ Sassi Land, Matera prima per piste ciclabili e ZTL, Potenza per aree pedonali, Sassi Land, 1º agosto 2014. URL consultato il 22 ottobre 2014.
  78. ^ comune.matera.it, http://www.comune.matera.it/dal-comune-int/item/1419-firmato-il-gemellaggio-fra-matera-e-isola-capo-rizzuto..
  79. ^ comune.matera.it, http://www.comune.matera.it/dal-comune-int/item/1232-firmato-il-patto-d-azione-fra-matera-e-montescaglioso.
  80. ^ Sinus Matera campione d'Italia - VIDEO - Altri sport - RaiSport. URL consultato il 4 ottobre 2015.
  81. ^ Sito ufficiale Murgia Rugby, su murgiarugby.com. URL consultato il 24 ottobre 2015(archiviato dall'url originale il 19 marzo 2016).
  82. ^ Sito ufficiale Circolo Schermistico Matera, su scherma-matera.it. URL consultato il 23 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2010).
  83. ^ Sito ufficiale Circolo Tennis Matera, su circolotennismatera.it. URL consultato l'11 luglio 2011 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2011).
  84. ^ Sito ufficiale Federazione Italiana Tennistavolo, su fitet.org. URL consultato il 24 novembre 2014.
  85. ^ Albo d'oro, su piellematera.it. URL consultato il 24 marzo 2009.
  86. ^ Minibasket in piazza: è arrivato il riconoscimento della FIBA Europe, su piellematera.it. URL consultato il 24 marzo 2009.
Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]
  • Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Torino, Einaudi, 1945, ISBN 88-06-42283-9.
  • Francesco Paolo Volpe, Memorie storiche profane e religiose sulla città di Matera, Napoli, Simoniana, 1818.
  • Giuseppe Gattini, Note storiche sulla città di Matera, Napoli, Perrotti, 1882.
  • Raffaele Giura Longo, Sassi e secoli, Matera, BMG, 1970.
  • Lorenzo Rota - Mario Tommaselli - Franco Conese, Matera - storia di una città, Matera, BMG, 1981.
  • Raffaele Giura Longo, Breve storia della città di Matera, Matera, BMG, 1981.
  • Leonardo Sacco, Matera contemporanea - cultura e società, Matera, Basilicata Editrice, 1982.
  • Pietro Laureano, Giardini di pietra - I Sassi di Matera e la civiltà mediterranea, Torino, Bollati Boringhieri, 1993, ISBN 88-339-0812-7.
  • Cosimo Damiano Fonseca,Rosalba Demetrio, Grazia Guadagno, Matera, Bari, Laterza, 1999, ISBN 88-420-5670-7.
  • Giulio Fortunato, Merovingi in Lucania e a Matera. Il Principe Paolo Onofrio Nuzzolese., S.E.M., 2001.
  • Federico Bilò, Ettore Vadini, Matera e Adriano Olivetti. Conversazioni con Albino e Leonardo Sacco, Fondazione Adriano Olivetti, Collana Intangibili, 2013
  • Federico Bilò, Ettore Vadini, Matera e Adriano Olivetti, Francesca Limana (a cura di), Edizioni di Comunità, 2016
  • Statuto A., Gambetta G., Matera e l'acqua, Matera, Collana ParcoMurgia, 2016.
Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]
  • Associazione nazionale città del pane
  • Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto
  • Conti di Matera
  • Ferrovia Ferrandina-Matera
  • Primi 100 comuni italiani per superficie
Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]
  • Wikiquote contiene citazioni su Matera
  • Wikizionario contiene il lemma di dizionario «Matera»
  • Wikinotizie contiene notizie di attualità su Matera
  • Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Matera
  • Wikivoyage contiene informazioni turistiche su Matera
Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]
  • Sito istituzionale ufficiale, su comune.matera.it.
  • Matera, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  • Matera 2019 official website, su matera-basilicata2019.it.
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V · D · M
Matera


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Comuni della provincia di Matera
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Italia · Capoluoghi di provincia, di libero consorzio comunale, di città metropolitana e di regione
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V · D · M
UNESCO Patrimoni dell'umanità in Italia
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Capitali europee della cultura
mostra
V · D · M

da basilicatanet.com
Matera
Matera la Città dei Sassi Patrimonio Mondiale UNESCO
Matera è una città tra le più antiche del mondo il cui territorio custodisce testimonianze di insediamenti umani a partire dal paleolitico e senza interruzioni fino ai nostri giorni. Rappresenta una pagina straordinaria scritta dall’uomo attraverso i millenni di questa lunghissima storia.

Matera è la città dei Sassi, il nucleo urbano originario, sviluppatosi a partire dalle grotte naturali scavate nella roccia e successivamente modellate in strutture sempre più complesse all’interno di due grandi anfiteatri naturali che sono il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano.
Nel 1993 l’UNESCO dichiara i Sassi di Matera Patrimonio Mondiale dell’Umanità
I Sassi di Matera sono il 6° sito in Italia in ordine cronologico, il primo nel meridione.
In occasione di questa iscrizione, per la prima volta l’UNESCO utilizza nei criteri e nelle motivazioni il concetto di Paesaggio Culturale, che in seguito verrà utilizzato per motivare l’iscrizione di altri siti nel mondo.

Il 17 Ottobre 2014 Matera è stata designata Capitale Europea della Cultura per il 2019
Matera è al centro di un incredibile paesaggio rupestre che conserva un grande patrimonio di cultura e tradizioni, ed è sede di eventi espositivi di grande prestigio nazionale ed internazionale.

da lifegate.it
Cosa vedere a Matera, 5 mete da visitare nella capitale europea della cultura 2019
TURISMO
Pubblicato il 15 GEN 2018
di  
SIMONA DENISE DEIANAMatera, Italia
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Capitale europea della cultura 2019, Matera è una città che viene riscoperta ogni giorno di più per rivelare la sua straordinaria bellezza. Un itinerario delle cose da vedere a Matera e dintorni, da fare anche in pochi giorni.
“Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza”, così scrisse Carlo Levi su Matera, la città della Basilicata per anni considerata vergogna d’Italia ma ora eletta a Capitale europea della cultura 2019. Una consacrazione che non fa che confermare ciò che i lucani – e non solo – sanno già: Matera è una città unica, fragile e meravigliosa. I nostri consigli tra per un itinerario a Matera e dintorni da fare anche in pochi giorni, luoghi da visitare ed esperienze da fare in questo gioiello per scoprirlo e imparare ad amarlo.
Leggi anche: Da vergogna dell’Italia, ecco perché Matera diventa capitale della cultura europea
Musma, il Museo delle scultura contemporanea di Matera
Come accade per tutte le meraviglie a Matera, anche il Musma va scovato: si trova nel Sasso Caveoso, in una zona davvero suggestiva della città ma un po’ labirintica. Da subito ci si accorge di essere in un luogo davvero unico, si tratta infatti del più importante museo italiano interamente dedicato alla scultura. Una forma d’arte spesso poco valorizzata nel nostro paese che qui invece ha spazi interamente dedicati e incredibilmente suggestivi. Si sviluppa all’interno di Palazzo Pomarici (risalente al Sedicesimo secolo) ma anche negli ampi ipogeiscavati, così la vasta collezione di opere d’arte che illustra la storia della scultura italiana e internazionale dalla fine dell’Ottocento a oggi attraverso sculture, ceramiche, medaglie, gioielli, disegni, opere grafiche e libri d’artista, acquista ancora più forza grazie all’atmosfera creata dagli ambienti rupestri.
È un percorso emozionante e a tratti misterioso: il consiglio è quello di non farsi guidare dalla mappa del museo ma di seguire la luce che entra dall’alto, dal cortile, dalle aperture nei Sassi e farsi stupire da ciò che illumina. Non si apprezzeranno così solo le sculture ma anche la località che è essa stessa arte. Colpisce il silenzio, i suoni che a volte accompagnano delle opere e il gioco di luci e ombre creato dall’essere all’interno dei Sassi. Un’esperienza magnifica, da vivere per imparare ad apprezzare la scultura nelle sue forme più varie e capire l’importanza della simbiosi tra luogo e opere d’arte. Il Musma è al momento l’unico museo “in grotta” al mondo, una delle eccezionalità italiane da scoprire e per cui meravigliarsi. Il museo è chiuso il lunedì, da ottobre a marzo apre dalle 10 alle 14, da aprile a settembre anche dalle 16 alle 20.
Leggi anche: Matera senza tempo, un viaggio nella città dei sassi
Il Musma si trova nei Sassi ed è all’interno di un palazzo storico e di ipogei scavati nella roccia. Foto Musma
Visitare la città (non solo i Sassi) all’alba e al tramonto
Matera non è solo i Sassi, ci sono molti scorci caratteristici anche nella città alta – la Civita come la chiamano qui – che consigliamo di visitare soprattutto in alcuni momenti della giornata. Ci si accorge da subito infatti che qui la luce ha molta importanza: anche durante l’inverno è facile che Matera sia assolata e il sole sia sui Sassi sia su alcuni monumenti in città rende tutto più suggestivo. Esplorarla alle prime luci dell’alba è la cosa migliore: i locali non si sono ancora svegliati per cominciare la loro giornata lavorativa e i turisti impavidi e mattinieri sono sempre pochi.
Un itinerario consigliato è quello che vi porterà a scoprire i Sassi, la parte bassa della città, solo dopo aver visto cosa vi offre la parte alta di Matera: la chiesa di San Biagio è un piccolo gioiello, aperto però solo il 3 febbraio per festeggiare il suo santo; continuando verso il centro si incontra la chiesa di San Giovanni Battista, un armonioso misto tra romanico, gotico ed elementi arabi; in piazza Vittorio Veneto invece in un angolo, illuminato dal suo color ocra quando la bacia il sole, c’è la chiesa di San Domenico con il relativo convento, qui al centro del rosone è raffigurato un cane che ha una fiaccola in bocca, simbolo dei domenicani (domini canes, il cane a guardia del Signore: la fiaccola rappresenta la fede).
Anche se l’arte non appassiona, una tappa obbligata è quella a Palazzo Lanfranchi, sede del Museo nazionale d’arte medievale e moderna. Qui è custodito il dipinto di Carlo Levi Lucania 61, basilare per comprendere davvero questa regione colma di contraddizioni. Lucania 61 fu commissionato dal Comitato per le celebrazioni del centenario dell’Unità d’Italia per rappresentare la Basilicata all’omonima mostra, inaugurata a Torino nel maggio del 1961. Carlo Levi era all’epoca l’artista che meglio avrebbe potuto descrivere la regione e per l’occasione decise di realizzare questo enorme dipinto (18,50 per 3,20 metri) dove non manca nulla dell’intero mondo lucano.
Dopo questo breve itinerario ci si può finalmente visitare i Sassi di Matera senza guida, a piedi e anche senza mappe. Se anche si perde la strada, l’importante, per tornare alla Matera “altra”, è risalire. Per un’atmosfera e colori diversi occorre attendere il tramonto. Questa volta però la gente in giro sarà tanta.
Leggi anche: Ospitalità sostenibile: lusso in chiave ecologica a Matera
Cripta del peccato originale e chiesa di Santa Lucia alle Malve
La Cripta del peccato originale va vista, sia perché custodisce al suo interno un ciclo di affreschi che sono una testimonianza dell’arte benedettina-beneventana datati tra l’Ottavo e il Nono secolo, opera dell’artista noto come il Pittore dei fiori di Matera, sia perché il percorso per arrivarci dalla città nelle giornate limpide regala scorci suggestivi. Per visitare questo luogo, che alcuni hanno definito la Cappella Sistina del rupestre, occorre qualche informazione basilare: si accede solo dopo avere prenotato, si trova fuori città ed è raggiungibile esclusivamente in macchina (attualmente non sono previste navette da Matera). Tutte le dritte le trovate qui. Appena arrivati si apprezza la bella vista sul torrente Gravina, oltre all’inequivocabile testimonianza dei problemi di mobilità della regione rappresentati dal ponte di ferro che fa parte della linea delle Ferrovie dello Stato Ferrandina-Matera realizzata tra il 1954 e il 1959 e mai terminata.
La cripta è stata “scoperta” solo negli anni Sessanta, prima veniva utilizzata come ricovero per animali e gli affreschi sono venuti alla luce solo dopo un lungo restauro. Nonostante siano stati recuperati solo in parte i dipinti, rimane una testimonianza di grande suggestione soprattutto se si riesce a immaginare questo luogo sacro così come doveva essere in origine. Santa Lucia alle Malvesi trova invece nel Sasso Caveoso ed è il primo insediamento monastico femminile dell’Ordine benedettino, risalente all’Ottavo secolo, e il più importante nella storia della città di Matera. In molti per arrivarci si perdono ma quando finalmente ci si trova davanti al piccolo portale scavato nella roccia se ne rimane meravigliati: intanto è magico il luogo dove si trova e poi gli affreschi antichissimi, alcuni addirittura di un millennio, sono stupendamente conservati perché eseguiti con una precisa tecnica conosciuta nel territorio materano dai molti Mastri frescanti attivi nel corso dei secoli.
Madonna Regina, particolare degli affreschi all’interno della Cripta del peccato originale a Matera
Cosa mangiare a Matera, gustare i piatti tipici
Non si conosce davvero una città e la sua gente se non si mangia ciò che è tipico, per questo capire Matera significa anche immergersi nelle sue tradizioni e spesso queste hanno a che fare con il cibo. Per i materani infatti mangiare è una cosa seria. Ogni ricorrenza ha il suo piatto tipico e girando per la città vedrete varie locande e ristoranti che sulla porta invitano i turisti ad assaggiare le proprie specialità. “Oggi pettole calde” è uno dei cartelli che si leggono più spesso: le pettole sono tipiche del periodo natalizio e si tratta di frittelle di pasta di pane realizzate solo con farina rimacinata di semola, acqua, sale e lievito, il tutto fritto. Ottime, specie se mangiate calde. La versione più goduriosa è il ceccio, una maxi frittella schiacciata sempre fatta con pasta di pane che spesso viene arricchita con cipolle soffritte ma anche solo con zucchero nella sua versione dolce. Ancora più semplice, sano e gustoso è il famoso pane di Matera, orgoglio cittadino che va difeso al cospetto di quello della vicina Altamura (i materani dicono che il “brevetto” è loro e i pugliesi se ne sono appropriati con dolo). Da provare è quello del panificio Pane e pace.
A Matera si fa poi un grande utilizzo di carne e uno dei piatti più tipici è la pignata, una pietanza lucana molto diffusa in cui la carne di pecora viene alternata a strati di patate, sedano, cipolle, pomodori e soppressata, il tutto cotto in una pentola di terracotta a tenuta stagna chiamata pignata. Questa si sistema all’interno di un forno a legna, lontano dalla fiamma e dalla brace, dove deve cuocere lentamente per più di tre ore, il tempo dipende dalla quantità della carne e dalla grandezza del recipiente. Prima di riporre la pignata nel forno è necessario sigillarla con della pasta che, cuocendosi, s’indurisce e fa da coperchio ermetico a questa profumata e antica pietanza. Terminata la cottura, la carne viene servita con pecorino grattugiato. E ancora, per chi ama la carne, è da provare il marro, gustoso involtino di interiora di agnello avvolto nella reticella dell’agnello stesso e legato con le budella. Per finire in bellezza ci sono le famose cartellate, anche queste in disputa sul loro luogo di nascita con la vicina Puglia.
La luce prima del tramonto dal Belvedere a Matera. Foto Simona Denise Deiana
Il Belvedere
Forse la cosa migliore è andare al Belvedere appena arrivati a Matera, è solo da qui infatti che si riesce a percepire dove ci si trova esattamente. Quando si sente parlare dei Sassi nessuno ha bene in mente come sia formata e strutturata la città vecchia, dove siano il Sasso Caveoso e il Sasso Barisano, quali siano le loro caratteristiche. Percorrendo invece pochi chilometri fuori dalla città – ci si arriva in circa 15 minuti percorrendo la Statale 7 – si arriva al punto panoramico più suggestivo, chiamato Belvedere Murgia Timone. Qui c’è un ampio parcheggio gratuito e poi a qualche metro la vista più incredibile su Matera. Se la giornata è soleggiata, come spesso accade anche in inverno, lo spettacolo è emozionante sia che si volga lo sguardo ai Sassi sia che ci si volti verso il Parco della Murgia materana. La luce del primo mattino regala quiete e pace, quella del tramonto una magica atmosfera. I turisti sono sempre numerosi ma non al mattina presto, quando invece è facile incontrare qualche fotografo che cerca di realizzare lo scatto perfetto. Essere “dentro” i Sassi, percorrerli, è una bella esperienza ma vederli da lontano e dall’alto è ciò che fa realmente capire di essere in un luogo dalla strepitosa unicità.
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Siena e San Gimignano, 5 luoghi da scoprire nei due siti patrimonio dell’umanità Unesco
TURISMO
Pubblicato il 11 SET 2018
di  
SIMONA DENISE DEIANA
Siena e San Gimignano, due luoghi di bellezza assoluta in Toscana, riconosciuti come patrimonio dell'umanità dall’Unesco. Un itinerario alla scoperta di cinque dei loro angoli meno noti, perfetti da visitare in autunno.
Due gioielli dell’arte e della storia italiana, Siena e San Gimignano sono mete perfette per l’imminente autunno. Molto meno affollate e preda del turismo di massa, lasciano spazio a tour più attenti e insoliti tra meraviglie spesso poco conosciute e per questo ancor più belle. Cinque angoli da visitare con calmaper godere al meglio dell’eccellenza di due dei siti toscani patrimonio dell’umanità Unesco.
Museo delle Biccherne
Non è molto conosciuto e per questo forse lo troverete deserto, meglio. È una chicca che gli appassionati d’arte che intendono conoscere a fondo la storia della città di Siena, non possono non visitare. Si trova all’interno dell’Archivio di Stato e custodisce delle tavolette in legno, le biccherne appunto, dipinte a partire dal Medioevo, commissionate dagli ufficiali della Biccherna e in seguito da altri uffici senesi. Sono nate come copertine di registri contabili e amministrativi e con il passare degli anni la loro realizzazione è stata affidata ai più grandi artisti che hanno gravitato a Siena tra cui Ambrogio Lorenzetti. Sono meravigliose e ammirandole ripercorrerete oltre sei secoli di vita della comunità e la trasformazione degli stili pittorici. Le sale dove sono esposte le 105 tavolette sono anch’esse un tesoro: da qui c’è per esempio una magnifica vista sulla Torre del Mangia. L’ingresso è gratuito ma vi si può accedere solo la mattina alle 9:30, 10:30 e 11:30, dal lunedì al sabato. Questo museo, come altre “chicche” della città possono essere svelate solo da chi Siena la conosce profondamente: grazie all’Associazione centro guide di Siena è possibile fare dei tour mirati a caccia di luoghi poco noti ma meravigliosi, lontani dai soliti circuiti.
Una sala dell’Archivio di Stato che ospita il Museo delle Biccherne a Siena. © Simona Denise Deiana
Pavimento del Duomo
C’è tempo fino al 28 ottobre per ammirare il pavimento del Duomo di Siena, forse l’opera più incredibile e sicuramente unica all’interno di una cattedrale che è tutta uno scrigno d’arte. Viene scoperto dai tappeti che il resto dell’anno lo proteggono solo dopo il palio dell’Assunta sino a ottobre inoltrato ed è uno degli appuntamenti importanti della città. Si tratta di 56 lastre di marmo interamente intarsiate che sono state realizzate dal Trecento sino all’Ottocento su disegni di autori senesi (tranne il Pinturicchio che è umbro). Storie della Bibbia ma anche allegorie che diventano nei secoli sempre più particolareggiate e precise e lasciarono anche il Vasari senza parole che le definì …”più grande e magnifico pavimento che mai fusse stato fatto”. Non è semplice, varcato il Duomo, riuscire a guardare in basso e concentrarsi sul pavimento: si è infatti circondati dalla magnificenza e dalla varietà delle forme d’arte e ogni angolo attirerà la vostra attenzione. Per accerdervi occorre acquistare il biglietto.
All’interno del Duomo di Siena il pavimento con le tarsie è un unicum senza uguali. © Simona Denise Deiana
Museo archeologico
Altra perla meno frequentata rispetto agli altri più noti musei della città è il Museo archeologico: è bene dire che si tratta di un luogo tanto affascinante quanto tortuoso e labirintico. Non è sempre semplice capire dove si deve andare per seguire un percorso temporale e territoriale ma forse è bello anche per questo. A sorpresa ci si può trovare davanti a sarcofagi di epoca romana (quindi del III-IV secolo d.C.) rinvenuti a Siena o a canopi antropomorfi delle tombe della zona di Chiusi. La location è molto suggestiva, poco illuminata e talvolta sembra di essere quasi all’interno di uno scavo. Visitarlo significa anche poter vedere i luoghi dell’antico ospedale, struttura di fondamentale importanza per la città.
All’interno del complesso dell’antico Ospedale della Scala si trova il Museo archeologico. © Simona Denise Deiana
Galleria Continua
In una piccola cittadina, famosa per essere uno dei siti Unesco della Toscana e un esempio dei meglio conservati dell’età Comunale, è abbastanza insolito imbattersi in una galleria d’arte come Galleria Continua. È nata nel 1990 dall’idea di tre amici appassionati d’arte che hanno rilevato un ex cinema nel centro di Sam Gimignano e ne hanno fatto negli anni un punto di riferimento dell’arte moderna e contemporanea a livello internazionale. Qui sono ospitati i più importanti esponenti della nostra epoca e le installazioni sono spesso incredibilmente integrate nello spazio espositivo, bellissimo, proprio perché insolito. Fino a metà ottobre troverete Daniel Buren e Anish Kapoor. Un bell’esempio di come, partendo dalla passione, si possa in un  territorio apparentemente così lontano dal contemporaneo, essere una realtà vincente in un campo, quello artistico, non certo semplice. Talmente di successo da asportarne il modello a Parigi, Pechino e Cuba. Complimenti.
L’interno della galleria Continua che nasce nei locali dove prima sorgeva un cinema a san Gimignano. © Simona Denise Deiana
Chiesa di di San Jacopo dei Templari
San Gimignano è meravigliosa ma davvero molto turistica: difficile scovare un luogo che non sia preso d’assalto, specie nel periodo estivo. Quella che arriva invece potrebbe essere invece una stagione dove godere al meglio della cittadina, con in più un paesaggio dai colori davvero suggestivi, quelli dell’autunno. Un angolo che ancora conserva la sua bellezza originaria è quello dove si trova la chiesa di San Jacopo dei Templari. Siamo a pochi passi dalla Galleria d’Arte moderna e contemporanea (che vale una visita) e dalla porta con il medesimo nome, circondati da ulivi. La struttura è insolita e la parte inferiore, quella che comprende il portale, riporta la croce dei Templari. All’interno degli affreschi, ancora in buono stato di conservazione, rappresentano il santo. Non è semplicissimo visitarla, perché è tenuta aperta solo grazie all’impegno dei volontari, quindi, prima di andarci, assicuratevi che sia aperta.
La chiesa di San Jacopo a San Gimignano, stupenda nella sua semplicità. © Simona Denise Deiana
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Perché visitare la Mongolia, il paese dove c’è tutto tranne il mare
TURISMO
Pubblicato il 20 LUG 2018
di  
SIMONA DENISE DEIANA
Terra vasta e poco conosciuta, la Mongolia ha mille volti tutti da scoprire: natura incontaminata, storia millenaria e tradizioni antichissime. Un paese dall'insolita bellezza da visitare per chi vuole vivere un'esperienza unica.
Paese affascinante e misterioso, forse perché ancora poco turistico. La Mongolia occupa, tra Russia e Cina, un territorio immenso, quasi sconfinato. Racchiude in sé molti habitat diversi, fatta eccezione per quello marino, e qui si possono visitare vasti deserti, laghi cristallini e alte vette. Uno spettacolo per natura ma anche storia e tradizioni che grazie a LifeGate Experience potrete visitare in un viaggio a partire da agosto. Cosa non perdere alla scoperta della “terra del cielo blu”, dove in media per 257 giorni l’anno il cielo è sereno.
Branco di cavalli nella prateria della Mongolia © IngImage
Il deserto, le montagne e i laghi: tutto in Mongolia
Siamo in Asia centrale, nel secondo paese più vasto al mondo, ma anche in quello con la minor densità di popolazione: la Mongolia, una terra ricca di contrasti, paesaggi e scenari diversi, tutti da scoprire. Così come la sua storia e le sue tradizioni, entrambe antichissime, che ci incantano tra i racconti delle gesta di Gengis Khan e la forte religiosità testimoniata ancor oggi dai suoi monasteri.
Il paese può essere suddiviso in tre grandi aree geografiche da nord a sud: la montagna boscosa, la steppa e il deserto del Gobi. Partiamo proprio dal deserto, che prende il nome dalla parola mongola “gobi” e significa “luogo senza acqua”, si estende ad arco nella parte meridionale del paese, ed è, contrariamente a ciò che comunemente si pensa, in gran parte una zona non sabbiosa ma fatta di roccia nuda. Qui lo spettacolo è vario ma sempre incredibile: le rocce di Adatsaag, a circa tre ore da Ulan Bator, sono delle distese di montagnette granitiche; le Flaming Cliffs somigliano a una versione in miniatura del Grand Canyon e infine le Khongoryn Els, le incredibili dune che si estendono per 12 chilometri restituendoci la consueta idea di deserto.
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La Mongolia è anche uno dei paesi più alti del mondo: l’altitudine media delle sue vette si aggira intorno ai 1.500 metri e alcune di queste, soprattutto nella catena degli Altai – situata lungo la frontiera con la Cina – toccano i 4.000 metri e vi si trovano anche dei ghiacciai. Tutta questa vasta zona è parecchio impervia da visitare ed è raggiungibile con dei voli interni che i locali stessi definiscono “avventurosi”. Una bellezza quasi inaccessibile quindi e, per questo, ancor più attraente.
Altra tappa naturale di rara bellezza è il lago Khövsgöl, il secondo più grande del paese e uno dei laghi più incontaminati del mondo, tanto da essere definito “la perla blu della Mongolia”. Si estende per 136 chilometri e, insieme alle montagne e alle foreste che lo circondano, costituisce il famoso Parco nazionale di Khövsgöl Nuur, una destinazione importante per i turisti mongoli e internazionali.
Le montagne che si specchiano sul lago Hôvsgôl in Mongolia© IngImage
Alla scoperta di storia, religione e tradizioni del paese di Gengis Khan
Oltre alle meraviglie del territorio, sono molte le tradizioni del popolo mongolo che attraggono visitatori da tutto il mondo: nel mese di luglio per esempio ha luogo il Naadam festival, termine che signica “giochi” durante il quale si praticano la lotta libera tradizionale mongola, la spettacolare ippica e il tiro con l’arco, sia a piedi che a cavallo. Una sorta di Olimpiade del luogo alla quale in parte possono partecipare anche le donne. Il Naadam si svolge da oltre tremila anni ed è la festa nazionale più importante e celebre della Mongolia. In questa occasione si ricordano le gesta di Gengis Khan ma anche l’anniversario della rivoluzione mongola. Il momento più suggestivo della festa è quello in cui cinquecento uomini si battono in una sorta di wrestling per conquistare il titolo di “leone della Mongolia”, un po’ animalesco ma d’impatto.
Per chi ha a cuore la propria spiritualità, in Mongolia sono numerosi i siti buddisti dove fare la conoscenza in prima persona dei riti e delle tradizioni di questo culto. Il più noto e visitato monastero buddista – anche perché si trova nella capitale UlaanBaatar è quello di Gandan, che sarà una delle tappe del viaggio organizzato da LifeGate Experience. Gandan, dove ora abitano circa 500 monaci, è uno dei pochi monasteri scampati alle distruzioni da parte del regime comunista della Repubblica popolare Mongola (1924 – 1992). In quegli anni vennero chiusi circa 900 monasteri, mentre i monaci vennero uccisi, imprigionati oppure costretti a raggiungere le file dell’esercito. Tra gli altri monasteri visitabili ci sono quelli di Erdene Zuu Khiid, il meraviglioso Amarbayasgalant (“monastero della felicità tranquilla”), e il Coijin Lama, un complesso di templi rossi con il tetto verde, anche noto come il museo della religione.
Una gher, tenda circolare di feltro, quasi sempre di colore bianco. ©IngImage
Una caratteristica del popolo mongolo è tutt’oggi il suo nomadismo: i pastori durante l’anno si trasferiscono da un posto all’altro circa 4 o 5 volte a seconda dei cambi di stagione per fare in modo che i loro animali abbiamo sempre nuovi terreni dove nutrirsi. Così, nel deserto come nella capitale, moltissime persone continuano a vivere sotto la propria tenda, chiamata “gher”- di forma circolare , fatta di feltro e quasi sempre di colore bianco. All’interno di questa particolare tenda, molto facile da smontare e rimontare, anche in epoca moderna, troverete dentro relegate le donne: in Mongolia la tradizione pastorale purtroppo oppone ancora il mondo maschile e quello femminile, e l’universo femminile ha ben poco spazio.



Fiumi con sorgente a MateraFiumeLunghezzaNasceSfociaGravina di Matera50,0PantanoBradano (presso Matera)Stazioni FerroviarieStazioneIndirizzoGestoreCategoriaMatera SudVia Matera SudFerrovie Appulo Lucane Matera CentralePiazza della VisitazioneFerrovie Appulo Lucane Matera Villa LongoVia NazionaleFerrovie Appulo Lucane Musei nel Comune di Matera Museo Nazionale "Domenico Ridola"Castelli e Fortificazioni Castello TramontanoChiese e altri edifici religiosi materani Santuario di San Francesco di Paola :: Frati MinimiTeatri Teatro Duni Teatro KennedyStadi di Calcio Stadio XXI SettembreEventi, Feste e Sagre Festa di Maria SS. della Bruna (2 luglio) Festa della Crapiata (primo agosto)
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