Emilia Romagna
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è una regione dell'Italia settentrionale di oltre 4,2 milioni di abitanti, con capoluogo Bologna.
E' bagnata a est dal Mar Adriatico, confina a nord con il Veneto e la Lombardia, a ovest con il Piemonte e la Liguria, a sud con la Toscana, le Marche nonché la Repubblica di San Marino. Essa è composta dall'unione di due regioni storiche: l'Emilia, che comprende le province di Piacenza, Parma, Reggio, Modena, Ferrara e buona parte della provincia di Bologna, con il capoluogo, e la Romagna, con le rimanenti province di Ravenna, Rimini, Forlì - Cesena e la parte orientale della provincia di Bologna (Imola e zone limitrofe). La Romagna storica comprende peraltro piccoli territori nelle Marche e in Toscana.
Le aree che costituiscono la regione attuale sono popolate fin da tempi remotissimi, come ci indicano vari ritrovamenti: il caso più famoso è quello del sito di Monte Poggiolo, presso Forlì, dove sono stati rinvenuti migliaia di reperti datati a circa 800.000 anni fa, a dimostrazione che la zona era già abitata nel Paleolitico.
Geografia [modifica]
L'Emilia-Romagna è una regione prevalentemente pianeggiante, infatti le pianure occupano il 47,8% del suo territorio. Le colline, il 27,1% del territorio, e le montagne, il 25,1% del territorio, si trovano nel meridione della regione.
Per approfondire, vedi la voce Zone Altimetriche d'Italia.
Clima [modifica]
Il clima dell'Emilia-Romagna è di tipo prevalentemente sub-continentale con inverni piuttosto rigidi ed estati calde. In inverno sono presenti precipitazioni nevose che dalla montagna possono estendersi talvolta fino alla pianura. La parte a nord della via Emilia è situata all'interno della Pianura Padana e ne possiede pienamente le caratteristiche: afa estiva e nebbia abbastanza frequente durante l'inverno dove si raggiungono temperature rigide con giornate di gelo e nebbia che non riesce a dissolversi nemmeno nelle ore centrali del giorno, mantenendo spesso la temperatura prossima allo zero. Durante la notte la temperatura può scivolare al di sotto dello zero e talvolta si sviluppano estese gelate che possono perdurare anche per l'intera giornata. In genere gli episodi di maltempo sono generati dalle perturbazioni di stampo atlantico-mediterraneo o da quelle, più fredde, sospinte da venti di Bora; qualche volta soffia anche il Burian, vento di origine artico-russa che riesce a raggiungere questa regione sferzandola con gelide raffiche. Questi sono caratteri estremi dell'inverno emiliano-romagnolo che comunque per buoni tratti, sotto l'influsso di correnti occidentali e di Scirocco, può anche risultare abbastanza asciutto, mite e soleggiato, specialmente sulle coste e sulla fascia collinare. In estate l'afa la fa da padrona e le temperature sono molto alte, vi sono elevati tassi di umidità, in particolare nelle zone pianeggianti, mentre nelle zone montuose il caldo risulta meno opprimente. Si possono registrare anche diversi giorni consecutivi di caldo e sole intenso, tuttavia durante tale periodo soleggiato si possono sviluppare temporali anche di forte entità. L'autunno è molto gradevole e temperato fino alla metà di novembre; dopo è più fresco, a tratti decisamente freddo, umido e piovoso con nebbie frequenti nelle zone vicine al Po. La primavera rappresenta la stagione di transizione per eccellenza, può risultare fredda o per contro essere un anticipo d'estate, ma nel complesso risulta mite. In complesso la piovosità è concentrata in primavera e in autunno su livelli inferiori rispetto alle regioni a nord del Po: ciò determina un regime idraulico a carattere prevalentemente torrentizio con periodi siccitosi che possono prolungarsi fino ad autunno inoltrato.
L'Emilia Romagna ha fondamentalmente due climi, che poi possono essere divisi in una miriade di microclimi: il padano e il montano. Il clima risulta pertanto essere influenzato da tre fattori: il continentale, quello decisamente più presente, quello lieve del Mare Adriatico che mitiga solo le aree prossime alle coste, e quello appenninico. La parte centrale, e in particolare quella a nord della Via Emilia, presenta accentuati caratteri di continentalità. Gli Inverni sono freddi, con precipitazioni talvolta nevose fino in pianura (le medie variano da 15 a 35 cm annui) gelate talvolta estese e temperature massime mantenute basse dalle nebbie persistenti talvolta tutto l'arco del giorno. L'estate, invece, è calda e afosa, con temperature massime che si spingono ben oltre i 35° e minime che talvolta non scendono sotto i 20°. La primavera è piovosa e gradevole da aprile a maggio; anche l'autunno presenta le medesime caratteristiche ed è fresco e gradevole fino a novembre, quando diventa fresco, umido e talvolta freddo. Il clima della fascia montana è fortemente influenzato dall'altitudine, ma anche dall'esposizione al sole e al vento. Generalmente ha inverni molto più freddi della pianura, con minime costantemente sottozero nei mesi più freddi e temperature minime che possono raggiungere i -15°, -20°. La neve cade da novembre a marzo, esclusivamente in forma nevosa da dicembre a febbraio, ma spesso alcune spolverate sui rilievi più alti avvengono anche in ottobre e in aprile. In un anno cade almento un metro di neve anche a quote inferiori ai 700 mt., che arriva anche a 1,5 m a 800 mt. Ha temperature estive gradevoli, con media delle massime sui 25-28° in luglio, ma punte di 30-35° e minime sui 10-15°. L'estate è in generale breve e l'autunno inizia già a settembre, diventando freddo dopo la metà di ottobre; anche la primavera è breve e fresca, inizia in aprile e termina in giugno. La fascia costiera non ha caratteristiche molto diverse dalla fascia di pianura, in quanto ha inverni comunque freschi (la neve cade quasi ogni anno) e estati calde, ma un po' più miti.
Storia [modifica]
Formazione della regione Emilia-Romagna [modifica]
L'identità etno-culturale della Romagna è sempre stata forte mentre per l'Emilia la questione è controversa. Infatti, a partire dal 568 d.C. (anno dell'arrivo dei Longobardi nella Pianura Padana) fino al 1859, questo territorio si è chiamato Lombardia (o Longobardìa, in contrapposizione a Romanìa, l'odierna Romagna); i suoi abitanti erano definiti lombardi.
È vero però che questa definizione fu imposta dai Longobardi dopo aver invaso parte del territorio della regione romana composta dalle città di Forum Livii (Forlì), Forum Cornelii (Imola), Faventia (Faenza), Bononia (Bologna), Mutina (Modena), Regium (Reggio Emilia), ovvero l'VIII regione di Augusto, denominata appunto Emilia.
Al momento dell'invasione franco-piemontese, per evitare la costituzione di un blocco lombardo troppo potente, la dinastia dei Savoia creò ex-nihilo il concetto di "Emilia" (riesumando per l'occasione il nome dell'antica regione augustea). Questo comportò il cambiamento di diversi toponimi. Ad esempio, Reggio Emilia, prima dell'Unità d'Italia, era chiamata semplicemente Reggio o anche Reggio di Lombardia.
Antichi stati della regione [modifica]
Le principali entità statali storiche che hanno caratterizzato il territorio della regione sono il Ducato di Parma e Piacenza, il Ducato di Modena e Reggio e il Ducato di Ferrara; la Romagna è stata parte per dodici secoli dello Stato Pontificio, mentre Bologna è stata per alcuni periodi città di confine tra Longobardìa e Romanìa, ma fra alterne vicende lo Stato Pontificio ha quasi sempre avuto il sopravvento fino al Risorgimento.
Istruzione [modifica]
In regione sono presenti quattro università, tutte dislocate in Emilia:
* Bologna: l'università più grande della regione e una delle principali a livello nazionale, è la più antica università del mondo occidentale ed è soprannominata "La Dotta". Ha quasi 100.000 studenti. Nella classifica del "Times" sulle migliori università mondiali l'ateneo è risultato 173°, primo in Italia [1][2].
* Parma: università riconosciuta con storia secolare, accoglie molti studenti soprattutto dalla provincia della Spezia, ha quasi 30.000 studenti.
* Modena-Reggio Emilia: università che è divisa in due sedi (alla sede storica modenese nel 1998 si è aggiunta Reggio), è stata eletta nel 2007 da il Sole 24 Ore come miglior università pubblica [3].
* Ferrara: università fondata dal marchese Alberto V d'Este su concessione del Papa Bonifacio IX, ad oggi ha quasi 20.000 studenti.
In tutti gli altri capoluoghi sono presenti sedi distaccate con facoltà autonome, come ad esempio le succursali dell'Università di Bologna presenti in Romagna (Forlì, Cesena, Ravenna e Rimini), dell'Università Cattolica di Milano e del Politecnico di Milano (Piacenza).
Economia [modifica]
In Emilia-Romagna l'economia è molto sviluppata. Come nel resto d'Italia, vi sono numerose piccole aziende a conduzione familiare, con produzioni di vario tipo. Inoltre sono molto diffuse le cooperative, soprattutto nelle zone di Reggio Emilia e Modena.
L'economia è presente in tutti e tre i settori tradizionali. Nel settore primario, il più importante d'Italia per esportazioni, la regione può contare su un forte sviluppo su tutta la Pianura Padana e in Romagna. Sono molti i prodotti DOP e IGP coltivati in regione, ed è diffuso l'allevamento di bovini e suini. Anche il settore secondario è molto sviluppato: nelle aree da Bologna a Reggio Emilia vi sono industrie alimentari (le prime d'Italia), meccaniche, elettroniche, tessili, del mobile e della ceramica; in regione si trovano anche fabbriche di auto e moto, con i marchi Ducati, Ferrari, Lamborghini e Maserati. Molte industrie sono di piccole dimensioni, e sono a conduzione familiare oppure organizzate in cooperative.
La regione è seconda in Italia per lavorazione e creazione di prodotti artigianali.[citazione necessaria] Nel parmense è molto sviluppata l'industria alimentare (Parma è stata scelta come sede della istituzione europea nel controllo del settore, l'EFSA). Nel ravennate è molto sviluppata l'industria chimica, ed è presente il più grande porto del Mar Adriatico.
Il settore terziario è anch'esso sviluppato; la riviera romagnola è centro d'attrazione turistica sia d'estate per la ricca ed organizzatissima ricettività (più di 5000 alberghi) che negli altri periodi dell'anno per i numerosi locali d'intrattenimento giovanile; si stima che durante un anno sono circa 10 milioni i turisti che la popolano; italiani e moltissimi stranieri soprattutto dalla Germania e dall'Olanda [4]. Discreto anche il turismo invernale sulle località sciistiche dell'Appennino, fra cui ricordiamo Sestola e le altre località alle pendici del Monte Cimone, e il Corno alle Scale, nel bolognese. Molto sviluppato il turismo artistico nelle città d'arte, specialmente dall'estero.
La regione è il nodo commerciale più importante del paese, Bologna è un nodo ferroviario di primaria importanza nel Nord, la sua stazione merci è la più grande d'Italia come volume di traffico. In Emilia confluiscono, poi, alcune tra le principali autostrade del paese (A1, A13, A14, A15, A21 e A22).
L'Emilia-Romagna è considerata una delle regioni più ricche d'Europa, con tassi d'occupazione che superano il 70% (80% a Modena e Reggio Emilia); il tasso di disoccupazione della regione (2,9%) corrisponde ad un regime di piena occupazione, e il reddito pro-capite è tra i più alti a livello europeo [5]. Questo ha favorito negli ultimi anni un enorme arrivo di immigrati nelle città, solo per fare un esempio Modena e Reggio Emilia sono al vertice come percentuali di immigrati residenti.
Con una statistica di giugno 2007 condotta da Unioncamera, Bologna e Modena sono risultate rispettivamente la terza e la quarta città più ricche d'Italia, dietro solo a Milano e Biella. [citazione necessaria] La regione, secondo un'altra indagine svolta da Eurostat nel 2002, è risultata la 23° regione europea per quanto riguarda il PIL pro capite, terza italiana dopo la provincia autonoma di Bolzano e la Lombardia [6]. Le indagini svolte dall'Istat nel periodo compreso tra il '95 e il 2002 rivelano, infine, che il reddito medio disponibile per abitante è di 17.700 Euro: la regione risulta pertanto essere la più ricca d'Italia [7].
Di seguito la tabella che riporta il PIL d il PIL procapite prodotto nell'Emilia-Romagna dal 2000 al 2006[8]:
2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo
(Milioni di Euro) 106.215,6 110.431,6 113.722,5 116.548,1 120.544,4 123.928,3 128.795,3
PIL ai prezzi di mercato per abitante
(Euro) 26.849,9 27.778,7 28.378,1 28.739,0 29.287,5 29.722,6 30.626,2
Agricoltura e agroalimentari [modifica]
L' Emilia-Romagna, condividendo il territorio della Pianura Padana è regione fertilissima (il rapporto tra raccolto e seminato è tra i più alti d'Italia); questo è il frutto di lavori di bonifica cominciati in epoche anche remote; la rete d'irrigazione e canalizzazione è efficiente e non per caso alcune delle più grandi aziende di macchinari agricoli hanno sede qui. Le colture tipiche sono cerealicole (grano e mais soprattutto) e vinicole anche fino a 800 metri in collina; da ricordare il primato nazionale nella produzione di barbabietola da zucchero. Le maggiori aziende alimentari hanno sede in Emilia. Anche il settore dell'allevamento è molto sviluppato in ispecie quello suino e bovino.
Il ministero delle Politiche agricole e alimentari, in collaborazione con la regione Emilia-Romagna, ha
Questa regione, abitata fin dall'antichità, ottenne una vera e propria organizzazione politica verso la fine del VI secolo, con l'espansione etrusca sulle rive del Po. Importantissima per i suoi porti (Spina, Adria, Ravenna e Rimini), la regione vide fiorire molti centri urbani commerciali lungo la linea della Via Emilia, come Cesena, Modena, Parma, Piacenza e, sulle colline dell'alto corso del Reno, Misa (oggi Marzabotto).
All'inizio del IV sec. a.C., l'invasione celtica minò la prosperità della regione, e nel III a.C., i Romani la acquisirono e la ordinarono in provincia insieme alla Liguria. In questo nuovo ordinamento, la regione ebbe un incredibile sviluppo; divenuta punto centrale dell'Italia di allora, fu anche teatro di grandi scontri militari: il passaggio del Rubicone da parte di Cesare, la guerra di Modena, la stipulazione del secondo triumvirato.
Augusto ne fece la sua VIII regione, col nome appunto di Emilia, con i suoi importanti centri urbani come Forum Livii (Forlì), Forum Cornelii (Imola), Faventia (Faenza), Bononia(Bologna), Mutina (Modena), Regium (Reggio), Parma, etc...
Nel V sec. d.C., Onorio trasportò la capitale a Ravenna (402), e la parte orientale dell'Emilia, che prese poi il nome di Romania (Romagna), divenne il centro politico dell'Impero d'Occidente, ormai giunto al suo declino.
Ravenna fu anche capitale dei Goti, sede dell'esarcato Bizantino. Con l'invasione longobarda (568), la regione fu divisa in due; da una parte Modena, Parma, Piacenza e Reggio, ducati longobardi, e dall'altra, da Ravenna a Bologna, città bizantine.
Con i re carolingi (754-774) la regione fu messa sotto la giurisdizione papale, ed i ducati longobardi passarono dal governo dei conti a quello dei vescovi-conti (IX e X sec.), fino a passare definitivamente nelle mani della Chiesa, verso la fine dell'XI secolo.
Nel periodo dei comuni, Bologna, Piacenza, Modena e Reggio ebbero un notevole sviluppo dovuto certamente alla presenza di grosse correnti di traffico commerciale, ma presto si distrussero vicendevolmente in lotte e rivalità; in particolare, in seguito alla discesa di Federico Barbarossa, alcuni aderirono alla Lega Lombarda (1167), e altri sostennero l'Impero.
Il governo pontificio tentò di affermarsi con il cardinale Albornoz (1353-1367) e in modo più efficace con Cesare Borgia, fatto duca di Romagna nel 1501; morto papa Alessandro VI (1503), però le mire veneziane sulla Romagna furono neutralizzate dai papi successivi.
Durante le guerre del XVI sec. la valle del Po fu il punto nevralgico della politica italiana, divisa com'era tra Stato pontificio, Impero e signorie Estensi.
Durante i conflitti europei dei secc. XVII e XVIII, i vari Stati subirono diverse invasioni, e nel 1731, dopo l'estinzione della famiglia Farnese (subentrata a quella Estense), a Parma e Piacenza subentrarono i Borboni.
Nel 1797, dopo la pace di Campoformio, l'Emilia (salvo Parma lasciata ai Borboni) e la Romagna entrarono nella Repubblica Cisalpina, che nel 1802 diventò Repubblica Italiana, fino al 1805, quando Parma e Piacenza furono annesse alla Francia e il resto entrò nel Regno Italico.
Il congresso di Vienna restaurò gli equilibri di potere e il dominio temporale della Chiesa, e la partecipazione degli emiliani ai moti risorgimentali fu estremamente intensa, attraverso congiure e operazioni militari.
Fallito il tentativo di unirsi al Piemonte nel 1848, la fusione tra Emilia-Romagna e Regno d'Italia avvenne tra il 1859 e il 1860.
Provincie
Bologna
Ferrara
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Parma
Piacenza
Ravenna
Reggio Emilia
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