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La Lombardia (/lombar'dia/; Lombardia, /lombar'dia/, /lumbar'dia/ o /lumbar'dea/ in lombardo) è una regione amministrativa italiana a statuto ordinario[6] dell'Italia nord-occidentale, istituita nel 1948 e funzionante dal 1970.

Gli abitanti sono 10 018 820[2] e il territorio è suddiviso in 1 527 comuni (regione col maggior numero di comuni su tutto il territorio nazionale), distribuiti in 12 enti di area vasta (di cui 11 province e 1 città metropolitana, quella di Milano). La regione si posiziona prima in Italia per popolazione e per numero di enti locali, seconda per densità e quarta per superficie[7], dopo Sicilia, Piemonte e Sardegna.

Ha il suo capoluogo nella città di Milano e confina a nord con la Svizzera (Canton Ticino e Canton Grigioni), a ovest col Piemonte, a est col Veneto e il Trentino-Alto Adige e a sud con l'Emilia-Romagna.

Il toponimo deriva dalla parola Longobardia, utilizzata nell'Esarcato d'Italia per indicare l'area del Paese che si trovava sotto il dominio della popolazione di origine germanica dei Longobardi[8]; il termine, a lungo non più usato, venne riportato all'uso come Lombardia dal Congresso di Vienna quando l'Austria unì questa regione col Veneto a formare il regno Lombardo-Veneto[9].

Stemma[modifica | modifica wikitesto]

Il gonfalone della Regione.
Lo stemma ufficiale della Regione è ispirato alla rosa camuna, che nel simbolo è di colore bianco su sfondo verde. La stilizzazione dell'incisione rupestre ritrovata sulle rocce della Valcamonica, lasciata dalla civiltà dei Camuni antichi, è stata realizzata da Bruno Munari, Bob Noorda, Roberto Sambonet e Pino Tovaglia.[10]

Il gonfalone è costituito da una riproduzione del Carroccio, simbolo della vittoria degli eserciti dei comuni lombardi, riuniti nella prima Lega Lombarda, sulle truppe di Federico Barbarossa nel 1176 nella battaglia di Legnano, e dallo stemma.[10] Le sue dimensioni sono di m 3 x 2 e i nastri e la cravatta sono nei colori nazionali.[10]

Lo stemma e il gonfalone sono stati istituiti con la legge regionale del 12 giugno 1975, n. 85.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]
Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile - nastrino per uniforme ordinaria Attestato e medaglia di bronzo dorata di eccellenza di I classe di pubblica benemerenza del Dipartimento della Protezione civile
«Per la partecipazione all'evento sismico del 6 aprile 2009 in Abruzzo, in ragione dello straordinario contributo reso con l'impiego di risorse umane e strumentali per il superamento dell'emergenza.[11]»
— D.P.C.M. 11 ottobre 2010, ai sensi dell'art. 5, comma 5, del D. P. C. M. 19 dicembre 2008
Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Lombardia nord-occidentale vista dal satellite. Partendo da sinistra si vedono: il Lago Maggiore, il Lago di Lugano, il Lago di Como e quello d'Iseo in basso a destra. In basso a sinistra si nota l'area metropolitana di Milano.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Geografia della Lombardia.
La superficie della Lombardia si divide quasi equamente tra pianura (che rappresenta circa il 47% del territorio) e le zone montuose (che ne rappresentano il 41%). Il restante 12% della regione è collinare.[12]

Sotto l'aspetto morfologico la regione viene divisa in quattro parti: una strettamente alpina, una montuosa o collinare, una pianeggiante o poco mossa suddivisa in Alta e Bassa pianura e infine la zona a sud del fiume Po. La regione è attraversata da decine di fiumi (tra cui il fiume più grande d'Italia) ed è bagnata da centinaia di laghi di origine naturale e artificiale.

Raggiunge il punto più elevato con la Punta Perrucchetti (4.020 m), appartenente al massiccio del Bernina.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

La Lombardia per zone altimetriche
In termini geografici, la Lombardia non si può considerare un territorio unitario, nel senso di territorio delimitato da precise conformazioni fisiche, sia per la varietà di paesaggi che l'attraversano senza racchiuderla, sia perché i confini amministrativi, molto spesso, sono il frutto di complesse vicende storiche. Tuttavia è possibile delineare a grandi linee il suo territorio amministrativo attraverso rilievi, laghi e fiumi. A delimitare la Lombardia a nord si può adoperare lo spartiacque alpino tra la Valtellina e le valli del Reno e dell'Inn anche se, a volte, il confine oltrepassa il versante valtellinese. A est sono il lago di Garda e il fiume Mincio a separare la Lombardia da altre regioni italiane; così come a sud il Po (eccezion fatta per l'Oltrepò pavese e l'Oltrepò mantovano che si estendono più a sud), e a ovest il Lago Maggiore e il Ticino (con l'eccezione della Lomellina che sconfina verso il Piemonte) possono servire da distinguere la Lombardia dalle altre regioni. Questi confini racchiudono un territorio di circa 23.861 km²,[13] rendendola la quarta regione italiana per estensione superficiale.

In un viaggio attraverso la regione, da nord verso sud, s'incontrano lungo il cammino per primi i rilievi delle Alpi, poco più a sud le Prealpi seguite da dolci colline che smussano il passaggio dalla montagna alla Pianura Padana. Proprio lungo la fascia prealpina si trovano alcuni dei più grandi laghi d'Italia (come il lago di Garda, il Lago Maggiore e il lago di Como), mentre numerosi fiumi (come il Po, l'Adda, l'Oglio, il Mincio e il Ticino) e torrenti solcano le montagne, formando strette e profonde valli, e attraversano la pianura rendendola rigogliosa di vegetazione. In una piccola area a sud dell'Oltrepò pavese nella zona della val Trebbia, si ergono colline e montagne dell'Appennino ligure, il fiume Trebbia per una piccola porzione segna il confine più meridionale della regione.

I nomi delle Alpi della Lombardia derivano tutti dalle popolazioni che, al tempo dei Romani, vivevano tra queste montagne. Le Alpi Lepontine prendono il nome dalla popolazione ligure dei Leponzi stanziata in questa zona e poi sottomessa dall'Imperatore Augusto. Le Alpi Retiche dai Reti, popolazione di origine etrusca rifugiatasi nelle Alpi Centrali durante l'invasione celtica. Le Alpi Orobie dalla popolazione di origine ligure, o forse celtica, degli Orobi.[14]

Le catene montuose rivestono il 40,5% del territorio regionale[15] e sono costituite dalle Alpi, dalle Prealpi e dagli Appennini. Appartengono alle Alpi lombarde una piccola porzione delle Alpi Lepontine e gran parte delle Alpi Retiche. Sul territorio montano della Lombardia spiccano quattro massicci orografici di rilievo: il Badile-Disgrazia, il Bernina, l'Ortles-Cevedale e l'Adamello. I primi tre sorgono sullo spartiacque tra i bacini del Reno e dell'Inn a nord e dell'Adda e dell'Oglio a sud e solo in parte si ergono sul territorio nazionale. L'Adamello, invece, sorge tra i bacini dell'Adda e dell'Adige e si trova completamente in territorio italiano. Le Alpi lombarde raggiungono la massima quota alla Punta Perrucchetti (4020 m), nel massiccio del Bernina[16]; altra vetta importante è il Monte Cevedale, del massiccio dell'Ortles-Cevedale, che arriva a 3764 m. Il massiccio dell'Ortles-Cevedale ospita il ghiacciaio dei Forni che ha un'estensione di circa 12 km² ed è il più grande ghiacciaio vallivo d'Italia. A sud della Valtellina si stagliano le Alpi Orobie delimitate a est dalla Valcamonica e a ovest dal bacino del lago di Como.


Panorama della Valtellina dall'Alpe Piazzola nel comune di Castello dell'Acqua
Confinate a ovest dal Lago Maggiore e a est dal Lago di Garda si trovano le Prealpi lombarde le cui vette superano di poco i 2500 m di quota. Le Prealpi sono in prevalenza costituite da sedimenti calcarei e sono più giovani delle Alpi. La loro origine sedimentaria ha permesso la formazione di solchi profondi nelle montagne, principalmente per opera dei ghiacciai, che hanno portato alla formazione di strette e profonde valli solcate da fiumi e occupate in parte dai laghi prealpini, sbarrati verso la pianura da rilievi morenici. I rilievi morenici a sud delle prealpi, assieme alle prime sporgenze orografiche, formano quella fascia collinare (12,4% del territorio) che collega le prealpi alla pianura e che contiene numerosi laghi piccoli e poco profondi.

La pianura lombarda occupa ben il 47,1% della superficie totale della regione ed è parte della Pianura padana che si estende dal Piemonte alla Romagna, dalle Alpi agli Appennini. La pianura lombarda può essere suddivisa geologicamente in due parti: l'alta e la bassa. L'alta pianura è caratterizzata da materiali grossolani, molto permeabili, di origine alluvionale e presenta grossi solchi originati dai fiumi che scendono dalle montagne. La bassa pianura invece è formata da materiale argilloso, poco permeabile e declina dolcemente verso il Po. Il passaggio dall'alta alla bassa pianura lombarda è segnalato dalla presenza di riaffioramenti naturali d'acqua detti risorgive o fontanili causato dall'incontro della falda freatica proveniente dall'alta pianura con i terreni impermeabile della bassa. Questa linea ha un andamento parallelo a quello prealpino e passa per le città di Magenta, Monza, Treviglio, Trenzano, Chiari e Goito.

Passi alpini[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: [[Categoria:Valichi della Lombardia]].
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Idrografia[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Idrografia della Lombardia.
I laghi[modifica | modifica wikitesto]
LagoComoMemorial.jpg
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Panorama del Lago di Como.
Guardando un'immagine ripresa dal satellite della Lombardia, ci si accorge che la regione è costellata da molti laghi di grandi e piccole dimensioni, i principali dei quali sono:

Il lago di Garda (o Benaco), di origine glaciale, è il più grande d'Italia con una superficie di 370 km². È profondo 346 m e ha una lunghezza di 51,6 km. La grande quantità d'acqua del lago ha effetti significativi sul clima locale a tal punto che si coltivano l'ulivo, i limoni e i cedri, tipici del clima mediterraneo.[17]
Il lago Maggiore (o Verbano) ha una superficie di 212 km², un'estensione di 50 km, una larghezza che va dai 2 ai 4,5 km e una profondità massima è di 372 m.[18]
Il lago di Como (o Lario) è caratterizzato da una forma a Y rovesciata, con la punta di Bellagio che segna la separazione in due rami. Completamente scavato nella cerchia prealpina, il lago si snoda per 46 km, ha una larghezza massima di 4,3 km e una superficie di 146 km². È il primo in Italia come sviluppo perimetrico (180 km) e il quinto in Europa come profondità (410 m).[19]
Il lago d'Iseo (o Sebino) ha la forma di una S, con una superficie di 65,3 km² e una profondità massima di 361 m. Vi è situata l'isola lacustre più grande d'Europa: Monte Isola che si estende per 4,3 km².[20]
Il lago di Lugano (o Ceresio) che entra in Lombardia a Porto Ceresio, Valsolda e Porlezza.[21]
Il lago d'Idro (o Eridio), anch'esso di origine glaciale, situato nella Provincia di Brescia ai confini con il Trentino a 368 metri sul livello del mare è formato dalle acque del fiume Chiese che ne è anche l'emissario.[22]
Il lago di Varese, che una superficie di circa 14,9 km² e la cui profondità massima è di 26 m.[23]
I laghi di Mantova (Lago Superiore, Lago di Mezzo e Lago Inferiore) che, con una superficie complessiva di 6,21 km², sono gli unici interamente ricompresi nella Pianura Padana.
Cima Comer panorama Lago di Garda.jpg
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Panorama del lago di Garda visto da cima Comer (1280 m) presso Gargnano.
I fiumi[modifica | modifica wikitesto]
Principali fiumi che scorrono sul territorio lombardo.
Fiume Lunghezza (km) Portata media alla foce (m³/s) Bacino (km²)
Po 652[24][25][26] 1 540 71 000
Adda 313 187 7 979
Oglio 280 137 6 649
Ticino 248[24][27] 350 7 228
Mincio 203[25][28] 60 2 859[29]
Chiese 160[30] 36 960
Agogna 140[24] 6 995
Olona 131 15 1 038
Lambro 130 12 1 350
Serio 124 23 1 256
Mella 96 11 1 036
Terdoppio 86[24] 3,7 515
Brembo 74 30 935
Staffora 58 4,5 337,5
Seveso 55 1,8 930
Cherio 32 1,5 161

L'Adda vista dal Ponte San Michele, sullo sfondo l'abitato di Villa d'Adda.
Per il territorio lombardo passano centinaia di fiumi e torrenti, il più rilevante dei quali è sicuramente il Po che con i suoi 652 km è il più lungo d'Italia. Per un lungo tratto costituisce il confine meridionale della regione e scorre interamente in Lombardia solo nelle province di Pavia e Mantova.

Gli altri principali fiumi provengono dal versante alpino della Pianura Padana e sono tutti affluenti del Po, infatti il territorio lombardo è quasi interamente compreso nel bacino idrografico del principale fiume italiano[31]. Data la scarsa estensione del territorio regionale a sud del Po la Lombardia è praticamente priva di fiumi Appenninici: nell'Oltrepò pavese non si trovano corsi d'acqua significativi, mentre l'unica eccezione è costituita dal Secchia che nell'ultimo tratto del suo corso, prima di confluire nel Po, scorre nell'Oltrepò mantovano.

Oltre al Po, i fiumi principali sono:

L'Adda (313 km) è il fiume più lungo che scorre interamente in Lombardia. Nasce in Val Alpisella e dopo aver attraversato l'intera Valtellina s'immette nel lago di Como, riuscendone dal ramo di Lecco per affluire nel Po nei pressi di Castelnuovo Bocca d'Adda (LO).
L'Oglio (280 km) che, dopo aver attraversato la Val Camonica, s'immette nel lago d'Iseo, ne esce a Sarnico, passa per Palazzolo sull'Oglio e confluisce nel Po a Torre d'Oglio, segnando a lungo i confini fra le province di Brescia, Bergamo, Cremona e Mantova.
Il Ticino (248 km) che nasce in Svizzera, è imissario ed emissario del Lago Maggiore e divide per un tratto la Lombardia dal Piemonte prima di confluire poco a sud di Pavia con il Po, di cui è il principale affluente per portata d'acqua.
Il Mincio (75 km[28]) è il principale emissario del lago di Garda, ma può essere considerato con il lago stesso e l'immissario Sarca un unico asse fluviale di 203 km[28] (sistema Sarca-Mincio). Fuoriuscito dal lago segna per un tratto il confine tra Lombardia e Veneto, scorre poi in provincia di Mantova lambendo la città capoluogo prima di immettersi nel Po a valle di Governolo.
Il Chiese (160 km) che nasce in Trentino, è immissario ed emissario del Lago d'Idro, attraversa la parte orientale della provincia di Brescia e affluisce nell'Oglio in provincia di Mantova, in prossimità di Acquanegra sul Chiese.
L'Olona (131 km), il Lambro (130 km), il Serio (124 km) e il Brembo (74 km).[32]
Clima[modifica | modifica wikitesto]
Il clima della Lombardia, per quanto definibile di tipo temperato subcontinentale,[33] si presenta molto variegato a causa delle diverse conformazioni naturali presenti sul territorio: montagne, colline, laghi e pianura.

In genere le stagioni estive in pianura sono afose (a causa della molta umidità) e calde[33]. La continentalità fa sì che la media delle temperature massime nel mese di luglio sia di 29 °C.[34] Ma in questi mesi dell'anno sono anche frequenti i forti temporali e gli improvvisi rovesci accompagnati anche da grandine. Gli inverni sono freddi e lunghi con precipitazioni contenute.[33][35] L'escursione termica nel corso dell'anno è elevata e la nebbia è intensa.[35] In montagna il clima è tipicamente alpino con estati fresche e con abbondanti precipitazioni e inverni lunghi, rigidi e poco piovosi.[35] La Pianura Padana è una delle zone meno ventilate d'Italia[36]. La neve, abbondante sui rilievi, cade anche in pianura, visto che la temperatura media minima in gennaio è di -1 °C.[34] Il Lago di Garda contribuisce a regolare la temperatura delle zone circostanti, creando un microclima "mediterraneo" che rende possibile la coltivazione dell'olivo.[37] La fascia prealpina e l'alto Oltrepò hanno un clima di tipo temperato fresco, la media montagna alpina un clima temperato freddo e le vette un clima di tipo glaciale.[33]

Ovviamente come in tutte le zone urbanizzate del pianeta le città, a causa delle loro grandi dimensioni e alla produzione di calore dovuta all'attività umana, hanno dato origine a un innalzamento medio della temperatura locale rispetto alle campagne circostanti. Il fenomeno viene chiamato "isola di calore".

Le principali stazione meteorologiche che permettono di monitorare il clima della Lombardia e che fanno capo al Servizio Meteorologico dell'Aeronautica Militare Italiana, sono quelle di Milano Centro, di Milano Linate, di Brescia-Ghedi, di Brescia-Montichiari, di Milano Malpensa e di Bergamo-Orio al Serio.[38]

Geologia[modifica | modifica wikitesto]

I monti della Valtellina.

Particolare cresta seghettata del Resegone visto da Lecco
La struttura geologica della Lombardia deriva dall'orogenesi delle Alpi dovuta alla collisione tra la placca africana e quella europea che ha generato la catena alpina a partire dal Cretaceo superiore fino al Miocene[39].

Dal punto di vista geologico, oltre che geografico, la Lombardia può essere divisa in tre "zone". La Pianura Padana delimitata a sud dall'Oltrepò Pavese e a nord dalle Alpi a loro volta suddivise in Alpi Centrali e le Alpi Meridionali (anche dette Sudalpine) dalla Linea Insubrica, che attraversa la Valtellina in direzione est-ovest.

La formazione delle Alpi Orobie ha inizio nel Miocene circa 20 milioni di anni fa, le rocce che formano la catena montuosa sono per lo più di origine metamorfica: gneiss, micascisti e filladi[40]. Affiorano rocce di tipo sedimentario lungo lo spartiacque, principalmente conglomerati e arenarie, tra di essi il Verrucano lombardo, caratteristico della zona del Pizzo dei Tre Signori.

In Val Trompia affiora la Formazione di Collio costituita da termini vulcanoclastici: tufi conglomeratici e porfiriti. Questi depositi terrigeni derivano dallo smantellamento di edifici vulcanici situati a sud, nell'attuale area padana. Sono stati riconosciuti da studi petrografici termini vulcanici dacitici e andesitici, tipici degli archi magmatici di tipo Pacifico (come l'attuale Indonesia), che indicano un contesto geodinamico collisionale.

Il Calcare di Domaro è presente estesamente in tutta la regione[41]: in Lombardia orientale, affiora che giace in concordanza stratigrafica sopra il Calcare di Gardone Val Trompia (una formazione composta da calcareniti di origine torbiditica), nel resto della Lombardia, questa formazione poggia sopra il Calcare di Moltrasio (Hettangiano-Carixiano superiore), con una transizione abbastanza rapida (generalmente pochi metri) . In Lombardia orientale la formazione passa superiormente al Rosso ammonitico lombardo (Toarciano-Batoniano), composto da marne varicolori (verdi-rossastre e violacee) e calcari nodulari rossastri - biancastri. Il territorio di Lecco si è formato nel periodo che va da 250 a 26 milioni di anni fa. Esso è frutto prima dell'azione orogenetica e poi del modellamento da parte dei ghiacciai e dei fiumi che hanno definito l'attuale orografia. La parte settentrionale della provincia di Lecco appartiene al sistema alpino, il Monte Legnone (m. 2610) rappresenta la vetta più elevata ed è caratterizzato dal processo orogenetico. Il resto del territorio montano della provincia è di tipo prealpino ed è diviso da quello alpino dalla Linea Insubrica.

La pianura Padana invece è di origine più recente; formatasi dal deposito di materiale detritico sulla piattaforma continentale, proveniente dall'erosione per opera delle acque superficiali, che ha accompagnato il sollevamento della catena alpina, innalzatasi a ovest e a nord della pianura e di quella appenninica a sud, che hanno colmato il golfo marino esistente nel pliocene creato dal sollevamento delle due catene montuose[42].

Collocata al centro della Pianura Padana centro settentrionale, l'area in cui si trova Milano e la sua provincia, è costituita in superficie da terreni alluvionali quaternari. Questi vengono genericamente indicati come "Diluvium recente" sono costituiti da terreni fluvioglaciali del Riss (fiume) e depositi fluvio glaciali del Wurm; si possono trovare anche terreni alluvionali ghiaioso-sabbiosi nel territorio di Rho terrazzati e classificati come "Alluvium Antico" attribuiti al periodo della glaciazione di Mindel[43]. L'area dell'Oltrepò Pavese geologicamente appartiene alle unità liguri-di dell'appenino settentrionale, ricoperte dai sedimenti semi alloctoni autoctoni della serie plio-pleistocenica padana.[44]

Ambiente[modifica | modifica wikitesto]

Le aree protette della Lombardia.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Aree naturali protette della Lombardia.
« Questa terra per nove decimi non è opera della natura; è opera delle nostre mani; è una patria artificiale »
(Carlo Cattaneo)
Già nel 1845, quando Cattaneo scrisse questa frase, il territorio lombardo era molto antropizzato. Ciò, però, non deve trarre in inganno perché la Lombardia riserva grandi sorprese e bellezze naturali in particolare nelle tante aree protette sparse su tutto il suo territorio.

La Lombardia è stata la prima regione italiana a legiferare sulle aree protette di livello regionale (1983) introducendo concetti innovativi nella tutela del territorio, istituendo parchi fluviali (il primo in Europa fu il Parco Lombardo della Valle del Ticino nel 1974)[45], parchi agricoli e parchi locali; tutte idee e approcci usati anche nella legislazione nazionale (legge n. 394 del 1991). Il sistema delle aree protette lombardo consta di 24 parchi regionali (su 26 parchi individuati dalla legge n. 86/83), 65 riserve[46] e 30 monumenti naturali,[47] oltre alla presenza del Parco Nazionale dello Stelvio. In totale le aree protette ricoprono più del 29% del territorio regionale.

La flora e la fauna vivono principalmente nelle zone di montagna dove, a differenza della pianura, la presenza dell'uomo è meno evidente. Basta una passeggiata lungo i sentieri delle montagne della Lombardia per vedere liberi lupi, stambecchi, cervi, caprioli, camosci, lepri, volpi, tassi, galli forcelli, francolini di monte, ermellini e marmotte.

Inoltre la Lombardia condivide con la Svizzera il sito del Monte San Giorgio, inserito nel patrimonio mondiale dell'umanità[48] per l'eccezionale valore paleontologico dei depositi fossiliferi che si trovano nelle rocce della montagna.

Quanto alla raccolta dei rifiuti, in Lombardia nel 2014 sono state prodotte 4.642.000[49] tonnellate di rifiuti, di cui il 56,3% è stato raccolto con la raccolta differenziata[50].

Storia[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia della Lombardia.

La Gallia Cisalpina, nome attribuito dai romani all'Italia settentrionale.

Il re Alboino, che fece di Pavia la capitale della Lombardia.

Il Regno d'Italia napoleonico nel 1807, quando includeva anche l'Istria e la Dalmazia.

Pontida: lapide in ricordo della Lega Lombarda

Stemma dei Visconti, signori di Milano

Carlo I di Gonzaga-Nevers, Duca di Mantova 1627-1637

Incoronazione di Napoleone Re d'Italia avvenuta nel Duomo di Milano

Mappa del Regno Lombardo-Veneto, 1815-1866

Il corpo di Benito Mussolini appeso a Piazzale Loreto, 1945.

L' esplosione della Strage di piazza della Loggia a Brescia nel 1974
Nella Pianura padana sono stati trovati vari oggetti che testimoniano la presenza dell'uomo in Lombardia già nel III millennio a.C.[51]

Le prime civiltà che si svilupparono furono quella Camuna (nel Neolitico) e la cultura di Golasecca (Età del bronzo). L'area lombarda centro-orientale fu interessata da un'influenza etrusca attorno al V secolo a.C. In seguito, nel IV secolo a.C., la regione fu invasa da varie genti Galliche, che daranno vita alle confederazioni degli Insubri, nella Lombardia occidentale, e dei Cenomani, nella Lombardia orientale e nell'area del basso Garda e delle rive del Po.

Sul finire del III secolo a.C. i Romani cominciarono la conquista della Pianura Padana, scontrandosi con i Galli Insubri, mentre i Galli Cenomani furono fin dall'inizio loro alleati. La provincia diede in seguito i natali a celebri esponenti della cultura latina, quali Plinio a Como e Virgilio a Mantova. Negli ultimi secoli dell'Impero Romano d'Occidente, Milano (Mediolanum) accrebbe notevolmente la propria importanza di centro politico e religioso (con l'episcopato di Sant'Ambrogio), tanto che divenne una delle sedi dei tetrarchi al tempo di Costantino, il quale nel 313 d.C. emanò un editto chiamato Editto di Costantino o Editto di Milano, tramite cui si concedeva a tutti i sudditi la libertà di professare la propria religione, anche ai cristiani, fino ad allora esclusi da tale diritto.[52]

Alla caduta dell'Impero Romano d'Occidente sono i barbari a dominare la Lombardia: prima arrivano gli Eruli di Odoacre (476-493), poi gli Ostrogoti di Teodorico il Grande (493-553). La Lombardia ritornò poi a far parte dell'Impero Romano (questa volta d'Oriente o bizantino) dopo la Guerra gotica, che durò circa 20 anni e flagellò l'Italia intera. Ma, dopo pochi anni di dominio imperiale, nel 568 i Longobardi attaccarono e conquistarono gran parte dell'Italia, ponendo la loro capitale a Pavia.[53] È dunque in questo periodo che si iniziò a chiamare col termine Langobardia i territori occupati dai Longobardi[54], ossia gran parte della pianura padana e l'attuale Toscana (Langobardia maior) e i ducati di Spoleto e Benevento nell'Italia centrale e meridionale (Langobardia minor).[55][56] Nel VII secolo il termine prese a designare specificatamente il territorio dell'attuale regione, detta in precedenza Liguria o Neustria, anche se continuò ancora per alcuni secoli a designare in senso lato l'intera Italia centro-settentrionale.[54]

Nel 774, Carlo Magno re dei Franchi - disceso in Italia l'anno precedente, su invito del pontefice Adriano I minacciato dai Longobardi - conquistò Pavia, portò prigioniero in Gallia il re Desiderio e si autoproclamò re dei Franchi e dei Longobardi, mentre fregiava del titolo di re d'Italia il proprio secondo figlio maschio Carlomanno-Pipino. Il dominio franco diede inizio alla struttura politica feudale che caratterizzò l'Alto Medioevo.

Nella pianura padana del Basso Medioevo cominciò a diffondersi un modello politico nuovo: il comune medievale, protagonista di un ripopolamento delle città. Nel 1176 la Lega Lombarda sconfigge le truppe dell'imperatore Federico Barbarossa durante la battaglia di Legnano. La pace di Costanza del 1183 sancì nel contempo la formale ubbidienza dei Comuni all'imperatore e il sostanziale riconoscimento delle autonomie comunali da parte del sovrano. A partire dal XIII secolo il modello comunale entrerà in crisi e verrà presto soppiantato dalle nascenti Signorie: i Gonzaga a Mantova,[57] i Visconti e poi gli Sforza a Milano.[58]

Nel Tardo Medioevo in quella che veniva chiamata Lombardia vennero a differenziarsi la parte meridionale (Toscana) e quella orientale (Marca Trevigiana, Marca Veronese), sicché in quel periodo il termine Lombardia identificava ormai solo la parte pianura padana a ovest del Mincio, e in particolare i territori soggetti al dominio Visconteo/Sforzesco. Nel XV secolo la Lombardia divenne nuovamente terra di conquista: prima arrivarono i Veneziani da est, poi i Francesi rivendicarono la restante parte del ducato di Milano che poi fu ceduto, dopo lunghi anni di guerra, agli Spagnoli che vi rimasero a lungo, formalmente ancora sotto l'egida del Sacro Romano Impero. Durante questa dominazione la regione conobbe, dopo un primo periodo di prosperità, una progressiva decadenza, aggravata nel XVII secolo da epidemie di peste. Nel 1706 il ducato di Milano durante la guerra di successione spagnola passò per eredità dagli Asburgo di Spagna agli austriaci sudditi di Casa Asburgo d'Austria, assorbendo nel 1745 il ducato di Mantova che dal 1708 era divenuto appannaggio diretto della Casa d'Austria, entrambi i Ducati ancora parti integranti del Sacro Romano Impero. La parte orientale della regione, caduta invece sotto il governo veneziano nel corso del XV secolo, comprendeva i territori di Bergamo, Crema, Brescia e Salò, che seguirono dunque una storia in gran parte diversa dal resto della regione, fino al 1797.

Dopo la tempesta napoleonica e l'esperienza della Repubblica Transpadana e della Repubblica Cisalpina prima e del Regno d'Italia poi (di cui Milano fu formalmente la capitale con Napoleone Bonaparte in persona re), con la Restaurazione venne creato il regno Lombardo-Veneto nuovamente sotto gli Asburgo d'Austria. La Lombardia fu un importante centro del Risorgimento, con il Plebiscito per l'unione Lombardo-Piemontese (1848), le Cinque giornate di Milano del marzo 1848, nel 1849 le Dieci Giornate di Brescia e i Martiri di Belfiore a Mantova negli anni tra il 1851 e il 1853. L'unificazione al Regno di Sardegna avvenne a seguito della seconda guerra di indipendenza nel 1859, guerra in cui la Lombardia fu il principale teatro di battaglia (Montebello, Palestro, Magenta, Solferino e San Martino, San Fermo della Battaglia). Il fronte alpino della prima guerra mondiale attraversò il versante alpino lombardo orientale, e nel primo dopoguerra Milano fu il centro dei Fasci italiani di combattimento.

Milano divenne Medaglia d'Oro al Valor Militare per la Resistenza dopo la sua liberazione durante la seconda guerra mondiale, mentre la Resistenza partigiana si spargeva nelle valli e nelle province. Negli anni del boom economico, Milano fu uno dei poli del "triangolo industriale" del Nord Italia. Gli anni di piombo ebbero ampia rilevanza in Lombardia, con la strage di piazza Fontana a Milano nel 1969 e la strage di Piazza della Loggia a Brescia nel 1974. Negli anni ottanta Milano diviene simbolo della crescita economica, "capitale morale" dell'Italia, e simbolo del rampantismo economico-finanziario della "Milano da bere", mentre il gruppo socialista milanese di Bettino Craxi occupa il governo a Roma. Lo scandalo di Tangentopoli e l'inchiesta di Mani pulite si svolgono, ancora, principalmente a Milano. Nel vuoto lasciato dalla crisi della DC e del PSI cresce una nuova classe politica lombarda, incarnata da una parte dallo spirito autonomista della Lega Lombarda, e dall'altro dall'ideale imprenditoriale di Forza Italia, radicata nel capoluogo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Copertina de I promessi sposi, ambientato in Lombardia
« Quel cielo di Lombardia, così bello quand'è bello, così splendido, così in pace. »
(Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi)
Lingue locali[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua lombarda.
Oltre all'italiano, in Lombardia si parla il lombardo occidentale nelle province di Varese, Como, Lecco, Sondrio, Monza e della Brianza, Milano, Lodi e Pavia, il lombardo orientale nelle province di Bergamo e Brescia, nel Cremasco e nell'alto Mantovano e il lombardo meridionale di transizione con l'emiliano nella provincia di Cremona, mentre a Mantova e nel Casalasco (zona sud-est della Provincia di Cremona) si parla già un dialetto emiliano[59].
Il lombardo appartiene al gruppo linguistico Gallo-italico e viene parlato in gran parte della regione, oltre che in Svizzera (nei cantoni Ticino e Grigioni) e nel Piemonte a est del fiume Sesia (nelle province di Novara, Verbano-Cusio-Ossola e nel Tortonese).

Arte lombarda[modifica | modifica wikitesto]
Dalla Preistoria all'epoca classica[modifica | modifica wikitesto]

Incisioni rupestri della Val Camonica: la Rosa Camuna
Le prime testimonianze artistiche in Lombardia risalgono al periodo Mesolitico, quando successivamente alla conclusione della glaciazione Würmiana ha inizio il ciclo istoriativo delle Incisioni rupestri della Val Camonica, che proseguirà e si amplierà successivamente nel Neolitico e nell'Età del rame per concludersi solo in epoca romana e medievale[60]. Il ciclo camuno è considerato una delle più importanti testimonianze della preistoria a livello mondiale[61] ed è per questo inserito nel Patrimonio mondiale dell'umanità. Sono inoltre stati ritrovati ulteriori reperti della presenza di popolazioni preistoriche sul territorio lombardo, da poco inseriti nel patrimonio mondiale dell'umanità con il sito seriale Antichi insediamenti sulle Alpi, di cui diverse località si trovano in Lombardia[62]. Le successive incursioni dei Celti hanno lasciato testimonianze sparse per i musei archeologici della regione, scarse tracce restano anche della presenza Etrusca, con limitate eccezioni[63]. A seguito della conquista romana l'evoluzione artistica della regione succedono gli stilemi dei conquistatori dal periodo tardo repubblicano all'impero, resti monumentali di quest'epoca si possono vedere a Brescia (Brixia) e Milano (Mediolanum).

Tarda antichità e alto Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

La Corona Ferrea, custodita nel Duomo di Monza
Nel periodo tardo antico il territorio lombardo acquisì importanza, con Milano capitale dell'Impero d'Occidente, e di conseguenza aumentò anche la produzione artistica di cui restano testimonianze soprattutto nell'architettura sacra con la costruzione di chiese paleocristiane, in particolare a Milano. Il successivo periodo altomedievale, coevo e successivo alle Invasioni barbariche, sarà di capitale importanza per lo sviluppo dell'arte regionale: gli stilemi dell'arte barbarica introdotti dalle nuove popolazioni portarono infatti un apporto decisivo, fondendosi con modelli tardo antichi (che vengono mantenuti con continuità) nonché grazie a influenze bizantine[64], per la creazione di un'arte propriamente lombarda. All'uscita dal periodo altomedievale si inizierà infatti a parlare di stili artistici propri della Lombardia[65] come ad esempio per il Romanico lombardo, il Gotico lombardo, il Rinascimento lombardo o il Seicento lombardo.

Notevoli esempi dello stile romanico lombardo sono opera dei Maestri comacini, in particolare nelle chiese di S.Abbondio e di S.Maria del Tiglio, nel comasco. L'apporto più importante tra il VI e l'VIII secolo venne dai Longobardi che, colonizzando buona parte dell'Italia, fecero della Lombardia il fulcro del loro territorio[66] portando con loro la propria arte, di cui restano sia testimonianze significative (in particolare a Brescia, a Monza e a Castelseprio) sia una sostanziale influenza per gli sviluppi artistici successivi. Nell'area lombarda il periodo carolingio vede una sostanziale continuità artistica con il precedente periodo longobardo. Alla minore produzione di edifici monumentali propria di questi secoli fanno da contraltare numerosi manufatti minori di grande valore, quali la Croce di Agilulfo, la Croce di Desiderio e l'Evangeliario di Teodolinda. Molti di questi manufatti sono custoditi presso il Museo di Santa Giulia a Brescia.[67]

Il Novecento[modifica | modifica wikitesto]
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Cucina[modifica | modifica wikitesto]

La polenta, uno dei piatti tipici della Lombardia.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina lombarda, Vini della Lombardia e Prodotti agroalimentari tradizionali lombardi.
I prodotti enogastronomici dell'area lombarda spaziano dai più classici e noti in tutta Italia come la bresaola della Valtellina, il salame Milano, i formaggi Grana Padano, gorgonzola e la crescenza, fino ad arrivare ai noti vini tra cui il Franciacorta e i rossi della Valtellina, passando per le decine di prodotti sconosciuti al di fuori dei confini non solo della regione ma dell'area o del comune di produzione. La cucina rispecchia ancor oggi le sue origini rurali, quando la Lombardia era ancora molto legata all'agricoltura. Piatto simbolo della Lombardia, nelle sue innumerevoli declinazioni, è il risotto, conosciuto e apprezzato in tutto il mondo e annoverato fra i simboli della cucina italiana. Da non dimenticare la classica cotoletta alla milanese, le varie versioni della polenta, la selvaggina, i salumi, i brodi e le zuppe, così come il panettone, la mostarda, la colomba pasquale e il torrone. La grande diffusione di molti di questi prodotti li ha resi tipici della cultura enogastronomica italiana oltre che di quella lombarda.
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