Gangi Memorie e Tradizioni - mondoidee.com

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La manifestazione, nata nel 2012 consiste nel far rivivere ai visitatori le tradizioni di un tempo associato a delle degustazioni di prodotti tipici del luogo.
L'ingresso è a pagamento, il prezzo è di 4 euro a persona per gli adulti e di 2 per i bambini fino a 10 anni, il percorso è appositamente studiato per far conoscere come si svolgeva la vita negli anni che vanno dalla seconda metà del 1800 alla prima metà del 1900.
Il percorso è pressochè obbligato in modo da poter seguire le varie fasi ed ha una durata di circa due ore.
Il percorso inizia da piazza Valgarnera dove si può ammirare la rappresentazione del ciclo del grano che  comprende l'aratura, la semina, la mietitura e la pulitura dello stesso, dopodichè si passa a quello che anticamente veniva chiamato dai contadini "marchitu" o "màrcatu", cioè il posto dove i contadini lavoravano e producevano il formaggio, la ricotta e altri prodotti derivati dal latte, il luogo è costruito con quanto allora veniva usato, come il recinto per mettere le pecore al suo interno per la mungitura, il salatoio, il pagliaio (u pagliaru) dove il contadino teneva alcuni attrezzi e si riparava dalla notte e dalle intemperie, il focolaio (fucagna) sul quale si metteva la pentola (quadàra) con all'interno di essa il latte da riscaldare per preparare i sopracitati formaggi, e altro per ricreare l'ambiente, procedendo oltre, al larrgo Aquedotto vi è la degustazione dei formaggi e ricotta fresca accompagnati con del pane di casa (u fasciddatu), a forma circolare con un diametro di circa 50 cm e un peso che arriva fino a due chili.
Finita la degustazione si prodegue verso le strade del centro storico e lungo via Castello si possono vedere dei figuranti in costumi d'epoca, come il contadino (u viddànu) che torna dalla campagna con un fascio di legna sulle spalle, i vari bambini che giocano per le strade, il monaco che a cavallo del proprio asinello va per le case a raccogliere monete o mangiare, davanti le porte di alcune case si possono vedere delle vecchiette intente a lavorare i propri ricami col "tòmbolo" e altre ancora come il mugnaio che munge le pecore o capre e che chi vuole può assaggiare, si incontrano le nobildonne che passeggiano, le vedove che in gruppo escono dalla chiesa e altri come il cos'detto "lampionaro" che era colui che per le strade del paese anccendeva le varie lampade a petrolio.
Si può osservare anche l'interno di alcune abitazione che riproducono gli ambienti di allora con all'interno prodotti come il telaio per la tessitura o la massaia che con acqua e farina prepara le tagliatelle (tagliarini) e molto altro che rappresenta i vari mestieri dell'epoca.
Proseguendo si arriva al baglio della Cateva dove si potrà continuare la degustazione di "pasta ccu màccu", un piatto tipico di pasta condito con fave fresche, finocchietto selvatico e altro tritati assieme e che rappresenta una delle caratteristiche del luogo.
Dopodichè il percorso porta a piano della Catena dove viene riproposto il fidanzamento di una volta (a nzinga) con le due famiglie che si incontrano e la festa che veniva fatta con l'offrire dolci, confetti verdi e una bevuta di "ròsolio", un tipico liquore che si usava offrire in quell'epoca .
Alla fine del percorso, in piazza del Popolo vi sono degli stands dove si potranno acquistare dei prodotti tipici locali.
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